Lo smart working d’estate può costare caro in bolletta

Lo studio e i consigli di Facile.it

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consigli per ridurre le spese

La rivoluzione del Covid-19 nella gestione diversa degli spazi in comune e degli  uffici ha portato sempre più aziende a prediligere lo smart working. Lavorare da casa può costare dai 68 ai 113 euro in più in bolletta a carico del lavoratore, come evidenzia il sito comparatore dei prezzi Facile.it. Per ovviare a questo inconveniente ecco alcuni consigli per ridurre le spese che con l’arrivo della stagione calda possono scappare di mano.

Quanto costa lavorare da casa

Le stime del sito per raffrescare una stanza di 16/20 mq per 6 ore al giorno, con un impianto medio di condizionamento da 9.000 Btu classe A+ con un consumo di 0,9 kWh con tariffa media al III trimestre 2020, prevedono un aumento della bolletta estiva di 68 euro, che sale fino a 113 se l’accensione è prolungata per 10 ore.

Questo solo per la postazione lavorativa; se vogliamo intervenire anche negli altri ambienti quali la cucina durante i pasti e le camere da letto prima del sonno, una famiglia media famiglia media di 4 persone arriva a spendere circa 200 euro in più.

5 consigli per ridurre le spese:

  • Valutare se, restando tutto il giorno a casa, sia meglio mantenere una tariffa bioraria, che ha un prezzo più alto nella fascia diurna a vantaggio della sera, oppure scegliere una monoraria che non presenta variazioni;
  • Altro aspetto importante da valutare è la vetustà dell’impianto di climatizzazione. Nel caso sia un modello superato, se lo sostituiamo con uno nuovo di classe A o superiore, possiamo risparmiare fino al 21% ogni anno rispetto a una classe C. Oltre a tutelare l’ambiente, potremmo ottenere sgravi fiscali dal 50 al 65% della spesa sostituendo il vecchio impianto con uno efficiente a pompa di calore integrato con una caldaia a condensazione;
  • Mantenere una temperatura adeguata: un’escursione termica elevata è dannosa, oltre che per la salute, anche per le nostre tasche. Se è possibile è meglio utilizzare la deumidificazione rispetto al raffrescamento: la temperatura si mantiene gradevole e si risparmia fino al 13%;
  • A parte le considerazioni sul supporto alla non diffusione del Covid-19, mantenere i filtri puliti e l’impianto in efficienza permette di evitare spese supplementari che possono raggiungere l’8% del totale;
  • Per concludere, alcune scelte dettate dal buonsenso: lasciare le porte delle stanze aperte disperde il fresco, peggio ancora le finestre, se fuori c’è la canicola. Una stanza più piccola ha bisogno di meno energia per essere raffrescata di una grande. Queste attenzioni possono far risparmiare i consumi per un ulteriore 6%.
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