voltura utenze

Dopo l’annuncio dell’Autorità per l’energia – Arera sulle bollette mensili del gas, per le quali bisognerà attendere fine ottobre, in seguito al modificato metodo di calcolo del prezzo medio, che avverrà ex post e non più ex ante come è stato finora, è la bolletta elettrica a preoccupare ulteriormente i consumatori.

Bolletta elettrica più che raddoppiata

Infatti, secondo i dati Arera, nonostante l’intervento straordinario per limitare la crescita dei prezzi, l’incremento di costo sarà del +59%. Aumento che, per una famiglia-tipo, si traduce in una spesa annua di circa 1.322 euro, rispetto ai 632 dell’anno precedente.

Questo andamento, come dichiara in nota l’Associazione Federconsumatori, non farebbe quindi ben sperare nemmeno per quanto riguarda la determinazione del prezzo del gas a fine ottobre, soprattutto alla luce del sabotaggio del gasdotto Nord Stream.

La posizione delle Associazioni dei consumatori

Inoltre, a destare preoccupazione sono anche possibili, anzi quasi certi, fenomeni speculativi: “Su questi, il Governo e Arera devono assumere tutte le misure utili ad attuare una seria azione di contrasto. Alla luce di ciò è indispensabile, inoltre, applicare al più presto l’auspicato disaccoppiamento della definizione dei prezzi di energia elettrica e gas, per evitare di alimentare una spirale inflattiva con effetti disastrosi per le famiglie e per l’intero sistema economico”.

Le misure da attuare secondo Federconsumatori

Il nuovo Governo dovrà mettere in agenda e in pratica misure urgenti per proteggere le famiglie dai rincari, definendo una nuova politica energetica che si basi su alcuni punti cardine:

  • la sospensione dei distacchi per morosità di energia elettrica e gas, ampliando e migliorando gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette;
  • l’ampliamento della platea dei beneficiari dei bonus energia, gas e idrico, innalzando le soglie Isee fino almeno a 20mila euro per tutti i nuclei familiari e ancora più alta per le famiglie numerose e aumentando in forma modulata gli importi erogati;
  • misure in grado di liberare il mercato dell’energia (elettricità, gas e carburanti) dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati;
  • il mantenimento del regime di mercato tutelato per energia elettrica e gas.

“Operazioni che  possono essere finanziate anche attraverso un tempestivo recepimento delle proposte contenute nel regolamento della Commissione UE sul contenimento dei costi dell’energia, innalzando fino al 100% la tassazione sui superprofitti straordinari delle aziende fornitrici di energia da fonti fossili superiori alla soglia ammessa e diminuendo il limite di compenso massimo ai produttori inframarginali”.

Il 18 ottobre scenderanno in piazza

Tutte le Associazioni dei consumatori torneranno a manifestare in piazza, il prossimo 18 ottobre, per rivendicare queste e altre importanti operazioni indispensabili per arginare le difficoltà dei cittadini. C’è in programma anche una grande assemblea online, aperta alle forze sociali che vorranno condividere motivazioni e modalità delle iniziative da adottare.

Arera ripristini l’operatività dello Sportello per il consumatore

“Nell’ambito dell’incontro sull’aggiornamento tariffario abbiamo inoltre chiesto ad Arera di ripristinare al più presto l’operatività del portale Sportello per il consumatore, ancora inattivo dal 29 agosto a causa di un attacco hacker. Il blocco di tali procedure impedisce, di fatto, a molti utenti l’accesso alla procedura di conciliazione, aumentandone disagi e frustrazione. Se tale blocco dovesse perdurare, è indispensabile che Arera disponga una procedura provvisoria e alternativa e che intervenga sulle aziende affinché non adottino procedure forzose e dispongano un prolungamento dei termini di trasmissione e trattazione delle conciliazioni”.

Concorde sull’adozione di misure strutturali anche l’Associazione Codici, il cui segretario nazionale Ivano Giacomelli ha dichiarato in nota stampa: “Arera ha calmierato l’aumento al 59%, ma quello effettivo per il mercato tutelato, avrebbe dovuto essere del 97%. Il 40% degli aumenti, pertanto, è stato differito al prossimo trimestre, che diventa un confine temporale. Se entro la fine dell’anno non saranno adottate misure strutturali, a dicembre ci sarà il collasso del sistema. Siamo in una fase di transizione, il nuovo Governo deve insediarsi, ma ciò non giustifica i ritardi nell’adozione di strumenti straordinari in grado di incidere sul mercato energetico”.

Famiglie e imprese a rischio sovraindebitamento

Codici ritiene che, nonostante sia stata messa sul tavolo la proposta di prorogare la fine del mercato tutelato, non siano stati toccati dei punti chiave, come ad esempio, il pericolo del sovraindebitamento che corrono le famiglie, oltre che le imprese. Non solo, sempre più soggetti rischiano il distacco per morosità, bisogna quindi rivedere il sistema di rateizzazione delle bollette, introdurre nuove forme di sostegno. “Cosa succede se invece dell’utente, è il gestore a trovarsi in difficoltà? Cosa accade se l’operatore chiude i battenti? Chi tutela il consumatore? Sono questioni che richiedono risposte ed interventi urgenti, perché purtroppo gli scenari futuri sono preoccupanti, dichiara Carmine Laurenzano, responsabile Energia Codici.

Codici: sbloccare le misure che potrebbero agevolare l’autoproduzione di energia elettrica

L’Associazione ritiene fondamentale intraprendere delle misure che potrebbero agevolare l’autoproduzione di energia elettrica e che non vengono ancora adottate, come lo snellimento delle procedure per il rilascio dei provvedimenti riguardanti ad esempio gli impianti fotovoltaici, l’attivazione dello stesso fotovoltaico sulle superfici già cementificate, l’efficientamento energetico e, ancora, la promozione dei gruppi di acquisto solidale e le comunità di autoproduzione energetica, su cui bisogna insistere con maggiore decisione.

“Tutto questo senza dimenticare le speculazioni in atto. È necessario un maggiore controllo da parte delle Autorità sul mercato e sugli ultraprofitti”.

È di oggi 30 settembre la notizia dell’avvio di un’istruttoria da parte dell’Antitrust nei confronti di Enel Energia e Servizio Elettrico Nazionale per contestare l’ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas. Entrambe le società erano state sanzionate per lo stesso motivo nel gennaio 2021, ciò nonostante sono continuate ad arrivare segnalazioni da parte degli utenti. Questo per dire che la guerra in Ucraina ha avuto sicuramente un impatto devastante sull’economia, ma da tempo i consumatori devono fare i conti con un settore che troppo spesso li vede danneggiati”, conclude Laurenzano.

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