Ripensare il presente per assicurarsi un futuro: il report di Copernicus sul clima del 2023

Abbiamo appena vissuto l’anno più caldo mai registrato, ma sono tanti gli elementi su cui riflettere a partire dai dati forniti dal Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus.

Copernicus clima 2023

Lo avevano anticipato a dicembre, ma oggi gli esperti del Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S) lo hanno ribadito, presentando dati aggiornati: il 2023 è l’anno solare più caldo mai registrato a livello globale, da quando sono cominciate le rilevazioni nel 1850. Addirittura, è probabile che le temperature del 2023 abbiano superato quelle di qualsiasi periodo degli ultimi 100mila anni.

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera

“Le nostre città, le nostre strade, gli edifici non hanno mai avuto a che fare con temperature così alte”, ha spiegato Carlo Buontempo, direttore di C3S, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto Global Climate Highlights 2023, pubblicato il 9 gennaio.

“Lo sfruttamento dei combustibili fossili ha portato all’aumento dei gas serra, causando il riscaldamento globale. Se non riusciremo a ripristinare l’equilibrio, raggiungendo la neutralità climatica, il 2023 sarà ricordato come un anno fresco. La società deve fare tesoro dei dati forniti dalla scienza”, ha concluso Buontempo.

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Lo scorso anno però le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera sono aumentate, come ha sottolineato Francesca Guglielmo, senior scientist di C3S. Quelle di anidride carbonica sono cresciute di 2,4 parti per milione (ppm) rispetto al 2022, mentre quelle di metano sono aumentate di 11 parti per miliardo (ppb).

Le temperature da record

La temperatura media globale, nell’ultimo anno, è risultata di 14,98 °C, +1,48 °C rispetto al periodo 1850-1900. Per la prima volta, ogni giorno è stato di un grado più caldo rispetto ai livelli preindustriali. Circa il 50 per cento ha battuto il record di 1,5 °C e due giorni di novembre sono stati, per la prima volta, più caldi di 2 °C.

Copernicus clima 2023

Per l’Europa, il 2023 è stato il secondo anno più caldo dopo il 2020. Luglio e agosto sono stati più freddi e umidi della media nell’Europa settentrionale, mentre l’Europa meridionale ha vissuto delle eccezionali ondate di calore. Il continente si è trovato a fronteggiare anche una serie di incendi, seppur in misura minore rispetto al Nordamerica, e di inondazioni.

L’impatto di El Niño

Le temperature medie globali della superficie del mare sono rimaste persistentemente e insolitamente alte, raggiungendo livelli record nel periodo compreso fra aprile e dicembre. El Niño, che ha portato a un riscaldamento del Pacifico a partire da luglio, “ha sicuramente contribuito alla situazione, ma la colpa è soprattutto dell’aumento dei gas serra. Come abbiamo detto, infatti, abbiamo rilevato temperature da record già nel mese di aprile”, ha chiarito Samantha Burgess, vicedirettrice di C3S.

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Inoltre, come si evince dal report, non è solo il Pacifico a essersi riscaldato in modo significativo. “Il 2023 sarebbe stato un anno eccezionale anche senza El Niño”, ha concluso Burgess. Che ha poi annunciato il lancio di un nuovo strumento da parte di Copernicus, chiamato Climate Pulse. Una novità che metterà a disposizione di tutti gli utenti una serie di mappe interattive, condivisibili e scaricabili gratuitamente.

Climate Pulse Copernicus

Il ruolo di Copernicus

“Senza portare avanti delle attività di monitoraggio, sarà impossibile garantirci un futuro resiliente di fronte ai cambiamenti climatici”, ha commentato Mauro Facchini, capo dell’Osservazione della Terra presso la Direzione generale per l’Industria della difesa e lo Spazio della Commissione europea. “Questo è il compito di Copernicus e di servizi come C3S e CAMS, in uno scenario che ha visto il 2023 avvicinarsi alla soglia di 1,5 gradi stabilita dall’Accordo di Parigi sul clima”.

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Nata in provincia di Sondrio, ha studiato a Milano e Londra. Giornalista pubblicista, si occupa di questioni legate alla crisi climatica, all’economia circolare e alla tutela di biodiversità e diritti umani.