L’intermodalità strada-mare via della transizione ecologica

In occasione della Giornata del mare e della cultura marinara, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini ne ha sottolineato il ruolo di "sviluppo, integrazione, coesione sociale"

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intermodalità strada-mareIl mare è sinonimo di sviluppo, integrazione, coesione sociale. Per questo, più che mai, va difeso e tutelato” così il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, in occasione della Giornata del mare e della cultura marinara che ricorre oggi. Il Ministro ha evidenziato in una nota come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza includa ingenti investimenti “per lo sviluppo dei porti e dei trasporti marittimi, all’insegna della sostenibilità ambientale. L’intermodalità strada-mare, soprattutto nel trasporto delle merci, e insieme l’impiego di navi ecologiche di ultima generazione, possono dare un contributo importante alla riduzione delle emissioni inquinanti garantendo gli approvvigionamenti”.

Oltre ad investimenti economici servono interventi regolatori e normativi che tengano conto delle nuove e accresciute esigenze legate mobilità sostenibile. Per questo il Mims sta lavorando al nuovo regolamento per le concessioni nelle aree portuali. La  bozza è sottoposta al confronto con gli stakeholder, mentre la semplificazione delle procedure per il processo di pianificazione strategica in ambito portuale è già legge.

Gli investimenti del Pnrr per l’intermodalità strada-mare

Nel Pnrr sono previsti 700 milioni di euro per il rinnovo della flotta, 100 milioni per le navi del trasporto pubblico locale nello Stretto di Messina, 700 milioni per l’elettrificazione delle banchine, 300 milioni per l’efficientamento energetico dei porti, oltre alle risorse per aumentare l’accessibilità dei porti, fanno la differenza per lo sviluppo di un settore considerato determinante e strategico per il Paese.

A dicembre scorso è stato istituito presso il Mims il ‘Tavolo del mare’ per approfondire il confronto su tematiche generali e specifiche sui porti e la loro sostenibilità economica, sociale e ambientale, attraverso un costante dialogo con le associazioni di categoria e sindacali. Sono stati costituiti gruppi di lavoro per valutare gli aspetti legati alla semplificazione normativa, alla digitalizzazione dei procedimenti, alla gente di mare e al lavoro portuale.

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