L’11 luglio il presidente di Ambiente Mare Italia Alessandro Botti e il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, hanno firmato un accordo per promuovere i temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare in ambito istituzionale e presso le aziende associate. Nell’ambito del protocollo le due associazioni lavoreranno fianco a fianco per supportare, tramite iniziative mirate, le diverse realtà industriali nell’integrazione dei paradigmi di tutela ambientale nel loro percorso di crescita. Saranno promosse attività che favoriscano la partecipazione attiva delle imprese, dei loro stakeholder, dei loro dipendenti e delle famiglie dei dipendenti.

Insieme al presidente di Ambiente Mare Italia, Alessandro Botti, abbiamo approfondito alcuni aspetti di questa collaborazione.

Da dove è nato l’input per la sottoscrizione dell’accordo? Quali sono i suoi obiettivi?

Ambiente Mare Italia è una giovane associazione che si occupa di temi relativi alla conservazione e alla valorizzazione dell’ambiente, del mare e del patrimonio paesaggistico del nostro Paese. In questi mesi abbiamo realizzato molte iniziative di sensibilizzazione e di comunicazione sugli obiettivi che intendiamo raggiungere. In particolare abbiamo promosso la nostra campagna nazionale “Liberami dalla plastica”un’ iniziativa di mappatura di tutte quelle realtà istituzionali, commerciali e industriali che decidono di ridurre l’uso della plastica nei loro processi produttivi. Proprio in questo contesto è avvenuto il contatto con Unindustria. L’associazione ha infatti partecipato a uno dei nostri eventi di sensibilizzazione lo scoro 11 aprile che ha visto la presenza dell’attore Neri Marcoré. In quell’occasione i rappresentanti di Unindustria hanno conosciuto la nostra campagna nazionale sulla plastica e da lì è nata l’idea di stipulare un protocollo per sensibilizzare e affiancare tutte quelle imprese che vogliono introiettare all’interno del loro modello produttivo i principi della green e della blue economy. Il tema della plastica è stato, quindi l’input che ha portato alla firma del protocollo, ma va sottolineato che è solo una delle innumerevoli questioni affrontate nell’ambito dell’accordo.

Quali sono nello specifico le altre tematiche?

Ci siamo incontrati anche su tutti gli altri temi green che vedono già impegnata sia Unindustria sia Ambiente Mare Italia. Tra questi ci sono, ad esempio, il risparmio energetico, la tutela della biodiversità, un uso più consapevole delle materie prime, una maggiore diffusione dei paradigmi dell’economia circolare. In tutti questi ambiti abbiamo deciso di collaborare. In particolare Unindustria ha deciso di cooperare tramite i suoi associati, mentre Ambiente Mare Italia tramite i suoi contenuti e la competenza nell’ambito della comunicazione.

Le attività promosse dalla vostra associazione sono svariate: si va da attività di sensibilizzazione fino alla collaborazione con il mondo della ricerca. In concreto come strutturerete questa nuova collaborazione con Unindustria? 

Ambiente mare Italia in questi ultimi mesi ha stipulato una convenzione di nove anni con il laboratorio di Oceanaologia e Biologia Marina dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Inoltre lo lo scorso marzo abbiamo concluso un accordo con la rappresentanza italiana della Commissione Europea per condividere tutte le iniziative di sensibilizzazione e divulgazione sul territorio nazionale su tematiche green. E’ in questa cornice che si inserisce anche l’accordo con Unindustria. La nostra associazione ha inoltre già organizzato tre grandi eventi di sensibilizzazione in Italia: iniziative di teatro civile e di beach clean up. Vogliamo coinvolgere Unindustria in questi progetti e in quelli legati alla Commissione Europea.

Insieme all’ingegner Tortoriello intendiamo inoltre comunicare a tutti gli associati di Unindustria le finalità dell’accordo e fare della sensibilizzazione attraverso eventi dedicati e relazioni incentrate su specifiche tematiche. Il nostro obiettivo, nell’ambito di questo accordo, è quello di affiancare le realtà industriali del Lazio che vogliono inspirare il loro modello operativo ai principi della sostenibilità ambientale, ma è anche quello di sollecitare quelle aziende che invece sono più inerti da questo punto di vista. I progetti di formazione e informazione sono rivolti agli imprenditori, ai dipendenti, alle famiglie dei dipendenti e agli stakehokder delle aziende del Lazio.

L’accordo con Unindustria è quindi il tassello di un percorso più ampio volto a diffondere in maniera capillare i paradigmi della sostenibilità ambientale coinvolgendo altre realtà?

Tramite l’accordo con Unindustria vogliamo parlare direttamente alle aziende. In generale Ambiente Mare Italia sollecita e favorisce il dialogo con con altre associazioni, abbiamo ad esempio degli accordi con altre realtà con le quali promuoviamo interventi ambientali.  L’altra sfida che è quella legata ai progetti di ricerca scientifica insieme all’Università Tuscia di Viterbo. Vorremmo riuscire a coinvolgere Unindustria anche in quest’ambito legato alla ricerca scientifica sulla biotetutela marina. Ci sono molte aziende iscritte a Unindustria che sono fortemente interessate al nostro patrimonio ambientale e vogliono ridurre il loro impatto ambientale. Quello che la nostra associazione può garantire è un percorso virtuoso di accompagnamento nel raggiungimento di questi obiettivi.

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