Comunità energetica e sociale in aiuto dei poveri energetici

La tavola rotonda organizzata da Canale Energia su "Città sostenibili e solidali per contrastare la povertà energetica" nel contesto del Festival dello sviluppo sostenibile

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Le città moderne possono essere tecnologiche, green e solidali, dando un contributo importante per aiutare le persone in povertà energetica e l’ambiente. È quanto emerge dalla tavola rotonda “Città sostenibili e solidali per contrastare la povertà energetica”(vedi il video integrale della tavola rotonda), organizzata oggi 29 settembre, da Canale energia nel contesto del Festival dello sviluppo sostenibile dell’Asvis.

Protagonisti della discussione l’avv. Emilio Sani dello studio Sani Zangrando e membro di Italia solare, Fabio Gerosa presidente di Fratello Sole, Silvia Pedrotti, Affari Istituzionali e Territoriali A2a e team Banco dell’energia onlus e l’avv. Benedetta Voltaggio dello studio “Salvini e Soci – Studio Legale Tributario fondato da F. Gallo”, co-autrice con l’avv. Sarah Supino, del testo “La povertà energetica, strumenti per affrontare un problema sociale”.

poverta energetica e comunità energetiche la tavola rotonda

Conoscenza e attività sociali svolgono un ruolo centrale per difendere necessità basilari dei poveri energetici, come vedremo nei risultati ottenuti dalle azioni di Banco dell’energia onlus e Fratello Sole. Adesso grazie a opportunità tecnologiche come le comunità energetiche, possono andare molto più lontano.

La comunità energetica con l’autoconsumo,
in soccorso ai poveri energetici

L’energia autoprodotta dalle comunità energetiche può essere rimborsata fino a 110 euro a MGWh nel caso sia anche auto-consumata sul posto, ricorda l’avv. Emilio Sani, il che offre una grande opportunità di guadagno e di consumo. “Una persona in stato di indigenza” sottolinea l’avv. Emilio Saninon ha soldi di per pagare la bolletta, ma ha la flessibilità di comportarsi in modo da abbattere i propri consumi energetici. Inoltre se consuma molta energia quando ce n’è troppa a disposizione pagherà poco”. Un comportamento che richiede un monitoraggio da remoto sui consumi al fine di una corretta rendicontazione.

Una tecnologia tipica delle rinnovabili quindi ci permette di migliorare la qualità della vita delle persone e dell’ambiente. Per fare uno scatto in più servirebbe guardare alla fiscalità delle bollette in un modo diverso, come suggerisce l’avv. Benedetta Voltaggio In Italia non è chiaro se l’energia sia o meno diritto fondamentale per l’uomo (…) La Corte di Cassazione penale l’ha definita come un bene non essenziale. Mentre sappiamo che attribuire all’energia un valore di bene intrinseco, consentirebbe più facilmente di accedere a tutte quelle misure che sono volte a contenerla e metterebbe in condizione lo Stato di agire per sopportare le persone in questa difficoltà”.

Misure che in parte nel Disegno di legge di recepimento delle direttive comunitarie sono accolte in quanto si prevede, spiega Sani “che gli oneri di sistema non collegati a spese di carattere ambientale siano spostati nella fiscalità generale così da andare nel contesto della progressività”.

Nuove prospettive per il Banco dell’energia onlus

Possibilità che prospettano evoluzioni anche in progetti consolidati e di già grande successo come Banco dell’Energia Onlus. Arrivato alla terza edizione il bando con cui sono erogati i fondi a progetti socialmente utili per i poveri energetici “Ci stiamo focalizzando su l’attività legata all’educazione all’efficientamento a tutto ciò che migliora l’attenzione e la comprensione dell’efficientamento energetico” spiega per la onlus Silvia Pedrotti.

Iniziativa che nasce “Per la rilevazione di un problema fatto da un’azienda A2a (fondatrice del Banco dell’energia n.d.r.). nel corso di uno dei momenti di ascolto sul territorio. Da qui è emerso il tema delle morosità, spesso incolpevoli, della popolazione vulnerabile”.

