Il panorama energetico europeo sta attraversando una fase di profonda trasformazione guidata dall’eolico, come emerge dal rapporto Wind energy in Europe: 2025 statistics and the outlook for 2026-2030 pubblicato da WindEurope. Nel corso del 2025, l’Europa ha installato complessivamente 19,1 GW di nuova capacità, con l’Unione Europea a 27 che ha contribuito per 15,1 GW a questo totale. La stragrande maggioranza di queste nuove installazioni, pari al 90%, riguarda parchi eolici onshore. Nonostante questi progressi portino la capacità totale installata nel continente a 304 GW, il rapporto evidenzia come il ritmo attuale rimanga ancora significativamente al di sotto degli obiettivi fissati dall’UE per il 2030, che prevedono il raggiungimento di 425 GW di potenza complessiva.

Italia: installazioni limitate e potenziale inespresso del repowering
L’analisi dei dati relativi al territorio italiano mostra un quadro di crescita moderata che fatica a tenere il passo con i leader europei. Nel 2025, l’Italia ha installato 579 MW di nuova capacità eolica, posizionandosi al decimo posto in Europa, molto distante dai 5,7 GW della Germania o dai 2,1 GW della Turchia. Attualmente, l’energia prodotta dal vento copre circa il 10% della domanda elettrica nazionale, una percentuale stabile ma lontana dalle eccellenze come la Danimarca, che soddisfa il 50% del proprio fabbisogno con l’eolico, o l’Irlanda e la Lituania, entrambe al 33%.
Un dato rilevante per il mercato italiano riguarda le attività di fine vita degli impianti: nel 2025 sono stati dismessi 43 MW di vecchia capacità, a fronte di 76 MW provenienti da progetti di repowering, ossia la sostituzione di vecchie turbine con modelli tecnologicamente più avanzati. Questo processo di ammodernamento è considerato cruciale, poiché l’Italia possiede una delle flotte eoliche più vecchie d’Europa, con una flotta onshore che presenta un’età media superiore agli 11 anni.
Investimenti e barriere strutturali allo sviluppo nazionale
Sul fronte degli investimenti e del supporto normativo, il rapporto segnala alcuni segnali di apertura da parte del governo italiano, che ha rimosso l’applicazione di un tetto di prezzo più basso per le offerte di repowering nelle aste rispetto ai nuovi sviluppi greenfield. Tuttavia, le sfide rimangono numerose. A livello europeo, gli investimenti totali in nuovi parchi eolici hanno raggiunto i 45 miliardi di euro nel 2025, finanziando progetti per 20,9 GW.
In Italia, come in gran parte d’Europa, i principali ostacoli alla diffusione su larga scala rimangono le lungaggini nelle procedure di autorizzazione e le strozzature delle reti elettriche. Il documento sottolinea come l’aggiunta di nuova capacità stia superando la velocità di espansione e rinforzo delle reti, portando a un volume crescente di generazione persa per limitazioni fisiche del sistema.
Per quanto riguarda il segmento offshore, l’Italia mantiene una capacità ferma a soli 30 MW, senza aver registrato nuove connessioni alla rete nel corso dell’ultimo anno. La congestione della rete rimane un fattore limitante che impedisce la piena integrazione della nuova potenza generata, specialmente nelle aree del Mezzogiorno dove la risorsa vento è più abbondante.
Previsioni al 2030 e la sfida dell’elettrificazione del continente
Le prospettive per i prossimi anni indicano una necessaria accelerazione. WindEurope prevede che tra il 2026 e il 2030 l’Europa installerà una media di 30 GW all’anno, portando la capacità totale a 439 GW entro la fine del decennio. Per l’Italia, le stime indicano la necessità di implementare riforme urgenti per allinearsi ai nuovi regolamenti europei sulla semplificazione dei permessi, seguendo modelli come quello tedesco dove i tempi medi sono scesi a 17 mesi.
Il successo di questa transizione non è solo una questione climatica, ma rappresenta il cuore della sfida della competitività europea: l’elettrificazione basata sull’eolico è vista come lo strumento principale per rafforzare la resilienza economica, ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e proteggere centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore industriale.
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