A Roma e in Italia il passaggio dall’auto ai mezzi pubblici si ferma al 2,8%

Gli investimenti infrastrutturali da soli non bastano a convincere i cittadini a lasciare l’auto in garage. Nonostante lo sforzo economico in atto sul Trasporto Pubblico Locale (TPL), il passaggio modale dalla mobilità privata a quella collettiva fa registrare un modesto +2,8%, una percentuale ancora lontana dal target del +10% fissato dal PNRR.

Il dato emerge con chiarezza dallo studio “Politiche per la diversione modale a favore del Trasporto Pubblico Locale”, realizzato dal Politecnico di Milano e presentato ieri 25 giugno a Roma in occasione del Convegno annuale di ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori).

Il caso Roma: il nodo delle nuove stazioni della Linea C

La discrepanza tra la realizzazione delle grandi opere e l’effettiva attrattività del servizio tocca da vicino la Capitale. Roma è attualmente al centro di massicci investimenti sulla rete metropolitana, focalizzati in particolare sul prolungamento della Linea C attraverso le future tratte strategiche tra Venezia, Mazzini e Tor di Quinto. Si tratta di interventi cruciali, pensati per alleggerire il traffico lungo uno degli assi urbani più congestionati.

Tuttavia, la ricerca del Politecnico solleva una criticità strutturale: molte delle nuove stazioni rischiano di nascere “isolate”, poiché risultano oggi scarsamente connesse con la rete di trasporto di superficie (bus e tram), limitando di fatto l’accessibilità complessiva del sistema.

La ricetta del Politecnico di Milano: i numeri per sbloccare il TPL

Per invertire la rotta e centrare gli obiettivi di sostenibilità, la priorità assoluta diventa l’integrazione ferro-gomma. Lo studio ha stimato i fabbisogni necessari per potenziare i servizi di adduzione (le linee bus che portano i passeggeri dalle zone limitrofe alle stazioni metro) e sviluppare nodi di interscambio efficienti:

Parametro analizzato Fabbisogno stimato dallo studio Impatto atteso sulla mobilità
Chilometri percorsi (Bus) +30 milioni di bus-km annui Maggiore capillarità e frequenza
Flotta veicoli +880 autobus aggiuntivi Rinnovo e potenziamento del parco mezzi
Tasso di diversione modale Dall’attuale 2,8% al 3,5% Primi passi concreti verso il target PNRR

Cos’è la diversione modale: È il processo di spostamento della quota di passeggeri da una modalità di trasporto (in questo caso l’auto privata) a un’altra più sostenibile (il trasporto pubblico).

Le reazioni: «Le grandi opere da sole non bastano»

A margine della presentazione, la Presidente di ANAV, Serena Lancione, ha commentato i risultati sottolineando la necessità di un cambio di prospettiva politica e industriale:

«Le grandi opere non bastano: senza intermodalità il salto modale resta limitato. Anche a Roma è fondamentale accompagnare gli investimenti infrastrutturali con servizi di adduzione efficienti e risorse finanziarie stabili».

Un problema nazionale: serve il rafforzamento del Fondo Trasporti

La sfida romana riflette una criticità omogenea su tutto il territorio italiano. Per consolidare i benefici degli investimenti straordinari del PNRR, il settore richiede interventi strutturali urgenti a livello nazionale. Le priorità indicate da ANAV e dal Politecnico di Milano si concentrano su tre pilastri:

  1. Il rafforzamento del Fondo Nazionale Trasporti, per garantire la sostenibilità economica dei chilometri aggiuntivi percorsi dai bus.

  2. Il piano di rinnovo delle flotte, con mezzi moderni e a basso impatto ambientale.

  3. Lo sviluppo sistemico dell’intermodalità in tutte le grandi aree urbane.

La conclusione del report è netta: solo integrando la costruzione delle infrastrutture con il potenziamento dei servizi di superficie e con finanziamenti certi sarà possibile trasformare i cantieri in corso in un reale cambiamento delle abitudini quotidiane dei cittadini


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