Sostenibilità in agricoltura tra buone pratiche e ricerca

Linee guida per il biodigestato e maggiore efficienza idrica delle piante alcuni degli studi presentati nel corso della 116ª Fieragricola di Verona (

La sostenibilità in agricoltura si gioca su più livelli non solo quella economica le cui proteste sono alle porte di Roma in questi giorni ma anche ambientale. E’ quanto emerge dai dibattiti che si sono avvicendati nel corso della 116ª Fieragricola di Verona (31 gennaio-3 febbraio).

Ricerca, nuove tecnologie e attenzione all’impatto ambientale i macrotemi che hanno governato i dibattiti della storica manifestazione. Vediamone alcuni.

Sostenibilità in agricoltura

Usare sempre meno acqua per produrre di più

“Le piante di oggi o di ieri non possono essere il futuro, perché ogni pianta va adattata al clima del momento e al luogo in cui cresce” ha spiegato il professor Luigi Cattivelli, direttore del centro Genomica e Bioinformatica del Crea nel dibattito che si è tenuto nel corso dell’evento “L’agricoltura nel clima che cambia.

E mentre l’emergenza siccità non è affatto scongiurata per l’annata agraria 2024 la ricerca continua per cercare di isolare le problematiche e realizzare specie sempre più resistenti ai cambiamenti. 

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“È necessario intervenire con un cambiamento, legato a una migliore efficienza nell’uso dell’acqua, alla capacità di tollerare le alte temperature delle ondate di caldo e alla resistenza alle malattie, perché il climate change implica la presenza di nuovi patogeni o la modifica di quelli già esistenti”.

Un approccio verso cui si sta muovendo la ricerca scientifica che in  parte guarda alla resistenza alle malattie, rispetto le Tea, le Tecniche di evoluzione assistita e i sistemi tradizionali. Altro aspetto è il lavoro fatto sulla resistenza all’aumento delle temperature e alla mancanza d’acqua in cui ha spiegato “C’è la grande difficoltà nel fare una scoperta break-through, cioè un cambiamento radicale della capacità della pianta di resistere alle malattie e tollerare le condizioni atmosferiche avverse”.

Chiarendo come gli studi oggi siano rispetto la “comprensione dei meccanismi che controllano il flusso di acqua nella pianta, dalle radici fino alle foglie e poi agli stomi”.

Di fatto la scienza sta concentrandosi su come la pianta traspira, cioè come fa evaporare l’acqua per poter prendere l’anidride carbonica. “Questo serve per conoscere, cioè, quanta sostanza secca una pianta produce per litro d’acqua consumato”.

L’obiettivo è ottenere delle delle piante “con una maggiore efficienza nella fotosintesi”.

Su cui chiarisce Cattivelli ci sono almeno quattro progetti di ricerca finanziati dall’Unione europea in corso.  Al centro degli studi piante essenziali per la sopravvivenza alimentare sul pianeta come i cereali a paglia come riso, frumento e orzo. 

Linee guida per usare al meglio il digestato agricolo

Il digestato è un fertilizzante organico importante sopratutto per l’agricoltura biologica. Le aziende che lo utilizzano riescono a ridurre i propri costi colturali di almeno il 10-15% con un significativo incremento della sostenibilità delle loro produzioni.

Per migliorarne la sua efficacia e divulgarne le migliori pratiche CIB e FederBio hanno redatto delle linee guida. L’intento è rivolgersi ai diversi attori della filiera al fine di ottimizzare l’uso.

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