Crisi idrica al sud: miglioramenti “a macchia di leopardo”, ma resta l’allerta in Puglia e Calabria

Si è insediato ufficialmente il 3 febbraio il nuovo Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Appennino Meridionale. La seduta, presieduta dal segretario generale dell’Autorità di Bacino, Vera Corbelli, ha delineato un quadro a tinte contrastanti: sebbene si registri una temporanea attenuazione della crisi in alcune zone, la disponibilità complessiva delle risorse rimane critica e distribuita in modo disomogeneo sul territorio.

L’insediamento odierno, sancito dal Decreto ministeriale n. 448 del dicembre 2025, conferisce all’Osservatorio la piena operatività normativa (ai sensi del D. Lgs. 152/06). Questo passaggio permette al Segretario Generale di adottare misure di salvaguardia immediate basate sul monitoraggio costante.

Osservatorio risorse idriche - 3 Feb. 2026 (1)

La mappa della severità idrica

Il distretto, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Puglia, presenta livelli di criticità differenti a seconda del comparto:

  • Severità Idrica Elevata (Codice Rosso): La situazione più critica riguarda la Puglia, le province di Crotone e Reggio Calabria e lo schema lucano Basento–Camastra-Agri. Per queste aree, sia il comparto potabile che quello irriguo restano in stato di massima allerta.

  • Severità Media tendente ad Alta: Colpiti il territorio del Lazio (ATO 5 Frosinone), il Vulture Melfese e la provincia di Matera.

  • Severità Media: In questa fascia rientrano Campania, Molise e il resto della Calabria e dell’Abruzzo (area Marsicana e Chietino), dove si registra una tendenza al recupero, seppur lenta.

Lo stato degli invasi: deficit strutturali persistenti

Nonostante alcuni surplus rispetto al 2025, il confronto con i volumi massimi autorizzati evidenzia un vuoto preoccupante nelle riserve strategiche:

  • Grandi Invasi (Monte Cotugno e Pertusillo): Criticità elevata. Monte Cotugno registra un deficit di ben 171 milioni di metri cubi (Mm³) rispetto alla capacità massima.

  • Sistema Ofanto e Fortore: Si registra un leggero surplus rispetto allo scorso anno grazie alla gestione controllata dei prelievi, ma la diga di Occhito resta in forte sofferenza con un deficit di 187 Mm³.

  • Sorgenti Campane (Sele-Calore): Preoccupa il ritardo nella ricarica degli acquiferi. Le sorgenti di Caposele e Cassano Irpino mostrano deficit di portata (rispettivamente -600 e -700 l/s) rispetto alle medie storiche, con valori vicini alla grande siccità del 2018.

Focus regionali: Lazio, Abruzzo e Campania

L’Osservatorio ha evidenziato alcune note positive e criticità localizzate:

  1. Abruzzo: Le sorgenti Liri e Verrecchie mostrano un surplus rispetto alla media storica, segnando una tendenza al recupero.

  2. Campania: Miglioramento generale, mitigato dagli scambi interregionali (trasferimenti da Molise e Lazio). Resta però il deficit per Napoli e provincia (ABC), dove le sorgenti Urciuoli e Acquaro-Pelosi perdono quasi 400 l/s rispetto alla media storica.

  3. Lazio: L’intesa per il prelievo dal fiume Gari (fino a 600 l/s) ha permesso di stabilizzare il sistema G.A.P.I.R., nonostante il deficit di 130 l/s registrato nel Frusinate rispetto alla media storica.

I dati della crisi idrica in sintesi

Sistema / Diga Disponibilità Attuale (Mm³) Deficit vs Capacità Max (Mm³) Tendenza vs 2025
Monte Cotugno 100,34 -171,0 In peggioramento (-8 Mm³)
Pertusillo 70,9 -49,5 In leggero miglioramento
Schema Ofanto ~66 -90,0 Stabile/Surplus (+5,5 Mm³)
Diga Occhito -187,0 Grave criticità
Invasi Calabria (Alaco/Menta) 40% del totale -31,4 Severità elevata

Verso una gestione guidata dai dati

“L’Osservatorio non è solo un tavolo di monitoraggio, ma una misura del Piano di Gestione delle Acque,” ha dichiarato la dottoressa Vera Corbelli. L’obiettivo è attuare azioni di breve e lungo termine per fronteggiare la crisi climatica in atto. Durante la seduta è stato inoltre annunciato il “Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025”, un documento tecnico che servirà da base per le prossime decisioni politiche e gestionali.


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