Rinnovabili, il “tesoretto” accumulato salva il target 2026. ANIE: «Dal 2027 serve un’accelerazione strutturale»

Grazie ai 1,6 GW di margine maturati fino al 2025, l'Italia potrà centrare gli obiettivi annuali di burden sharing, ma la dote rischia di azzerarsi del tutto. Dal 2027 i traguardi si faranno progressivamente più complessi.

Nonostante la ripresa registrata nel secondo trimestre del 2026 (+14% su base tendenziale, guidata dal fotovoltaico a +18%), il mercato italiano delle fonti rinnovabili si trova in una fase di sostanziale stagnazione. I dati diffusi dall’Osservatorio FER di ANIE ed elaborati su fonte Terna tracciano un quadro di luci e ombre: l’andamento degli ultimi dodici mesi registra infatti un incremento contenuto ad appena l’1%, confermando le difficoltà del comparto nel ritrovare uno slancio duraturo.

Il bilancio del primo semestre e l’effetto “tesoretto”

Nei primi sei mesi del 2026 la nuova potenza installata da fonti rinnovabili ha raggiunto circa 3,4 GW complessivi (derivanti da 2.918 MW di nuove installazioni e 550 MW da interventi di repowering).
A questo valore si sommano i 1,6 GW di margine cumulato tra il 2021 e il 2025: una riserva di sicurezza che porta il progresso attuale a circa 5 GW. Per raggiungere il target annuale di burden sharing per il 2026 — fissato a 8,3 GW — occorrerà installare ulteriori 3,3 GW nella seconda metà dell’anno. Un obiettivo a portata di mano, ma che rischia di prosciugare del tutto il tesoretto accumulato in passato, lasciando il sistema privo di paracadute per le scadenze future.

La traiettoria verso il 2030: target in ripidissima salita

Se l’andamento del 2026 pare sotto controllo, le preoccupazioni maggiori riguardano la roadmap dei prossimi anni. La traiettoria di sviluppo previsti dal burden sharing impone una forte accelerazione del ritmo delle installazioni:
  • 2027: 10 GW
  • 2028: 11 GW
  • 2029: 13 GW
  • 2030: 15 GW
Ad oggi l’Italia conta circa 86 GW complessivi di potenza da fonti rinnovabili installata (con il solare al 39%, l’idroelettrico al 27%, l’eolico al 19%, le bioenergie all’11% e il geotermoelettrico al 4%). Per centrare il traguardo dei 131 GW al 2030, sarà necessario mettere a terra circa 44 GW in poco più di quattro anni.

L’allarme di ANIE Rinnovabili: incertezze normative e nodi burocratici

Le criticità del settore nascono principalmente dalla macchinosità burocratica e dai continui cambi di scenario regolatorio.
Foto Cristini Andrea
Foto Cristini Andrea
«Gli ultimi due anni hanno rappresentato una fase particolarmente complessa per il settore delle rinnovabili», ha dichiarato Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili. «Tutti i comparti tecnologici sono stati interessati da profondi cambiamenti normativi che hanno aumentato l’incertezza e la percezione del rischio, frenando il potenziale di una filiera strategica. In questo scenario, l’Italia sta progressivamente perdendo terreno anche rispetto ai principali Paesi europei a forte vocazione manifatturiera».
Per invertire la rotta, l’associazione rivolge richieste precise al Governo e agli enti territoriali:
  1. Sblocco delle autorizzazioni: superare le lungaggini burocratiche di Ministeri, Regioni e Comuni.
  2. Valutazioni di Impatto Ambientale: sbloccare presso la Presidenza del Consiglio i pareri VIA relativi a 13 GW attualmente fermi.
  3. Quadro regolatorio stabile: garantire per il prossimo quadriennio strumenti di policy trasparenti e duraturi.

I dati chiave a giugno 2026: fotovoltaico trainante, eolico in frenata

Nel corso del primo semestre 2026 sono stati connessi alla rete 83.791 nuovi impianti per 2.918 MW complessivi. Il solare fotovoltaico si conferma il motore trainante della transizione, coprendo il 90% del totale della nuova capacità.
Fonte Nuovi Impianti (1° Semestre 2026) Potenza Installata (MW)
Fotovoltaico 83.732 2.610,9 MW
Eolico 21 295,2 MW
Bioenergie 22 7,4 MW
Idroelettrico 16 5,4 MW
Mentre nel secondo trimestre il fotovoltaico ha mostrato un incremento del 18% su base annua, si registra una netta contrazione per eolico (-22%) e idroelettrico (-73%).
All’interno del settore solare si nota una dinamica a due velocità: continua a rallentare il segmento Residential (-20% negli ultimi dodici mesi), resta stabile il Commercial & Industrial, mentre le installazioni su grande scala (Large Utility Scale) mostrano segnali di forte ripresa (+197% su base congiunturale).

Geografia delle installazioni

A livello territoriale si consolida una netta polarizzazione:
  • Grandi impianti: Puglia, Sicilia e Lazio si confermano le regioni più dinamiche nell’installazione di utility scale fotovoltaici ed eolici.
  • Generazione distribuita: Lombardia e Veneto guidano la classifica per la diffusione capillare di impianti fotovoltaici di piccola e media taglia.

Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.