Nella settimana post referendum con la vittoria destabilizzante (per il Governo) del fronte del No, e post dimissioni del Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, della capo gabinetto Giusi Bartolozzi e della ministra del Turismo Daniela Santanchè si è andati avanti nelle misure a contrasto del caro energia.
Ecco la sintesi delle principali novità suddivise per articoli:
Il 25 marzo nella 6a Commissione il sen. Salvitti ha illustrato il ddl di conversione in legge del d-l 18 marzo 2026, n. 33, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali.
1. Trasparenza e monitoraggio prezzi (Art. 1)
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Obblighi per i distributori: per tre mesi vige un regime di trasparenza totale. I gestori devono comunicare i prezzi giornalmente e hanno il divieto di applicare rincari infra-giornalieri.
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Antispeculazione: il Garante per la sorveglianza dei prezzi, supportato dalla Guardia di Finanza, monitorerà l’intera filiera per reprimere manovre speculative.
2. Taglio delle accise (Art. 2)
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Riduzione temporanea: dal 19 marzo al 7 aprile 2026, le aliquote delle accise su benzina, gasolio e GPL sono ridotte.
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Impatto finanziario: l’operazione ha un costo stimato di circa 417,4 milioni di euro per l’anno in corso.
3. Sostegno all’autotrasporto (Art. 3)
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Credito d’imposta: bonus straordinario per le imprese di autotrasporto basato sull’eccedenza di spesa dei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 (rispetto al prezzo di febbraio). Il limite complessivo è di 100 milioni di euro.
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Flessibilità fiscale: il credito è utilizzabile in compensazione telematica senza i consueti limiti annuali di 2 milioni o 250 mila euro.
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Aggiornamento prezzi: il prezzo medio del gasolio per autotrazione verrà aggiornato mensilmente (anziché trimestralmente) fino al 30 giugno 2026 per seguire meglio le oscillazioni del mercato.
4. Agevolazioni per la pesca (Art. 4)
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Bonus carburante: riconosciuto un credito d’imposta del 20% sulle spese per il carburante effettuate nel trimestre marzo-maggio 2026.
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Caratteristiche: il credito (limite di 10 milioni di euro totali) non tassa il reddito d’impresa né l’IRAP ed è cumulabile con altre agevolazioni sui medesimi costi.
5. Coperture e vigore (Artt. 5-6)
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Finanziamento: viene rifinanziato il Fondo per interventi strutturali di politica economica (FISPE) per coprire i costi delle misure.
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Efficacia: il decreto è già operativo, essendo entrato in vigore il 19 marzo 2026.
Alla richiesta di svolgere audizioni sulla tematica in oggetto il Presidente afferma che “andrebbe valutata dopo la replica del Sottosegretario”, ma considerata la possibilità di ipotesi di intervento nel merito, invita i Gruppi a far pervenire quanto prima l’elenco dei soggetti cui chiedere la documentazione e le memorie, a loro volta da trasmettere alla Commissione entro martedì 31 marzo. Il seguito dell’esame è rinviato.
Valutazioni ambientali le audizioni
Valorizzazione risorsa Mare
Il 25 marzo con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 58 astensioni, l’Assemblea approva in prima lettura il ddl collegato alla manovra che passa all’esame della Camera.
Ripristino della Natura
In Commissione 8a, il 24 marzo è stato espresso parere favorevole con osservazioni su schema dlgs di adeguamento della normativa al Regolamento.
In sede consultiva il 27 marzo l’VIII Commissione, per il parere alla V Commissione Bilancio ha concluso l’esame del disegno di legge di conversione del DL 19/2026: Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione (C. 2807 Governo – Rel. Caiata, FdI).
In sede referente, ha proseguito l’esame del disegno di legge di conversione del DL 25/2026, recante Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile (C. 2823 Governo – Rel. Lampis, FDI).
Sempre in sede referente, ha concluso l’esame della proposta di legge recante Disposizioni concernenti la programmazione dell’edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell’accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione (C. 1562 Santillo e abb. C. 1169 Furfaro, e C. 2181 Grimaldi – Rel. Semenzato, NM) conferendo mandato alla relatrice a riferire in senso contrario.
Commissione Agricoltura
Attività AGEA a supporto comparto primario: in Commissione Agricoltura, il 25 marzo si è svolta l’audizione del direttore generale dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), Fabio Vitale.
Dl Energia: l’Associazione EBS promuove l’emendamento sulle biomasse solide
Un passo avanti decisivo per la stabilità del settore delle bioenergie in Italia. L’Associazione EBS (Energia da Biomasse Solide) ha accolto con favore l’approvazione dell’emendamento 5.12 al Dl Energia, un provvedimento che vede convergere le forze di maggioranza su una strategia comune per il futuro del comparto.
