
Non solo una sfilata di moda, ma un momento di riflessione sull’impatto che i brand del fashion hanno sulla salute del nostro Pianeta. Riassumibile nella gonna “Save the planet” costituita da due panneli per rappresentare: davanti, “l’apocalisse in cui tutto è in rovina e la morte può finalmente rilassarsi e bere tè”, e dietro “l’immagine di un Eden perduto e di una natura incontaminata ormai lontani”. Così i giovanissimi creative director Francesco Gentile e Chiara Catone, fondatori del marchio Gentile Catone, ci spiegano l’anima di questo capo, fil rouge di tutte le loro creazioni, realizzato per la tappa romana della Green Fashion Week (6-9 novembre). E’ qui che li abbiamo incontrati e abbiamo approfondito il loro lavoro.
Come nasce l’idea di un brand fashion sostenibile Made in Italy?

Quali sono le peculiarità del vostro marchio?

Qual è il vostro target di riferimento?
Il nostro marchio veste la donna di tutte le età, raffinata ed elegante, ma anche consapevole e determinata, dalla forte sensibilità estetica.
Uso di energia e acqua: quanto impatta sull’ambiente la produzione dei vostri materiali?
Dato che non produciamo tessuti in prima persona, sarebbe difficile per noi calcolare i consumi idrici ed energetici. Ad ogni modo selezioniamo con la massima attenzione quelle aziende che hanno certificazioni importanti e riconosciute come ad esempio GOTS , a basso consumo idrico e che si alimentano attraverso energia rinnovabile.
Progetti futuri?
Abbiamo intenzioni ambiziose. L’anno prossimo abbiamo in programma una sfilata a Detroit per raggiungere il mercato americano e, perché no, la partecipazione a Who is on next, il concorso indetto da Vogue e Altaroma.
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