Efficienza negli edifici, raggiunto l’accordo UE sulla Direttiva EPBD

Edifici a zero emissioni nel 2030, eliminazione dei combustibili fossili, aiuti finanziari a famiglie in povertà energetica e imprese per ristrutturare ed efficientare, diritto alla connessione del proprio veicolo elettrico, più spazio per le biciclette. Queste alcune delle misure previste

Più efficienza negli edifici ed eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffrescamento. Questo l’obiettivo della nuova e più stringente Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Energy Performance of Buildings Directive, EPBD) che ha trovato infine un accordo provvisorio tra il Parlamento europeo e Consiglio lo scorso 7 dicembre.

Grande attenzione è stata posta anche alle persone vulnerabili e in povertà energetica grazie alla messa in campo di diversi strumenti di finanziamento, soprattutto dedicati a queste fasce della popolazione. Insieme possiamo aiutare i proprietari di abitazioni e le imprese a ristrutturarsi per risparmiare denaro e prepararsi a un futuro a zero emissioni nette” rassicura  Wopke Hoekstra, Commissario per l’azione climatica. “La nuova direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia contribuirà a mobilitare finanziamenti aggiuntivi e a stimolare le catene del valore nel settore edile” conclude.

 

EFFICIENZA delle risorse direttiva EPBD
Foto Pixabay

La Direttiva ha avuto un iter molto dibattuto e ha visto l’Italia in prima linea impegnata a contenere alcune modifiche richieste. Il timore maggiore era legato alla necessità di non svalutare il bene immobiliare, ad avere un approccio di neutralità tecnologica e a tutelare le famiglie più in difficoltà.

A quanto sembra l’accordo raggiunto ha superato questi timori in quanto “bilancia equamente le norme europee, l’attuazione a livello nazionale, l’autonomia individuale e il sostegno finanziario”, come sottolinea in una nota Maroš Šefčovič, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche.

L’accordo provvisorio richiede l’adozione ufficiale del Parlamento europeo e del Consiglio. Sarà quindi pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione ed entrerà in vigore.

Cosa prevede la nuova Direttiva EPBD

  • L’obiettivo è ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per farlo ogni Stato membro potrà definire i propri target, scegliere gli edifici destinatari e le misure da adottare.
  • Gli edifici con le prestazioni peggiori dovranno raggiungere almeno il 55% del calo del consumo medio di energia primaria tramite ristrutturazione.
  • Il non residenziale dovrà migliorare la sua efficienza gradualmente introducendo  norme minime di prestazione energetica. Anche qui c’è un distinguo tra gli edifici con le prestazioni peggiori, che dovranno essere ristrutturati del 16% entro il 2030 e del 26% entro il 2033.
  • Alcune categorie di edifici, residenziali e non, come edifici storici o le case di villeggiatura potranno essere esentate da questi standard a discrezione dei singoli Stati membri.
  • Il miglioramento degli attestati di prestazione energetica su un modello comune dell’UE con criteri comuni. L’obiettivo è informare meglio i cittadini e facilitare le decisioni in materia di finanziamenti nell’UE.
  • Attenzione alla povertà energetica e alla riduzione delle bollette energetiche con misure di finanziamento volte a incentivare e accompagnare le ristrutturazioni. Tali misure dovranno essere destinate in particolare ai clienti vulnerabili e agli edifici con le prestazioni peggiori. Questo perché sono le strutture in cui vive la percentuale maggiore di famiglie in povertà energetica.
  • Nella Direttiva sono previste, sempre da definire dai singoli Stati membri a misure di salvaguardia per i locatari così da contribuire a far fronte al rischio di sfratto delle famiglie vulnerabili che potrebbe essere causato da aumenti sproporzionati degli affitti dovuti ai costi di ristrutturazione.
  • Dal 1º gennaio 2025 non saranno più ammesse sovvenzioni per l’installazione di caldaie autonome alimentate a combustibili fossili. Spetterà però agli Stati membri stabilire requisiti per i generatori di calore in base alle emissioni di gas a effetto serra, tipo di combustibile o quota minima di energia rinnovabile usata per il riscaldamento.
  • Sarà necessario definire misure specifiche per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffrescamento così da eliminare totalmente questi sistemi entro il 2040.

Norme sui nuovi edifici pubblici e privati

  • Dal 1º gennaio 2028 i nuovi edifici di proprietà pubblica, residenziali e non dovranno essere a emissioni zero e privi di emissioni di combustibili fossili in loco.
  • Per tutti gli altri edifici nuovi ciò vale dal 1º gennaio 2030.
  • I nuovi edifici dovranno essere pronti per l’uso dell’energia solare termiche fotovoltaiche o solari sui tetti.
  • Gli edifici pubblici non residenziali esistenti a partire dal 2027 dovranno inserire le installazioni solari laddove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile. Le disposizioni entreranno in vigore in tempi diversi secondo il tipo e le dimensioni dell’edificio. 

Ristrutturazioni come fare

  • Gli Stati membri dovranno realizzare dei “piani nazionali di ristrutturazione degli edifici“. I piani dovranno definire le linee guida della decarbonizzazione del parco immobiliare, stabilire gli strumenti di finanziamento e prevedere anche la formazione e l’attrazione di un maggior numero di lavoratori qualificati;
  • Sono previsti sistemi volti a orientare i proprietari nelle migliori scelte da intraprendere per la ristrutturazione con anche l’istituzione di sistemi nazionali di passaporto per la ristrutturazione e sportelli unici di orientamento. Questi saranno rivolti a:
    • proprietari di abitazioni,
    • PMI,
    • tutti gli attori della catena del valore delle ristrutturazioni.

Diritto alla connessione degli e-vehicle

Per incentivare la mobilità elettrica la Direttiva prevede l’obbligo del pre-cablaggio con punti di ricarica dei veicoli elettrici e parcheggi per biciclette anche per biciclette da trasporto.

  • Diventa centrale il “diritto alla connessione” per cui saranno previsti requisiti più rigorosi  rispetto il numero di punti di ricarica negli edifici sia residenziali che non residenziali.
  • I punti di ricarica dovranno essere intelligenti e, quando possibile, permettere la ricarica bidirezionale.
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