La nuova norma punta a un equilibrio delicato ma necessario: ridurre gli oneri generali di sistema senza però indebolire il ruolo strategico delle biomasse nel mix energetico nazionale. Il testo approvato protegge un patrimonio consolidato fatto di servizi ecosistemici, economia circolare e valore economico distribuito sul territorio.
Le novità: prezzi minimi e tetti di spesa
Il cuore tecnico dell’emendamento riguarda l’aggiornamento del meccanismo dei prezzi minimi garantiti. Attraverso una revisione mirata dei tetti di spesa, il legislatore mira a garantire sostenibilità economica al sistema elettrico, confermando al contempo i pilastri fondamentali per la regolazione delle ore di produzione e le priorità di coinvolgimento nel meccanismo di incentivazione.
Questa stabilità normativa è considerata vitale per evitare un declino repentino di una filiera che, per sua natura, richiede programmazione a lungo termine.
Andrea Bigai, presidente dell’Associazione EBS — che rappresenta i principali produttori industriali di energia elettrica da biomasse solide in Italia — ha espresso soddisfazione per il dialogo intercorso con le istituzioni:
“Esprimiamo apprezzamento al Governo per l’attività svolta sul Dl Energia. Attraverso il confronto con il Mase, le forze di maggioranza e gli stakeholder, è stata riconosciuta la necessità di tutelare una filiera rinnovabile che contribuisce direttamente alla stabilità del sistema elettrico nazionale.”
Secondo Bigai, la peculiarità del parco centrali a biomasse risiede nella continuità e sicurezza dell’approvvigionamento, fattori che diventano “ancor più cruciali in questo momento geopolitico di grande complessità”.
Prospettive future
L’approvazione dell’emendamento non segna la fine del percorso, ma l’inizio di una nuova fase collaborativa. L’Associazione EBS ha infatti confermato la propria totale disponibilità a proseguire il confronto istituzionale, offrendo supporto tecnico e riscontri proattivi nelle future fasi attuative della normativa.
L’obiettivo resta quello di integrare pienamente le biomasse solide in un modello di sviluppo energetico che sia, allo stesso tempo, ecosostenibile e resiliente di fronte alle sfide globali.
La visione della opposizione M5S sul decreto “Salva bollette”
Non sono dello stesso parere i deputati M5S nelle commissione Attività produttive che in una nota dichiarano che il decreto salva-bollette “è diventato un decreto salva-carbone, con costi che si ripercuoteranno su cittadini e imprese”.
Tra i punti criticati: allungare la vita a centrali obsolete, “invece di puntare con decisione su tecnologie pulite e competitive, è una scelta senza alcuna giustificazione tecnica né economica”.
“Si rinuncia a costruire un modello energetico autonomo e resiliente, investendo su innovazione, rinnovabili e accumuli, vere leve per abbassare le bollette e garantire sicurezza, per scegliere una strada che aumenta incertezza e costi. Una scelta sbagliata che pagheremo cara” concludono.
Illuminazione pubblica: ASSISTAL chiede al Senato regole uniformi e digitali
Il 17 marzo ASSISTAL è stata audita presso la VIII Commissione del Senato in merito al DDL 1700, il disegno di legge mirato all’efficientamento digitale dell’illuminazione e degli edifici pubblici.
Pur condividendo gli obiettivi della norma, l’Associazione – che rappresenta il 90% del mercato dei servizi energetici pubblici – ha lanciato un monito sulla frammentazione normativa: oggi convivono oltre 18 leggi regionali diverse, rendendo difficile per imprese e comuni adottare modelli tecnologici replicabili.
Le criticità sollevate
Il Presidente Roberto Rossi ha evidenziato alcuni nodi cruciali da sciogliere per rendere il decreto davvero efficace:
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Stop al caos regionale: Necessità di un coordinamento chiaro tra norme locali e Criteri Ambientali Minimi (CAM).
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Governance dei dati: Mancano disposizioni sull’interoperabilità dei sistemi e sulla gestione delle informazioni digitali.
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Neutralità e gradualità: Garantire aggiornamenti tecnologici sostenibili e tempi di attuazione flessibili in base alle risorse dei piccoli Comuni.
Il punto di vista di ASSISTAL: Con un fatturato aggregato di 60 miliardi di euro, l’Associazione si pone come interlocutore chiave per trasformare il DDL 1700 in un reale strumento di riordino nazionale, capace di offrire certezza agli investimenti e accelerare la transizione digitale delle nostre città.
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