L’accordo di collaborazione, siglato il 14 febbraio, tra il Ministero della Difesa e l’Università di Pisa per promuovere lo studio e la ricerca nel campo della produzione, accumulo, gestione e uso dell’energia e della cyber security ha un duplice valore: “Tocca da un lato la sicurezza informatica di un’infrastruttura complessa come quella di distribuzione dell’energia. Dall’altro l’ottimizzazione della produzione da fonti rinnovabili distribuite e, implicitamente, la riduzione delle emissioni con conseguenti benefici sulla qualità dell’ambiente”, spiega a Canale Energia il professor Giovanni Corsini, incaricato dal rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella di curare i rapporti istituzionali con l’Accademia navale di Livorno, ed ex direttore del Dipartimento di ingegneria dell’informazione presso l’Ateneo.

L’esempio virtuoso dell’Università

Il Dicastero punta ad adottare un “approccio virtuoso”, per riprendere le parole del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, per diventare un “modello per gli altri comparti pubblici a tutela della sicurezza allargata del cittadino e della sostenibilità globale delle risorse pubbliche utilizzate nella national security strategy, le cui parole chiave sono resilienza e duplice uso”. La collaborazione con l’Ateneo pisano potrebbe essere fonte d’ispirazione per la Strategia energetica della difesa (Sed) “in un contesto di ottimizzazione del servizio di erogazione dell’energia”, precisa Corsini.

Centralità del consumatore

“Il cittadino percepisce che la sicurezza informatica rappresenta un aspetto essenziale per le azioni basate sull’uso della rete”, prosegue il professore. Del resto, “qualsiasi tipo di attività quotidiana è energy consuming”. L’attenzione all’utente finale sarà scandita dalla “definizione delle tecnologie che portino a definire le caratteristiche dell’infrastruttura critica”, così da renderla resiliente a “malfunzionamenti, guasti e minacce informatiche”.

PA digitale e sicura

Un punto di partenza, l’intesa, da cui “poter successivamente introdurre alcune buone pratiche a livello istituzionale, soprattutto nella PA, per condividere le soluzioni ai problemi incontrati”. L’Università resta un luogo di formazione e informazione dello studente e culla della replicabilità delle buone pratiche.

Presenti alla sottoscrizione dell’accordo, frutto di un rapporto di confronto pluriennale tra l’Ateneo e il Dicastero, oltre al sottosegretario alla Difesa Tofalo, al rettore dell’Università Paolo Mancarella e al Prof. Corsini, anche il comandante dell’Accademia Navale di Livorno l’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, il rappresentante della Struttura di Progetto Energia colonnello Mauro Cassata, la prorettrice vicaria Nicoletta De Francesco e il prorettore per la Ricerca applicata e il trasferimento tecnologico Marco Raugi.

Da sinistra: Raugi, Ribuffo, Cassata, De Francesco, Mancarella, Tofalo e Corsini.
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