L’assemblea straordinaria dei consorziati ha sancito una fase di profondo rinnovamento per la filiera nazionale del riciclo, approvando lo statuto e il regolamento del nuovo Centro di Coordinamento Batterie. Questo passaggio segna l’attuazione concreta della riforma introdotta dal decreto legislativo n. 29 dello scorso 10 febbraio 2026, emanato in materia di accumulatori e relativi rifiuti. Il nuovo assetto strategico e di governance ha l’obiettivo di garantire un’organizzazione capillare e uniforme delle operazioni di raccolta su tutta la penisola italiana, coordinando in modo integrato i sistemi individuali e collettivi dei produttori. I due testi normativi approvati dai consorziati passano ora al vaglio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che dovrà completare l’iter formale di approvazione per renderli pienamente operativi.

Denominazione e adeguamento alle categorie europee
Tra gli elementi di maggiore rilevanza stabiliti dallo statuto figura l’evoluzione istituzionale dell’ente, che abbandona la storica sigla di Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori per assumere la denominazione ufficiale di Centro di Coordinamento Batterie. Tale modifica risponde alla necessità di allineare l’ordinamento interno al Regolamento (UE) 2023/1542.
La riorganizzazione include l’adeguamento del sistema di rappresentanza dei consorziati, il quale passa da una suddivisione rigida a cinque distinte categorie operative. Oltre ai segmenti tradizionali quali batterie portatili, da avviamento e industriali, la struttura accoglie ora formalmente i settori dedicati ai veicoli elettrici e alla mobilità elettrica leggera, recependo in modo puntuale le trasformazioni tecnologiche e di mercato degli ultimi anni.
Leggi anche Dai 2,9 GW di batterie in Italia alle nuove frontiere tech globali
Il nuovo modello decisionale e la fase transitoria
La ristrutturazione coinvolge in modo diretto la governance complessiva dell’organismo. Il modello di gestione precedente basato sul Comitato esecutivo viene superato con l’istituzione di un Consiglio di amministrazione formato da sette membri, compresa la figura del presidente. Per evitare soluzioni di continuità durante l’adeguamento ai nuovi standard, la struttura attuale rimarrà pienamente operativa fino all’insediamento del nuovo cda, fissato entro la data del 30 settembre. A supporto della carta statutaria, l’assemblea ha contestualmente approvato il regolamento consortile, il quale definisce le regole operative e procedurali per l’applicazione quotidiana delle nuove norme.
Leggi anche Batterie, rivoluzione circolare: innovazione più veloce del mercato
Centro Coordinamento Batterie: la strategia indicata dalla presidenza
Sull’importanza del traguardo raggiunto si è espressa la presidente del Centro di Coordinamento Batterie, Laura Castelli, che in una nota stampa evidenzia come l’approvazione dei due documenti costituisca il pilastro fondamentale per dare concretezza al decreto legislativo 29/2026 e alle direttive comunitarie. Nel suo intervento di insediamento, la presidente ha spiegato che la fase attuale apre un periodo di transizione cruciale, durante il quale il sistema lavorerà per completare l’insediamento degli organi e dare piena attuazione alle disposizioni della riforma.
Castelli ha poi sottolineato le finalità dell’operazione evidenziando come il lavoro svolto sia stato orientato alla definizione di “un modello organizzativo più snello, capace di rendere più rapidi i processi decisionali e rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti del sistema”. Secondo la guida dell’organismo, questo cambiamento rappresenta “un’evoluzione necessaria per affrontare con efficacia le sfide introdotte dal nuovo quadro normativo e contribuire al progressivo incremento della raccolta dei rifiuti di batterie, in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea”.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.














