Ricarica domestica: cala la soddisfazione degli automobilisti elettrici mentre i costi salgono

La ricarica tra le mura di casa rimane il pilastro dell’esperienza per chi possiede un’auto elettrica (EV), con l’86% dei rifornimenti di energia che avviene proprio nel garage o nel vialetto di abitazione. Tuttavia, secondo lo studio U.S. Electric Vehicle Experience (EVX) Home Charging 2026 di JD Power, i proprietari sono sempre meno soddisfatti, principalmente a causa dell’aumento dei costi e di una scarsa educazione su come ottimizzare i consumi.

JD Power 2026 U.S. Electric Vehicle Experience (EVX) Home Charging Study

Il divario tra i livelli di ricarica

I dati mostrano un netto calo della soddisfazione per chi utilizza caricatori portatili di Livello 1, con un punteggio di 569 su 1.000 (giù di 12 punti rispetto all’anno scorso). Va meglio per chi usa sistemi di Livello 2, ma anche qui la soddisfazione per i modelli portatili scende a 710 punti. Al contrario, le stazioni di ricarica fisse (wallbox) di Livello 2 mantengono il primato della stabilità con un punteggio di 733.

L’importanza della formazione e dei concessionari

Brent Gruber, direttore esecutivo della divisione EV presso JD Power, sottolinea una criticità nel processo di acquisto: solo il 20% dei proprietari dichiara di aver ricevuto consigli o informazioni sulla ricarica domestica dal proprio concessionario. “I costi stanno salendo, ma esistono opzioni per gestirli attraverso incentivi e programmazione nelle ore fuori picco”, spiega Gruber, evidenziando come i produttori debbano fare di più per guidare i clienti verso scelte efficienti che influenzano direttamente la fedeltà al marchio.

I costi di ricarica pesano sul portafoglio

La spesa media mensile per la ricarica domestica negli Stati Uniti è salita a 63 dollari, con un aumento di 5 dollari rispetto al 2025. Questo incremento ha fatto scendere la soddisfazione relativa ai costi a 687 punti. Lo studio evidenzia forti disparità regionali: nel New England la spesa media schizza a 99 dollari, portando la soddisfazione al minimo storico di 552 punti, mentre nelle regioni montuose, dove si spendono mediamente 36 dollari, la soddisfazione vola a 771.

La ricarica programmata come strategia di risparmio

Programmare la ricarica non è solo una comodità, ma una necessità economica. Circa il 38% dei proprietari dichiara di programmare sempre la ricarica domestica, registrando un livello di soddisfazione molto più alto (734) rispetto a chi non lo fa mai (700). I dati dimostrano che chi pianifica le sessioni durante le ore notturne o fuori picco spende mediamente 65 dollari al mese, contro i 71 dollari di chi ricarica in modo casuale, sfruttando così le tariffe variabili dell’elettricità.

Scarso utilizzo dei programmi di smart charging

Nonostante il 69% degli automobilisti sia a conoscenza dei programmi di Smart Charging offerti dalle utility (che ottimizzano la ricarica via Wi-Fi), solo il 12% è effettivamente iscritto. Inoltre, solo la metà dei proprietari afferma che il proprio fornitore di energia offra tariffe variabili o incentivi legati alle diverse fasce orarie. Lo Smart Charging rappresenta una soluzione chiave per bilanciare la domanda sulla rete e abbattere i costi per l’utente finale.

Più tecnologia, più problemi, ma più soddisfazione

Un paradosso emerge dalle stazioni fisse di Livello 2: pur essendo le più apprezzate, sono anche le più soggette a guasti, con 44,2 problemi riscontrati ogni 100 caricatori. Questo aumento di criticità è dovuto alla complessità tecnologica, tra connessioni Wi-Fi, app mobili e funzioni smart. Tuttavia, chi affronta questi piccoli intoppi tecnici tende a essere più soddisfatto perché partecipa attivamente al monitoraggio dei consumi e alla gestione intelligente dell’energia.

La classifica dei produttori

Per il sesto anno consecutivo, Tesla si conferma al primo posto nel segmento delle stazioni di ricarica fisse di Livello 2 con un punteggio di 771. Seguono sul podio Emporia (761) e ClipperCreek (760).


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