Il mercato dell’energia continua a essere teatro di dinamiche commerciali che, bollette alla mano, penalizzano la consapevolezza del consumatore finale. Secondo l’operatore Octopus Energy, il meccanismo denominato Illudi e Deludi rappresenta oggi una realtà consolidata e non più un semplice caso isolato. Questa pratica consiste nell’attirare l’utente con tariffe d’ingresso estremamente competitive per poi applicare rincari unilaterali significativi una volta acquisito il cliente.

La strategia si basa sulla complessità strutturale delle bollette e sulla difficoltà per i cittadini di monitorare le variazioni contrattuali nel tempo, trasformando quello che appariva come un risparmio immediato in un onere economico imprevisto e gravoso.
Sondaggio: rincari immediati per otto utenti su dieci
L’analisi condotta dalla compagnia attraverso un sondaggio lanciato sul proprio sito web ha raccolto oltre 1.100 testimonianze, offrendo una fotografia nitida della situazione attuale. Il dato più allarmante riguarda la frequenza di questi episodi: il 61% degli intervistati ha ammesso di aver sottoscritto in passato un’offerta apparentemente vantaggiosa per poi trovarsi di fronte a rincari improvvisi. Di questa platea, l’85% ha riscontrato l’aumento dei costi già entro i primi dodici mesi di fornitura, a dimostrazione della natura temporanea di molte promozioni.
La percezione del danno economico è altrettanto significativa, poiché oltre un terzo dei consumatori ha subito aumenti compresi tra il 20% e il 50%, mentre un ulteriore 35,1% degli utenti dichiara di non essere nemmeno in grado di quantificare l’esborso extra a causa dell’eccessiva opacità dei documenti fiscali ricevuti.
Il meccanismo dell’inganno e l’esperimento dello spritz
Per rendere tangibile questo modello di business, Octopus Energy ha promosso un esperimento sociale in un locale di Ascoli, utilizzando la metafora del tempo libero per spiegare le insidie dei contratti energetici. Ai clienti veniva offerto uno spritz al prezzo simbolico di due euro, omettendo però di evidenziare che dal secondo drink il costo sarebbe lievitato a dodici euro.
Questo paradosso riflette esattamente ciò che accade nelle forniture domestiche: la scadenza del periodo promozionale fa scattare in automatico tariffe molto più onerose, confidando nella disattenzione del cliente. Circa il 60% dei partecipanti al sondaggio ha infatti confermato di aver scoperto l’aggravio dei costi solo al momento della lettura della bolletta, senza aver mai ricevuto o notato comunicazioni preventive e trasparenti da parte del proprio fornitore.
Le proposte normative per tutelare il consumatore finale
Di fronte a tale scenario, la compagnia energetica invoca un intervento sistemico e regolatorio per arginare la diffusione di queste dinamiche. Tra le soluzioni proposte figurano l’obbligo per gli operatori di pubblicare i margini di profitto applicati alle diverse tariffe e l’introduzione di un consenso esplicito da parte dell’utente prima di procedere a rinnovi automatici che prevedano rincari superiori al 50%. Un altro punto cardine della riforma auspicata riguarda la definizione di un tetto massimo di spesa mensile per le offerte a prezzo fisso, stabilito direttamente dall’autorità di regolazione.
Nel frattempo, per evitare di cadere in errore, la raccomandazione è quella di non lasciarsi ammaliare esclusivamente da sconti iniziali aggressivi, monitorare con estrema attenzione ogni comunicazione riguardante modifiche unilaterali del contratto e consultare sempre le esperienze degli altri utenti prima di procedere a un cambio di gestore.
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