Da qui in collaborazione con Fondazione Cariplo si arrivati a donare 4milioni di euro nei primi due bandi, dedicati a tutti, anche chi non è utente di A2a. Tutto ciò è possibile grazie allo strumento dei bandi di cui “Siamo arrivati al terzo” spiega la Pedrotti “indetto da poco, con cui selezioniamo delle reti di sistemi tramite cui effettuare un’attività di erogazione indiretta di supporto su dei progetti specifici. Il nostro intento è arrivare a intercettare problematiche esistenti ed evidenziare in maniera precoce le problematiche in arrivo”. Solo nel primo bando sono state coinvolte più di 6mila persone che hanno ricevuto aiuto sia per il pagamento delle spese urgenti che per la formazione. Non è l’unico successo “La sensibilizzazione degli enti verso queste persone ha portato all’attivazione di più di 700 bonus per l’energia e il gas”.

E’ importante che “nessuno resti indietro” come rimarca Fabio Gerosa di Fratello Sole. Per questo la condivisone di tecnologie e know how è alla base della missione della cooperativa che si occupa di aiutare il terzo settore, che aiuta proprio i più deboli, a consumare meno. “Serve qualcuno che aiuti gli enti a entrare in un mondo estremamente complesso e portare il know how e l’impatto economico delle nuove tecnologie. (…) Un elemento decisivo, perché oggi la transizione energetica la può fare chi ha la possibilità”. Una mission che prevede di rendere sempre più consapevoli i propri fruitori. “Apriamo sempre due cantieri: uno edilizio di miglioramento dell’efficienza energetica e uno sociale, per spiegare e fare cultura della sostenibilità. Guardando anche ad aspetti più ampli come ad esempio alla mobilità, perché non tutti sin possono permettere auto elettriche, ma ci sono strumenti che consumano e inquinano meno”, conclude Gerosa.

Il superbonus 110% in aiuto dei poveri energetici

Infine va considerata un’altra importante opportunità di crescita tecnologica e sostenibile per le città solidali grazie al superbonus 110% per l’efficienza energetica. “C’è una sinergia tra superbonus e comunità energetica” spiega l’avv. Sani “perché se non si tratta di un ente commerciale, la comunità può accedere al superbonus, quindi può realizzare impianti senza costi di investimento. In pratica le persone in stato di povertà energetica potrebbero avere una affiliazione totalmente gratuita. Un grande aiuto oltre al fatto che prevede risparmi energetici a lungo termine, anche per ciò che riguarda la climatizzazione”, altro tema difficile a causa dei costi di consumo e di sostituzione impianti per chi si trova in difficoltà a pagare le bollette.

Come si può attivare una comunità energetica in soccorso ai poveri energetici

“La normativa sulle comunità energetiche permette ai cittadini, per esempio di uno stesso quartiere, di connettersi tra di loro con una comunità di energia a fonte rinnovabile. Innanzi tutto bisogna verificare quali sono le utenze collegate a una stessa cabina di bassa media tensione”, spiega l’avv. Sani. “Questi soggetti si possono raccogliere in una comunità energetica e realizzare eventuali impianti comunitari”.

Gli impianti possono essere: o detenuti dalla comunità o essere parte dell’autoconsumo del singolo membro della comunità, di cui per la energia immessa in rete danno mandato alla Comunità di gestirla e prendere i proventi per la condivisione. Per l’energia che viene messa in rete da questi impianti nel momento i cui viene prodotta e contemporaneamente consumata, auto-consumata appunto, c’è un incentivo di 110 euro a MGWh. Elemento a cui si aggiunge il valore dell’energia e il rimborso delle componenti della bolletta di cui, non finendo nel circuito di trasmissione dell’energia, non se ne pagano gli oneri. Di fatto la Comunità incassa i soldi e, sulla base del regolamento del proprio statuto, li rende ai membri della stessa che avranno un contributo per rientrare dei costi in bolletta. Si potrebbero quindi pensare delle condizioni di particolare favore per coloro che si trovano in povertà energetica”.

“Si tratta di una possibilità in cui l’Italia è avanti rispetto agli altri paesi. Nel nord Europa c’è molto uso di comunità energetiche con destinazione di una quota a chi versa in povertà energetica. In Italia con la combinazione di superbonus con povertà energetica si dà possibilità di istallare un impianto fotovoltaico in autoconsumo, senza costi, e di usufruire a lungo termine dei risparmi di efficientamento in edificio”.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.