Oggi prende il via la fase della convivenza con il Covid-19 e la domanda è: come ripartirà il sistema socio-economico? Nella Fase 2 si punterà tutto sulla sostenibilità, sociale, economica e ambientale, per tutelare la salute di chi svolge il proprio lavoro? Sicuramente servirà una risposta strutturale che integri la convivenza con l’emergenza nella gestione dell’ordinario. Nei “Dialoghi per la ricostruzione”, quarto e ultimo webinar di ReStart in Green forum (30 aprile 2019), promosso da RemTech expo e Camera forense ambientale, si è riflettuto sul legame tra lavoro, ambiente e salute. “Ricominciare significa riconnettere il mondo degli esseri umani e degli animali”, ha commentato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani. Questa epidemia, ha proseguito, ha mostrato che bisogna rispettare “la catena alimentare e “avere il controllo della filiera”. Spunti che “possono essere utili ai decisori politici in questa nuova stagione” per riunire i 20 modelli di gestione sanitaria sotto un’unica cabina di regia nazionale.

Giuseppe Ippolito
Giuseppe Ippolito, Ospedale Spallanzani di Roma

Inquinamento e diffusione Coronavirus

Gli approcci e le competenze diverse saranno utili in questa ripresa, ha commentato Alessandro Bratti, direttore generale di Ispra. “Il legame tra la qualità dell’aria e la diffusione del virus è una problematica che necessita di diverse competenze. Le intuizioni brillanti hanno bisogno di un substrato scientifico-tecnologico”, ha spiegato presentando il progetto di ricerca Pulvirus promosso da Snpa, Enea e Iss. La “situazione sperimentale forzata” che al momento viviamo può aiutare a “raccogliere dati sulla diminuzione della pressione di determinati inquinanti”. Oltre alla qualità dell’aria, la crisi ha fatto emergere un’altra emergenza: l’insufficienza sul territorio nazionale degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani. “Nelle situazioni emergenziali abbiamo dovuto emanare Linee guida e ricorrere a ordinanze regionali” ma per il futuro “mi piacerebbe più un controllo ex post lasciando spazio al sistema imprenditoriale ex ante”. Ultimo punto toccato da Bratti, l’attenzione alla comunicazione: l’Istituto divulgherà i risultati ottenuti dosando quelle utili all’informazione e al dibattito pubblico per evitare di creare confusione e allarmismi.

Sostenibilità e Fase 2 nell’industria

Nella Fase 2 la sostenibilità dovrà essere la bussola della politica industriale per ciò che riguarda salute, lavoro e ambiente, ha affermato Ilaria Catastini, communication manager di Next chem. Ricerca, sviluppo e formazione “possono godere di incentivi dal punto di vista economico” come il credito d’imposta, ha ricordato Fabio Maria Bonasegale, esperto credito d’imposta di Crs laghi.

“La chiave di volta per tenere insieme lo sviluppo industriale e la tutela ambientale è la tecnologia”, ha rimarcato Marco Ravazzolo, responsabile Ambiente, area politiche industriali di Confindustria. Gli investimenti dovranno essere mirati su: “decarbonizzazione, economia circolare e tutela matrici ambientale (bonifiche, rigenerazione urbana, tutela del suolo e delle acque)”, “rinnovabili ed efficienza energetica”. Tra le proposte avanzate da Ravazzolo anche “la semplificazione, la certezza e la stabilità del quadro regolatorio” e la crescita della “capacità amministrativa degli uffici che si occupano di materia ambientale”. Per alimentare il dialogo tra salute e sicurezza, ha domandato Ravazzolo, “perché non pensare a un istituto di interpello ambientale dove l’impresa ottiene una risposta chiara dall’amministrazione?”.

Per aumentare le competenze nel Sistema paese si potrebbe creare “una rete di supporto” che valorizzi “la specificità delle aziende” e le aiuti a “valutare rischi e opportunità”, ha proposto Lucia Frascaroli, ingegnere chimico di Clea ingegneria. Un modo per facilitare l’accesso ai finanziamenti europei.

Anche la politica dovrà fare la sua parte. Dovrà “accelerare i processi di innovazione e di miglioramento delle performance” come avvenuto durante la crisi, ha dichiarato Luca Nicoletti, dirigente I settore area Servizi amministrativi ed al cittadino del comune di Altamura.

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