L’industria della carta e del cartone è una delle più “energy intensive” in Italia ma nonostante questo “ha affrontato e sta continuando ad affrontare la sfida della decarbonizzazione”.

Come illustrato oggi a Roma dal presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, le aziende di questo comparto producono da sole l’80% dell’elettricità di cui hanno bisogno attraverso piccoli impianti di cogenerazione che forniscono anche servizi alla rete. Ciò, senza dimenticare un alto “indice di circolarità” certificato da un report Assocarta-Legambiente presentato a fine maggio e rilanciato oggi.

I risultati del comparto

A fronte di questo impegno per la sostenibilità, nonostante i prezzi vertiginosi di elettricità e gas che restano la prima voce di spesa nei bilanci delle cartiere, il comparto mantiene una leadership internazionale.

Nel 2021 in Europa sono state prodotte 90 milioni di tonnellate tra carta e cartone (+5,8% sul 2020). L’Italia risulta essere il secondo produttore dopo la Germania con 9,6 mln/ton generate (+12,5%) e un fatturato di 8,18 miliardi di euro lo scorso anno (+28,6%).

Da considerare anche che il settore utilizza il 90% di fibre vergini certificate “Pefc ed Fsc ed è il secondo riciclatore in Europa, dopo la Germania, oltre ad aver ridotto le emissioni di CO2 del 30% dagli anni ’90 ad oggi”, come illustrato dal presidente Poli.

Il peso dei costi energetici

Risultati economici e ambientali positivi – secondo il vertice di Assocarta – ma l’attuale situazione di emergenza legata ai costi energetici causa forti preoccupazioni. I prezzi del gas, dopo il record di dicembre (oltre 113 €/MWh) e i leggeri allentamenti di gennaio e febbraio (86 e 81 €/MWh), a marzo hanno raggiunto quota 126,6 €/MWh, che vuol dire in media 6 volte di più rispetto ai prezzi di giugno 2021 (ma in una giornata si è arrivati a 15 volte in più). E a seguito delle riduzioni delle forniture di Gazprom a Italia e Germania si attendono nuovi rialzi”.

In conclusione, sono cinque le proposte fatte dall’associazione per intervenire presto e meglio sulla questione: “Attuazione della gas release già adottata dal Governo Italiano; attuazione alla Direttiva Red II con il decreto che prevede la promozione dell’uso del biometano nei settori energivori e nelle cogenerazioni industriali; estendere l’istituto della comunità energetica all’industria; promuovere gli investimenti privati nell’incremento e nella gestione della forestazione che consentano la cattura di carbonio; migliorare ancora l’economia circolare con una dichiarazione che attesti che la spedizione e il trattamento dei rifiuti al di fuori dell’Unione avviene in condizioni equivalenti agli obblighi previsti dal diritto ambientale UE”.

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Nato ad Avellino, giornalista professionista, laurea in comunicazione di massa e master in giornalismo conseguito all’Università di Torino. È direttore della rivista CH4 edita da Gruppo Italia Energia. In precedenza ha lavorato nel settore delle relazioni istituzionali e ufficio stampa, oltre ad aver collaborato con diversi media nazionali e locali sia nel campo dell’energia sia della politica. È vincitore di numerosi premi giornalistici nazionali e internazionali.