Media italiani ancora troppo poco “green”

Le riflessioni sul 4° Rapporto Eco Media

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rapporto eco media pentapolis
Da sinistra: Gianni Todini, Askanews; Massimiliano Pontillo, Pentapolis Onlus; Enrico Giovannini, ASviS; Mauro Libé, ISPRA

Nonostante “la sostenibilità, dall’energia alla mobilità, dall’alimentazione ai rifiuti e all’urbanistica” sia “destinata a condizionare in maniera determinante l’economia del futuro, l’economia circolare”, si evidenzia “una presenza ancora discontinua nel sistema mediatico” mainstream che determina “una disattenzione della politica”. Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Onlus, ha introdotto così ieri a Roma la presentazione del 4° Rapporto Eco Media “L’informazione ambientale in Italia” 2017, realizzato dall’Osservatorio sullo Sviluppo sostenibile e l’ambiente nei media, think tank istituito da Pentapolis Onlus, e dall’Osservatorio di Pavia.

Ad essere analizzati i mezzi di comunicazione di massa che si sono rivelati poco “green”, anche se più attenti ai temi ambientali rispetto a 20 anni fa, troppo votati al sensazionalismo e oberati dalle ingerenze politiche: l’informazione è concentrata “nelle mani di chi detiene di volta in volta il potere politico ed economico, che così riesce a raccontare la sua realtà, anche rispetto alle tematiche ambientali e di sostenibilità”, precisa Pontillo.

Dunque, si rende necessaria un’inversione di marcia del mainstream “che può fare la differenza, affinché entri più facilmente nelle case della gente”, precisa il Presidente. Al pari di radio e carta stampata. Poco citati, al contrario, i portali di informazione online che, a parte qualche eccezione, rappresentano “un ‘ambiente’ confuso dove permane una criticità delle fonti e si trova tutto e il contrario di tutto”.

Alcuni numeri del rapporto

Il rapporto Eco Media “L’informazione ambientale in Italia” 2017 riporta i dati dei primi sei mesi del 2017, dal 1° gennaio al 30 giugno, del prime time dei telegiornali di Rai1, Rai2, Rai3, Rete4, Canale5, Italia1, La7. Solo 2.760 notizie su 24.673 totali sono state dedicate all’ambiente (11%) con un picco nei primi due mesi dell’anno in relazione alle scosse di terremoto registrate a gennaio nelle zone del Centro Italia. 4 le categorie in cui sono state suddivise le notizie:

  • Condizioni meteorologiche (46%): due picchi stagionali a gennaio con le notizie su Rigopiano e a giugno con l’emergenza siccità. La categoria è suddivisa in 3 grandi temi che riflettono altrettanti gradi di allarme: Emergenza (44%), Meteo (41%) e Clima (15%);
  • Cronaca dei disastri naturali (26%): anche qui il peso maggiore lo ricopre la vicenda della valanga di Rigopiano mostrando come l’ambiente non sia protagonista del racconto, ma faccia da sfondo a vicende (quasi) sempre drammatiche;
  • Temi ambientali (20%): la più interessante, forse, che tratta dell’azione diretta dell’uomo sull’ambiente. Il suo andamento riflette quello delle categorie “Condizioni meteorologiche” e “Cronaca disastri naturali” con un picco delle notizie nei mesi di maggio e giugno. La categoria è stata divisa in diverse sottocategorie: si parte da quella sul Clima a sua volta scomposta per il 51% in dibattito e accordi, dove troviamo le notizie sulla decisione del Presidente Donald Trump di rinegoziare gli Accordi di Parigi sul clima, e nel 49% da quelle sugli effetti del cambiamento climatico. C’è poi la sottocategoria Inquinamento che vede prevalere news su degrado/illegalità (39%) e salute (31%). Infine Rifiuti, con una prevalenza delle notizie dedicate agli effetti sulla salute prodotti dalla gestione dello stoccaggio (44%), e Tutela Ambiente, principalmente dedicata alla valorizzazione del territorio inteso come patrimonio da preservare e usare per rilanciare l’economia locale;
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  • Natura&Animali (8%): a differenza delle altre categorie, nei sei mesi oggetto del monitoraggio la categoria mostra un andamento quasi costante a testimonianza della presenza fissa nei tg.

La ricerca sui leader politici

Per la prima volta è stato misurato il peso dei principali temi ambientali all’interno del dibattito politico, analizzando sia le parole pronunciate dai principali leader politici durante le edizioni prime time dei Tg in onda sulle 7 reti nazionali (543 minuti e 35 secondi)  sia nei messaggi twitter. In particolare, i temi della green economy – mobilità sostenibile, energie rinnovabili, riciclo ed economia circolare, biodiversità, eco innovazione, cambiamenti climatici, grandi eventi atmosferici e agricoltura di qualità ecologica – sono assenti nei tg prime time, ma rientrano nelle competenze del primo ministro Paolo Gentiloni. I dati di twitter confermano il trend: nella comunicazione politica diretta nessuna delle parole maggiormente usate dai leader politici è collegabile a uno dei temi sopracitati.

Il Premio “Giornalisti per la Sostenibilità”

Nel corso dell’evento è stato anche assegnato il premio Giornalisti per la Sostenibilità:

  • Elisabetta Biraghi (TG5) – categoria tv;
  • Matteo Campofiorito (GreenStyle) – categoria web;
  • Enza Emira Festa (TG3) – categoria tv;
  • Jacopo Giliberto (Il Sole 24 Ore) – categoria carta stampata;
  • Maurizio Melis (Radio24) – categoria radio;
  • Giammarco Sicuro (TG2) – categoria tv.

 

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