San Valentino: il vero prezzo dell’amore è nel carbon footprint

Focus sul rapporto di Greenly

Un mazzo di rose rosse, un anello scintillante o un volo verso una capitale europea sono i simboli classici della festa di San Valentino, ma dietro queste manifestazioni d’amore si cela un costo invisibile che grava pesantemente sul clima e sull’ambiente. Il rapporto di Greenly analizza come le abitudini di consumo legate al 14 febbraio si traducano in emissioni di gas serra, mettendo in luce come la globalizzazione dei regali e la velocità dei trasporti trasformino la celebrazione in un picco di inquinamento atmosferico. L’analisi offre una guida per mantenere alto il romanticismo riducendo drasticamente l’impatto ambientale attraverso scelte più consapevoli.

San Valentino
Foto di Matt Nelson su Unsplash

Il dilemma dei fiori tra chilometri zero e serre riscaldate

Il commercio dei fiori recisi rappresenta uno degli esempi più lampanti di come la sostenibilità possa essere contro-intuitiva. In Europa, la stragrande maggioranza delle rose vendute a San Valentino è d’importazione, proveniente principalmente da Kenya, Ecuador ed Etiopia. Queste fioriture godono di climi naturalmente caldi che non richiedono riscaldamento, ma devono affrontare lunghi voli aerei per raggiungere i vasi europei.

 

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Al contrario, i fiori prodotti localmente in inverno spesso richiedono serre ad alto dispendio energetico per sopravvivere alle basse temperature. Tuttavia, i dati di Greenly mostrano una differenza netta: l’impronta di carbonio dei fiori importati è di circa 1,27 kg CO2 per euro speso, mentre per i fiori stagionali e locali questo valore crolla a soli 0,13 kg CO2 per euro. Scegliere varietà di stagione come anemoni, tulipani o amaryllis permette di ottenere lo stesso effetto emotivo con un impatto quasi dieci volte inferiore rispetto alle rose fuori stagione.

Il peso dei metalli preziosi e l’alternativa del design sostenibile

Anche il settore dell’oreficeria presenta criticità ambientali profonde, legate non solo alle emissioni ma anche alla degradazione del suolo e all’inquinamento da sostanze chimiche nelle miniere. L’analisi ha quantificato l’impatto dei gioielli in base all’euro speso per rendere i dati più accessibili ai consumatori. Il platino emerge come il materiale più gravoso, con 1,48 kg CO2 per euro investito, seguito dall’argento con 0,62 kg CO2 e dall’oro con 0,52 kg CO2.

Al contrario, materiali alternativi come l’ottone presentano un’impronta carbonica pressoché trascurabile. La sostenibilità in questo campo non richiede di rinunciare al regalo, ma suggerisce di preferire design più semplici, materiali meno intensivi o pezzi di alta qualità destinati a durare tutta la vita.

Trasporti e fughe d’amore la sfida del viaggio consapevole

Le vacanze a sorpresa verso mete come Venezia, Marrakech o Parigi sono tra i regali più ambiti, ma il mezzo di trasporto scelto determina quasi interamente il peso ecologico dell’esperienza. Un volo di andata e ritorno da Londra a Marrakech può generare circa 766 kg CO2, mentre per Venezia la cifra si attesta sui 589 kg CO2.

Il contrasto con il trasporto ferroviario è sbalorditivo: un viaggio da Londra a Parigi tramite Eurostar emette solamente 4 kg CO2. Anche il soggiorno ha la sua rilevanza; la dimensione dell’hotel, la gestione della catena di approvvigionamento e l’efficienza energetica delle strutture sono fattori determinanti che possono rendere una fuga romantica più o meno rispettosa dell’ambiente.

San Valentino: la sfida dei budget identici per risultati climatici opposti

Per dimostrare come le scelte individuali pesino più del portafoglio, Greenly ha simulato tre diversi modi di spendere un budget di 200 euro per San Valentino. Il primo scenario, incentrato su un weekend a Marrakech con cena a base di carne e fiori importati, raggiunge l’enorme cifra di 799 kg CO2, con il volo che da solo rappresenta la stragrande maggioranza delle emissioni. Un secondo paniere classico, composto da gioielli d’oro e rose d’importazione, scende a circa 121 kg CO2 eliminando il volo ma mantenendo l’alta intensità dei materiali.

Infine, l’opzione a basso impatto, che prevede gioielli in ottone, fiori locali e una cena vegetariana, abbatte l’impronta a soli 9 kg CO2. Quest’ultima opzione risulta essere oltre cinquanta volte più pulita rispetto al weekend di viaggio, dimostrando che la sostenibilità non dipende da quanto si spende, ma da come si decide di farlo.

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