L’autoconsumo, le rinnovabili e l’efficienza energetica sono pilastri su cui si fonda gran parte della strategia al 2050 verso la sostenibilità prevista dall’Unione Europea e come tale recepita dall’Italia. Ma per quanto sia tutto finalizzato a un unico scopo, la sostenibilità appunto, l’efficienza e le rinnovabili hanno esigenze e obiettivi diversi. In questo un ruolo importante è preso dall’autoconsumo il cui modello di sviluppo non soddisfa ancora pienamente le esigenze del mercato. Un confronto sul comparto mette in luce anche nuove possibilità e una diminuzione nel lungo periodo degli oneri delle rinnovabili. E’ quanto emerge dal convegno “Prosumer: generazione ed efficienza alla luce del Pniec”, organizzato da Elettricità Futura e Fire presso la sede del Gse a Roma il 15 ottobre.

Quale crescita prevista per l’autoconsumo

L’autoconsumo in Italia nel 2018 è stato stimato intorno ai 29Twh, circa il 10% dei consumi totali ed è un valore destinato a crescere.“I prosumer aumenteranno moltissimo” spiega Luca Benedetti, dell’unità studi energetici statistici e sostenibilità del Gse, “dal 2018 al 2030 si attende un incremento medio annuo di circa 75.000 impianti rinnovabili pari a 2,5 GW. Secondo alcune simulazioni si potrebbe arrivare a circa 1,5mln di piccoli produttori (<20 kW)”.

Una crescita che vede quindi al centro il ruolo degli accumuli e che, secondo le stime del Gse, valuta una crescita dell’autoconsumo al 2030 fino a 20TWh. In questo quadro il Gse ha previsto due scenari (vedi foto slide sotto). In entrambi l’onere unitario è indicato con una parabola discendente. “La curva sta manifestando segni di voglia di scendere”, spiega Benedetti, di fatto quindi anche il maggior consumo delle Fer porterà un assestamento verso il basso degli oneri.

Cresce l’autoconsumo che impatta sulla rete

“Crescendo l’autoconsumo è importante che l’efficienza energetica le rinnovabili crescano insieme” come sottolinea Dario Di Santo, managing director della Fire nel corso del convegno: “ma non è un fattore scontato, hanno esigenze e obiettivi diversi”.  Guardare separatamente ai due obiettivi può portare a dover realizzare “più rinnovabili di quanto necessario per riuscire a decarbonizzare a sufficienza”. Per questo suggerisce “sarebbe strategico far convergere il ruolo di sisma bonus con gli obiettivi di efficientamento energetico” un indirizzo che spetta alla politica dare.

Intanto il Ministero dello Sviluppo economico che si trova a dover far tornare i conti tra i diversi obiettivi misurabili e la neutralità tecnologica richiesta, come sottolinea Luciano Barra, Capo Segreteria Tecnica Direzione Generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica e il nucleare del ministero. Ottimismo invece rispetto la partecipazione delle aziende al Green new deal che potrebbe comportare: “una competitività con un tasso di green crescente nel tempo. Un maggiore protagonismo di queste imprese sulla parte energetica può tradursi in un contributo agli obiettivi, ma anche una migliore capacità contributiva”, conclude Barra che sottolinea come gli obbiettivi europei siano ormai pressanti:”il 2020 lo passeremo a recepire le direttive europee”.

Servono regole snelle sull’autoconsumo

Andrea Zaghi, d.g. di Elettricità Futura, specifica come considerata la crescita dell’autoconsumo collettivo, debbano evolversi le possibilità del modello di distribuzione: “non ci può essere un produttore e più consumatori”. L’associazione inoltre sottolinea la necessità di semplificare il quadro normativo, snellire i processi e regolamentare in via sperimentale la configurazione “uno a molti”.

E’ necessario guardare a questa tecnologia, secondo Elettricità Futura, assicurando “l’integrazione delle comunità energetiche nella distribuzione di rete, garantendo la continuità del servizio e tutto quanto previsto già oggi dal mercato elettrico, regolamentare lo scambio virtuale e lo scambio fisico consentendo di scegliere tra le due alternative“. Il tutto senza dimenticare i costi di rete che dovranno “essere assorbiti” in parte anche dall’autoconsumo.

 

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.