La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha ufficializzato il suo ritorno operativo in Turchia siglando due accordi di finanziamento del valore di 100 milioni di euro ciascuno con la Development and Investment Bank of Türkiye (TKYB) e con la Türk Eximbank.
I fondi, per un totale di 200 milioni di euro, saranno destinati alle piccole e medie imprese (PMI) e alle mid-cap turche sotto forma di prestiti per investimenti in energie rinnovabili ed efficienza energetica. L’obiettivo dell’operazione è ridurre le emissioni di gas serra, rafforzare la sicurezza energetica, incrementare la resilienza climatica e dare impulso alla creazione di nuovi posti di lavoro verdi nel Paese.
Un nuovo capitolo nelle relazioni UE-Turchia
Il ritorno della BEI rappresenta un segnale politico ed economico di forte distensione e cooperazione strategica tra Ankara e Bruxelles.
“Accogliamo con favore il ritorno della BEI in Turchia”, ha dichiarato il Ministro del Tesoro e delle Finanze turco, Mehmet Şimşek. “Questo finanziamento aiuterà le nostre imprese a investire in energia pulita, migliorare l’efficienza e rafforzare la competitività. È un esempio pratico di come la Turchia e l’UE possano lavorare insieme per sostenere la crescita sostenibile e la prosperità condivisa.”
Anche il Vicepresidente della BEI, Robert de Groot, in occasione della sua prima visita ufficiale nel Paese, ha sottolineato l’importanza dell’accordo: “Queste firme segnano una nuova fase di cooperazione. Lavorando con due banche turche radicate sul territorio, siamo in grado di raggiungere capillarmente le aziende di tutto il Paese, sostenendo la loro transizione verso un futuro più sostenibile e resiliente”.
Il piano d’azione per le imprese e gli esportatori
Il finanziamento si inserisce in una strategia più ampia per supportare l’economia turca, in particolare il settore privato e gli esportatori, che si trovano a dover rispondere a standard ambientali sempre più stringenti nei mercati internazionali.
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Ibrahim Halil Öztop (CEO di TKYB): ha definito l’accordo un passo avanti cruciale per mobilitare risorse internazionali destinate allo sviluppo a lungo termine e alla decarbonizzazione dell’industria.
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Ali Güney (CEO di Türk Eximbank): ha evidenziato come questa operazione porti a 1,9 miliardi di dollari il volume totale dei finanziamenti internazionali gestiti da Eximbank per la transizione green, definendola “un forte supporto finanziario per i nostri esportatori affinché si adeguino alle normative ambientali dei loro principali mercati di sbocco, in particolare l’Unione Europea”.
Non solo energia: trasporti e ricostruzione post-terremoto
Oltre ai contratti per l’efficienza energetica, la delegazione della BEI ha avviato tavoli di confronto con i funzionari governativi turchi per future collaborazioni nei settori dei trasporti sostenibili (in particolare la connettività ferroviaria) e delle infrastrutture urbane.
La visita ha toccato anche la provincia di Hatay, una delle aree più colpite dal devastante terremoto del 2023. In questa regione, la BEI sta già sostenendo la ricostruzione delle infrastrutture idriche e di trattamento delle acque reflue attraverso un’operazione separata da 400 milioni di euro, parte del più ampio pacchetto di aiuti dell’Unione Europea. L’intervento mira a ripristinare i servizi essenziali riducendo le perdite idriche e applicando standard costruttivi più elevati e sicuri.
L’Ambasciatore designato dell’UE in Turchia, Aivo Orav, ha concluso sottolineando il valore complessivo dell’iniziativa: “La rinnovata cooperazione arriva in un momento cruciale, unendo la ricostruzione delle zone colpite dal sisma agli investimenti lungimiranti in infrastrutture pulite. Siamo pronti a tradurre queste priorità condivise in investimenti concreti per i cittadini, le imprese e le regioni della Turchia”.
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