L’estate 2025 è stata segnata da importanti numeri di decessi dal caldo, sono morte 24.400 persone in più di 800 città in Europa. A individuare il dato il nuovo studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine pubblicato.
Le città italiane fra le più colpite in Europa. L’allarmante primato spetta a Milano con 1.156 morti, segue Roma, lo abbiamo detto, con 835. Fra le prime dieci città europee con il maggior numero di morti figurano anche Napoli e Torino.

Grafico a pannello di agosto e (a destra) che mostra la media delle variazioni stimate in ciascun paese in ciascun mese
Dai 45 anni inizia l’età a rischio
Il cambiamento climatico e il caldo che ne è conseguito è stato alla base dei decessi. Stiamo parlando di 4.597 decessi stimati per caldo in Italia, 2.841 in Spagna, 1.477 in Germania, 1.444 in Francia, 1.147 nel Regno Unito, 1.064 in Romania, 808 in Grecia, 552 in Bulgaria e 268 in Croazia. Un fenomeno che non risparmia le grandi capitali: sono 835 decessi dovuti al caldo a Roma, 630 ad Atene, 409 a Parigi, 387 a Madrid, 360 a Bucarest, 315 a Londra e 140 a Berlino. Morti che toccano diverse età, basta vedere il grafico sotto.

Insomma le estati più calde diventeranno sempre più mortali visto il costante invecchiamento della popolazione europea.
Leggi anche: Spesa per condizionatori è indicatore di povertà energetica
Lo studio inoltre evidenzia come sebbene siano necessarie politiche per proteggere le persone dal caldo, un rapido abbandono dei combustibili fossili è il modo più efficace per evitare estati più calde e mortali. Un tema che si intreccia prepotentemente con la povertà energetica e gli strumenti necessari per combatterla perché certamente poter disporre e poter usare un sistema di condizionamento diventa necessario come avere città più verdi e più fresche.
Una petizione per bloccare l’uso dei combustibili fossili
Commentando questi dati, Greenpeace Italia richiama le responsabilità di governi e aziende e chiede con urgenza la transizione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.
“Per mettere un freno alla crisi climatica, che è anche una crisi sociale, sanitaria ed economica, i governi europei non stanno facendo abbastanza per ridurre le emissioni di gas serra e la transizione energetica alle rinnovabili.”, commenta Federico Spadini della campagna clima di Greenpeace Italia rispetto i dati indicati. “Continuare a estrarre e bruciare gas e petrolio, fornire sussidi al settore fossile, promuovere incentivi e finanziamenti per le grandi aziende inquinanti sono le ragioni che ci hanno condotto alla drammatica situazione attuale, in cui la crisi climatica è diventata anche una questione di salute pubblica che non possiamo più ignorare. Per questo dobbiamo invertire al più presto la rotta con una reale e rapida transizione alle fonti rinnovabili”.
Per questo motivo, l’organizzazione ambientalista ha lanciato una petizione per chiedere al governo italiano e ai governi europei di abbandonare i combustibili fossili, bloccando gli investimenti e vietando i nuovi progetti fossili, in modo da liberare risorse per una reale transizione energetica, vera soluzione per la crisi climatica e l’aumento delle temperature.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















