Energia nucleare: si infittisce il calendario delle audizioni alla Camera

Questa settimana sono state diverse le audizioni sul tema del nucleare. Il 3 e 5 febbraio diversi gli esperti che si sono succeduti.

Ill 3 febbraio si sono svolte le audizioni informali di: Sergio Ulgiati, professore di chimica ambientale presso l’Università degli studi di Napoli Parthenope, Maria Agostina Cabiddu, professore ordinario di Diritto amministrativo presso il Politecnico di Milano, rappresentanti dell’Associazione Italiana di Diritto dell’Energia (AIDEN), rappresentanti di Amici della Terra, rappresentanti del Comitato nucleare e ragione, rappresentanti di ECCO – think tank italiano per il clima, Achille Cester, esperto in radioprotezione, rappresentanti di FINCO, rappresentanti del Laboratorio energia nucleare applicata (LENA) dell’Università degli studi di Pavia, rappresentanti di Legambiente, rappresentanti dell’Osservatorio dei cittadini sul nucleare e Grazia Pagnotta, professoressa di Storia dell’ambiente presso l’Università Roma Tre.

Gli auditi del 5 febbraio: Ansaldo Nucleare, AIN, Campoverde, Prof. Zollino, Prof. Bella, Prof. Tartaglia, Prof. Angelini, Prof. Butera, Mario Tozzi, Comitati No scorie-Tuscia, Giorgio Parisi, ANPIT, Ass.Laudato Sì, Newcleo, ARTE e Confindustria

Alcuni contributi sul nucleare

Impossibile assicurare l’equilibrio del sistema energetico e bassare i costi in bolletta senza nucleare, a meno che non si usi molto gas, che però alzerebbe i costi, evidenzia Giuseppe Zollino, professore di impianti nucleari presso l’Università di Padova.

La delegazione dell’Associazione ambientalista Amici della Terra con la presidente Monica Tommasi e dal professor Fabio Pistella, nuclearista di vecchia data, già direttore generale dell’Enea, già presidente del CNR, oggi socio dell’associazione.

L’associazione in passato ha svolto un ruolo rilevante nel contrasto ai programmi nucleari oggi, si pone a favore.

Tra le motivazioni evidenziate:

  • la necessità di garantire stabilità e sicurezza della rete elettrica in presenza di quote crescenti di rinnovabili intermittenti;
  • l’elevata densità energetica del nucleare, senza confronti in termini di consumo di suolo e impatto paesaggistico determinato da eolico e fotovoltaico a terra e relativi accumuli;
  • il livello oggettivo di sicurezza oggi raggiunto dalle tecnologie nucleari, purtroppo molto distante dalla percezione pubblica.

Gli Amici della Terra invitano quindi a superare gli attuali scenari del Pniec, e di rafforzare il coordinamento europeo tra i diversi soggetti coinvolti nello sviluppo del programma nucleare. Pertanto viene richiesto che il settore nucleare possa accedere, come gli altri comparti high-tech, “agli strumenti di sostegno pubblico nazionali ed europei per la ricerca e le applicazioni industriali innovative”.

Rispetto il tema dei rifiuti radioattivi viene evidenziata l’importanza di seguire soluzioni europee condivise, come i depositi multinazionali, anche alla luce dei costi elevati e delle competenze necessarie per i depositi geologici profondi.

Il nucleare può seriamente dare un contributo e in che tempi?

Analizza questo tema Marco Bella, professore associato di chimica organica presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza. Si tratta di una tecnologia che non sta crescendo alla velocità necessaria secondo il professore. “Rischiamo che tra vent’anni accendiamo qualcosa che non serviva”.

Marco Bella, professore associato di chimica organica presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza
Marco Bella, professore associato di chimica organica presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza

Ad oggi la produzione da nucleare begli ultimi 25 anni è di prossimi 60 reattori nel mondo e sono o russi o cinesi. “Le tecnologia sostenibile che cresce di più oggi sono le batterie di accumulo, non solo quelle al litio ma quelli su larga scala”. A sostegno del sistema energetico oltre a fotovoltaico ed eolico c’è l’idroelettrico, ricorda il professore.

La sfida non è costruire il baseload”, sottolinea il professore riportando l’esperienza della California. “Perchè vogliamo investire nella fonte più costosa possibile?”.

“Il disegno di legge assume implicitamente che il nucleare non abbia i problemi del passato” afferma il professore Aurelio Angelini. “In realtà non è così. Lo riducono ma non lo eliminano. Il rischio nucleare  rimane un rischio ad altissimo impatto. Inoltre le scorie restano pericolose per millenni.” sottolinea. “Costi sistematicamente fuori controlli a cui bisogna aggiungere costi di gestione rifiuti indefinito. Gli Smr non hanno ancora un solo impianto operativo in occidente. Nel frattempo eolico e fotovoltaico si istallano in pochi anni, costano di meno e ci permettono di avvicinarsi alla autonomia energetica. Inserire una tecnologia non ancora sviluppata nel piano industriale appare come un azzardo“.

Stato dell’arte e sullo sviluppo dell’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

Il 3 febbraio si è svolta l’audizione di sia individuale che collettiva sui progressi tecnologici e sulla ricerca attuale relativi agli accumuli di energia elettrica: audizioni di rappresentanti di Fondazione per lo sviluppo sostenibile, ENEA, RSE – Ricerca sul sistema energetico, ANEV, WWF e Associazione “Ci sarà un bel clima”.
Ruoli degli accumuli elettrici e idroelettrici e possibile ruolo dell’industria italiana nel comparto del riciclo delle tecnologie delle rinnovabili. Infine fare formazione sugli attori della transizione nella PA, al centro delle proposte di Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Dinamiche geopolitiche Artico e Africa

Il 4 febbraio il Comitato permanente sulla politica estera per l’Artico, costituito in seno alla III Commissione Affari esteri, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico, ha svolto l’audizione di Alberto Prina Cerai, research fellow presso l’Osservatorio di Geoeconomia dell’ISPI.

Il Comitato permanente sulla politica estera per l’Africa, costituito in seno alla Commissione, nell’ambito dell’esame della Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito ( JOIN(2025) 26 final), ha svolto laudizione di Carlo Giovanni Cereti, Vicepresidente dell’Unione delle Università del Mediterraneo (UNIMED).

Agricoltura e biologico

Il 4 febbraio la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento a tutela dei consumatori che interviene su etichettatura e controlli dei prodotti biologici importati.
Il 3 febbraio si è proceduto anche in al disegno di legge recante Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, fatto a Roma il 31 luglio 2025 (C. 2759 Governo, approvato dal Senato – Rel. Loperfido, FDI).

Inoltre lo stesso giorno la XIII Commissione Agricoltura ha svolto interrogazioni a risposta immediata su questioni di competenza del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

leggi anche: Mercosur il punto è sulla sostenibilità di prodotti e aziende

Ha proceduto, poi, alla deliberazione di una proroga del termine dell’indagine conoscitiva sulle ricadute sul sistema agroalimentare italiano dell’Accordo di libero scambio tra l’UE e i Paesi del Mercosur.

Promozione Cammini d’Italia

In Commissione 7a, il 4 febbraio si conclude discussione in sede redigente ddl approvato dal Senato e modificato dalla Camera, con mandato al relatore, sen. Paganella, a riferirne favorevolmente in Aula nel testo Camera


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