Emissioni industriali accordo tra Consiglio e Parlamento UE

Oggi il Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla revisione della direttiva sulle emissioni industriali (IED) e sul regolamento sulla creazione di un portale delle emissioni industriali (IEP).

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“Le nuove norme fisseranno limiti di inquinamento a livelli più efficaci e forniranno orientamenti chiari all’industria sui giusti investimenti per ridurre efficacemente le loro emissioni”, Teresa Ribera Rodríguez, terza vicepresidente spagnola del governo e ministro della transizione ecologica e della sfida demografica. L’obiettivo dell’UE per il 2050 è quello di ridurre l’inquinamento a livelli che non sono più dannosi per la salute umana”. 

Le nuove regole saranno applicate progressivamente, a partire dal 2030 con le aziende più grandi. L’accordo provvisorio fissa la data del 2028 (e successivamente ogni cinque anni) affinché la Commissione riesamini e valuti l’attuazione della direttiva. 

Novità digitalizzazione dei permessi e introduzione dei valori limiti

Tra le novità l’introduzione dei “Valori limite di emissione”. Si tratta dei valori limite di prestazione ambientale (EPVL). Devono essere stabiliti dalle autorità competenti nel permesso di autorizzare la creazione e il funzionamento degli impianti e sono vincolanti per tutte le risorse energetiche, ad eccezione dell’acqua. Per questa specifica risorsa le autorità competenti devono fissare obiettivi vincolanti. I VLE saranno indicativi per le tecniche emergenti.

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E’ previsto inoltre l’obbligo per gli Stati membri di istituire un sistema di permessi elettronici (e-permit) entro il 2035 al fine di efficientare i processi.

Nella versione modificata, la direttiva si sforzerà di promuovere l’efficienza energetica, l’economia circolare e la decarbonizzazione.

Prevista anche garanzia di risarcimento qualora si siano verificati danni alla loro salute a seguito di una violazione delle norme nazionali che recepiscono la direttiva.

Cosa prevede l’accordo sulle emissioni industriali

  • Le nuove norme mirano a:
    offrire una migliore protezione della salute umana e dell’ambiente riducendo le emissioni nocive degli impianti industriali, compresi gli allevamenti intensivi, nell’aria, nell’acqua e nel suolo e attraverso gli scarichi di rifiuti.
  • Migliorare la comunicazione dei dati ambientali aggiornando l’attuale registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) al fine di creare un portale delle emissioni industriali più completo e integrato.
  • L’accordo include anche le attività minerarie di estrazione e trattamento di minerali non energetici prodotti su scala industriale come ferro, rame, oro, nichel e platino. Previa revisione e proposta legislativa della Commissione, il campo di applicazione può essere esteso anche ai minerali industriali.

L’accordo è provvisorio in attesa dell’adozione formale da parte di entrambe le istituzioni.

Le soglie stabilite nell’accordo provvisorio

Le soglie agricole per gli allevamenti di animali sono così cambiate:

  • 350 LSU per i suini,
  • 280 LSU per il pollame (300 per le galline ovaiole)
  • 380 LSU per le aziende miste.

Le aziende agricole estensive e l’allevamento di animali per uso domestico sarebbero escluse dal campo di applicazione della direttiva.

Sanzioni per chi non rispetta i limiti

Esse devono comprendere sanzioni amministrative e, per le infrazioni più gravi, ammende pari almeno al 3% del fatturato annuo dell’operatore nell’UE.

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