Fase 2 trasporto pubblico
Foto di Free da Pixabay

Il coordinatore della commissione Infrastrutture e trasporti della Conferenza delle Regioni Fulvio Bonavitacola è stato sentito ieri in audizione alla Camera. Il tema affrontato è stato lo stato del trasporto pubblico locale alla luce delle criticità legate all’emergenza sanitaria, nell’ambito dell’esame della proposta di “Legge quadro in materia di interporti”.

Tpl le richieste della Conferenza delle regioni

Tra le richieste formulate nel corso dell’audizione ci sono state la riduzione della domanda di trasporto nelle ore di punta. Sono inoltre state evidenziate la necessità di risorse straordinarie per la copertura dei mancati introiti delle aziende. E le criticità riguardo ai controlli delle misure di sicurezze.

Conferenza delle regioni: risorse stanziate per il tpl non sufficienti

Il decreto Rilancio – ha ricordato Bonavitacola, come si legge in nota – ha istituito un fondo straordinario con una dotazione iniziale pari a 500 milioni. Risorse da destinare ai mancati ricavi e al finanziamento degli oneri derivanti dal rimborso dei titoli di viaggio non utilizzati. Il decreto 104/2020 stanzia ulteriori 400 milioni di euro. Dunque un totale di 900 milioni di euro. Che pur andando incontro alle richieste delle regioni non è però sufficiente per una copertura integrale dei mancati ricavi”.

Riorganizzare i servizi

“La crisi causata dal Covid-19 – ha proseguito – ha determinato la necessità di riorganizzare i servizi di trasporto in maniera coerente con le esigenze di tutela della salute e di massimo contenimento del rischio di contagio. Tuttavia, come più volte rappresentato, la riduzione del load factor e l’obbligo di rispettare il distanziamento interpersonale di un metro, hanno determinato un grave deficit di servizi. Con gravissimi effetti sull’ordinata ripresa dell’anno scolastico e con rilevanti ripercussioni negative sulla vita quotidiana delle persone e delle famiglie”.

Tpl, le due questioni chiave da affrontare

Due, in particolare, le questioni chiave da gestire. Da un lato la rimodulazione della domanda di trasporto e dall’altra gli oneri finanziari derivanti dall’adozione delle misure di prevenzione e protezione e dalla riorganizzazione dei servizi di Tpl.

Rimodulazione della domanda

Per quanto riguarda la rimodulazione della domanda, ha spiegato Bonavitacola, “abbiamo evidenziato più volte la necessità di adottare misure nazionali sinergiche. che coinvolgano tutte le parti interessate, per ridurre in modo significativo i picchi di utilizzo del trasporto pubblico e i conseguenti sovraffollamenti dei mezzi e delle stazioni di accesso, puntando in particolare su differenziazione oraria delle scuole, didattica a distanza, prolungamento dello smart working anche nel settore privato”.

Un coordinamento nazionale delle autorità scolastiche

“Più volte – ha aggiunto – abbiamo sollecitato un coordinamento a livello nazionale delle autorità scolastiche, viste le norme vigenti in materia di autonomia scolastica, in relazione agli orari di inizio e fine lezioni. Il controllo della domanda di trasporto è tanto più importante se si considera il fatto che, anche in presenza di risorse aggiuntive, la possibilità di potenziare e incrementare i servizi non è illimitata”.

Un approccio Governo-regioni

“Oggi si pone con forza – ha concluso Bonavitacola – l’esigenza di affrontare in modo congiunto Governo-regioni alcune questioni di fondo”.  Fra queste ci sono:

  • la riduzione della domanda di trasporto nelle ore di punta: lo smart working è insufficiente e il coordinamento delle autonomie scolastiche non c’è stato
  • le risorse del Fondo straordinario, pari attualmente a 900 milioni, non coprono tutti i mancati introiti delle aziende, ivi compresi i rimborsi per i titoli di viaggio non usufruiti;
  • le criticità riguardati i controlli sul rispetto dei criteri di riempimento, dell’uso delle mascherine, dei criteri di distanziamento di un metro in tutte le stazioni di metro e autobus”.
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