Mercato metalli tra tensioni e beni rifugio: il report di Anima e Università di Brescia

Nel corso del dodicesimo Focus Materie Prime, il presidente Pietro Almici lancia l'allarme sulla competitività

Elevata incertezza nel mercato dei metalli. E’ quanto emerge nel corso della Anima Confindustria ha tenuto la dodicesima edizione del Focus Materie Prime in collaborazione con Achille Fornasini, responsabile del laboratorio FinTrend dell’Università degli studi di Brescia.

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“Le tensioni geopolitiche, i dazi, la probabile clausola di salvaguardia nei confronti della Cina per l’acciaio ed il voto contrario del parlamento europeo sul Mercosur sono tutti elementi che danneggiano la competitività dell’industria che rappresentiamo” così presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici commenta lo stato dell’arte.

Oro, argento e platino rifugio di eccellenza

“Il baricentro della crescita economica globale si è spostato verso i mercati emergenti nell’ambito di un sistema finanziario globale entro cui circola ancora molta della liquidità immessa durante la pandemia dalle banche centrali.” chiarisce Achille Fornasini.

“Un eccesso di denaro che oggi si accompagna tuttavia ad un’inflazione che fatica a rientrare e ad un contesto geopolitico instabile: uno scenario che sta riducendo la fiducia negli asset finanziari tradizionali, orientando gli investimenti verso beni rifugio e materie prime”.

Continua Achille Fornasini: “Non a caso il 2026 si è aperto con un forte rialzo generalizzato di molte commodity motivato dai timori di offerte scarse e da una potente domanda di beni reali. In questo quadro si delinea una gerarchia molto chiara. In cima alla classifica si collocano i metalli preziosi – oro, argento e platino – che si stanno affermando come beni rifugio per eccellenza. Segue il complesso dei metalli non ferrosi che, dopo il crollo seguito all’annuncio dei dazi statunitensi, ha recuperato terreno molto rapidamente: rame sui record storici e altri metalli industriali, come lo stagno e l’alluminio, su livelli massimi pluriennali.”

“I mercati delle materie prime siderurgiche, dei semilavorati e dei prodotti finiti d’acciaio – prosegue Fornasini – tendono invece, in terza battuta, a dimostrarsi più coerenti con la fase di debolezza che investe la domanda industriale globale. Per il 2026 si prospetta infatti una diffusa dinamica stazionaria dei prezzi. Eventuali aumenti non rifletterebbero una domanda crescente, bensì la prospettiva di una contrazione dell’offerta oppure gli effetti dei vincoli posti da misure di salvaguardia come, per esempio, quelle programmate dalla UE a tutela sella siderurgia europea.”

“Il contesto congiunturale rende indispensabile un presidio informativo continuo. Per i settori rappresentati da Anima Confindustria – conclude Almici –, fortemente dipendenti dall’acciaio e da altre materie prime fondamentali, disporre di analisi affidabili significa poter programmare produzioni, strategie commerciali ed investimenti con maggior consapevolezza.”


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