
Sullo sfondo una macchia che tende ad avere contorni sempre più indefiniti: mentre si allargano i sospetti sulle falsate emissioni dei modelli della francese Renault, fa rumore la richiesta a Bruxelles del Ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt, in un’intervista riportata da Bloomberg, di “garantire il richiamo” di alcuni modelli del Gruppo FCA.
“L’Europa ha urgentemente bisogno di una autorità di omologazione indipendente che possa assicurare il rispetto delle regole, come accade negli Stati Uniti”, prosegue la Aneris focalizzandosi sulla presenza comunitaria di FCA. La scorsa settimana “in Parlamento Europeo, il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini si è infuriato con quei deputati che hanno osato sollevare domande circa l’irregolarità delle emissioni di FCA e sul perché le indagini italiane non siano ancora state completate”. Per il momento, infatti, “il governo italiano si oppone ad ogni supervisione o controllo sulla procedura di omologazione”.
A quanto pare “proteggere Fiat è più importante dei 3,1 milioni di auto diesel fortemente inquinanti che viaggiano sulle strade italiane”, conclude la Aneris. Numeri che se rapportati ai decessi prematuri per inquinamento “contribuiscono ogni anno alla morte di circa 70.000 persone”.
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