Ogni anno quasi 20.000 tonnellate di rifiuti elettronici spariscono dai centri di raccolta e vengono illegalmente rivenduti sul mercato, con una perdita complessiva di 14 mln di euro. Questo fenomeno di “cannibalizzazione” ha un impatto rilevante anche dal punto di vista ambientale, a causa del rilascio in atmosfera di sostanze ozono-lesive legate alla rimozione non corretta del motore di frigoriferi e congelatori. E’ la fotografia scattata dall’analisi “La cannibalizzazione dei Raee – Conseguenze ambientali e impatto economico” di Assoraee, presentata in occasione di Ecomondo.

Come contrastare il fenomeno

Per arginare il dilagante fenomeno della cannibalizzazione dei Raee, che produce evidenti danni alla comunità e agli operatori del riciclo”, afferma in nota Giuseppe Piardi – Presidente ASSORAEE, “è necessario muoversi in quattro direzioni: identificare buone pratiche operative che preservino la qualità del materiale raccolto; rendere lo standard europeo per la raccolta vincolante per i centri di raccolta al fine di controllare maggiormente la qualità del materiale; prevedere meccanismi di compensazione economica (anche basati su decurtazioni dei premi di efficienza) tramite un fondo finalizzato al riequilibrio degli effetti economici derivanti dalla cannibalizzazione; promuovere ed incentivare il canale di raccolta della distribuzione che garantisce un materiale in ingresso agli impianti di trattamento in genere meno cannibalizzato”.

I prodotti più a rischio

Tra i prodotti maggiormente esposti ai rischio cannibalizzazione ci sono i condizionatori inclusi in R1 (frigoriferi, condizionatori, congelatori, ecc.), gli schermi CRT e i laptop in R3 (televisori e laptop, LCD o plasma, etc..) e pc desktop e smartphones in R4 (computer e apparecchi informatici, telefoni, apparecchi di illuminazione, pannelli fotovoltaici, etc…). Si tratta infatti di macchinari che mantengono maggiore valore economico.

Ricadute ambientali

Dal punto di vista delle ricadute ambientali, a causare i danni maggiori è l’asportazione dei compressori da frigoriferi e congelatori. Con quest’operazione vengono infatti rilasciati in atmosfera i gas utilizzati nei circuiti refrigeranti, in particolare quelli contenenti sostanze ozono-lesive, quali cfc ed HCFC. “Considerando il totale di frigoriferi e congelatori conferiti nel 2018 – spiega una nota di Assoraee  -le sostanze ozono-lesive in essi contenute ammontano a più di mezzo milione di tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni di oltre 300.000 utilitarie”. Altrettanto a rischio è anche la dispersione di mercurio, dovuta alla cannibalizzazione degli schermi piatti.

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