Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità contriddistingueranno la prossima edizione di Piscina & Wellness Barcellona, fiera spagnola che promuove l’uso terapeutico dell’acqua nel benessere, nello sport e nel turismo lento. Un settore sempre più attenzionato dall’industria di tutto il mondo: secondo le previsioni, la mostra quest’anno riunirà oltre 400 espositori, il 15% in più rispetto al 2017, e richiamerà oltre 15.000 visitatori. Ma quanto è alta l’attenzione al risparmio energetico? “Da diverse edizioni la fiera ha cominciato a promuovere misure previste dall’iniziativa Towards zero impact che ha l’obiettivo di ridurre gli sprechi e aumentare l’uso efficiente delle risorse nella fiera”, commenta a Canale Energia il direttore della fiera, Ángel Celorrio. Il progetto è costruito sui tre cardini principali della strategia europea sull’economia circolare: usare meno materiali, riutilizzare e riciclare i prodotti ed evitare gli sprechi.

L’evento vuole essere a impatto zero: “il nostro partner in sostenibilità, Lavola, calcola l’impronta di carbonio dell’evento per compensarla con i crediti Cer, Certified Emission Reductions”, spiega il direttore.

L’attenzione al recupero delle risorse è molto elevata. “Innanzitutto, riutilizziamo l’acqua delle piscine esposte in fiera – continua Celorrio – l’ultimo giorno vengono svuotate e l’acqua recuperata è riutilizzata per la pulizia delle strade della città e dello stesso quartiere fieristico. Anche il materiale di costruzione delle aree comuni e degli stand è riutilizzabile: le zone comuni sono costruite con materiale riciclabile”.

La gestione dei rifiuti avviene tramite recipienti distribuiti nei padiglioni e ritirati e trattati nel modo adeguato al materiale. “Abbiamo creato procedure di fatturazione senza carta”, prosegue Celorrio, e pensato a recuperare quella in avanzo. “Le eccedenze di cibo vengono raccolte in contenitori appositi e donate alla Ong Nutrition Without Borders”. Infine, l’energia prodotta proviene da pannelli solari installati sul tetto dei padiglioni in cui si svolge la fiera.

Le misure per ridurre il costo in bolletta

Anche in questi edifici il monitoraggio e l’analisi del fabbisogno energetico è funzionale alla riduzione dei consumi. Per ottenere prestazioni energetiche ottimali e facilitare la manutenzione preventiva dell’impianto è

Leggi il mensile di giugno dedicato a: “Sport ed efficienza energetica”

fondamentale produrre dati e statistiche attraverso la corretta gestione delle risorse. Un lavoro tarato sulle necessità reali del centro e sugli interventi ad hoc pensati per ciascuna area. Per capire quali sono le misure che le piscine e le strutture di benessere possono mettere in campo per ridurre il costo in bolletta Canale Energia intervista Carlota Bozalongo, architetto e collaboratrice dello studio di architettura AIA Activitats Arquitectòniques di Barcellona, autore del progetto degli spazi comuni della fiera Piscina Wellness Barcelona 2019 e del suo centro benessere, Wellness Experience. Lo staff multidiciplinare è composto da architetti, ingegneri e consulenti specializzati nello sviluppo di progetti di architettura, ingegneria e paesaggismo.

Quali sono le aree più energivore nelle piscine e nei luoghi di benessere? Vi rifate a una figura come l’Energy manager per ridurre il consumo energetico?

Le apparecchiature di alto rendimento e l’uso del calore residuale, proveniente dai processi di deumidificazione, sono strategie fondamentali per ottimizzare il consumo della piscina. Il riscaldamento e i processi di deumidificazione, nel caso di strutture chiuse, richiedono un elevato investimento energetico. Le tecnologie presenti sul mercato permettono di limitare le perdite di energia nelle vasche, isolando pareti e usando coperte termiche, e recuperare il calore del processo di deumidificazione.

Oggi non esiste un ‘gestore di energia’ in quanto tale, ma si puó contare su aziende che offrono servizi energetici attraverso la progettazione e lo sviluppo in tutti i tipi di progetti di efficienza energetica.

Come avviene il recupero dell’acqua? Ci sono delle differenze dettate dalla tipologia di vasca?

Ogni sistema di recupero ha bisogno di un serbatoio (o vasca) di accumulo e trattamento: i sistemi più comuni passano attraverso processi di filtraggio e decantazione o disinfezione batteriologica, clorazione e, in alcuni casi, osmosi o disinfezione con raggi ultravioletti (UV). Il tipo di vasca dipende sia dalle prestazioni richieste che dal sistema di trattamento e dal circuito di riutilizzo, che fornirà l’acqua trattata. Alla fine del processo, l’acqua ottenuta non è più ‘residuale’ bensì ‘rigenerata’. Non è potabile, ma si può usare per i servizi igienici o l’irrigazione.

Le vasche (serbatoi di accumulo) variano a seconda del materiale di produzione. Ce ne sono di diversi tipi, da quelli fabbricati in situ o prefabbricati in calcestruzzo, fino ai prefabbricati in vari materiali plastici. Quest’ultimi presentano diversi vantaggi: la manutenzione si può realizzare con prodotti chimici, hanno una tenuta migliore e si puliscono facilmente.

Come recuperate oli e prodotti cosmetici?

Per la gestione dei residui di un centro benessere è necessario applicare tutte le misure di ventilazione e riciclaggio necessarie. Quando vengono utilizzati prodotti come oli per massaggi o cosmetici di natura organica è necessaria una camera di separazione del grasso che agisce mediante la tecnica basata sul fenomeno della differenza di densità.

Quali strumenti finanziari sono presenti in Spagna per aumentare l’efficienza energetica degli impianti sportivi e di benessere?

In generale ci sono pochissime risorse destinate alla soluzione dei problemi di efficienza, soprattutto quando si tratta di edifici pubblici, dove i limiti economici sono maggiori rispetto a quelli degli investimenti privati. Speriamo che questo modello si evolva fino ad arrivare ad aiuti finanziari pubblici o privati ​​per ridurre il costo del finanziamento di edifici sostenibili. In Catalogna ci sono l’Instituto para la Diversificación y Ahorro de la Energía (Idae) e l’Institut Català d’Energia” (Icaen), che promuovono azioni e progetti di efficenza energetica ed energie rinnovabili.

Si parla molto di edifici 4.0 dove la connettività e la capacità di dialogare con altri immobili è un elemento fondamentale per stabilire il livello di comfort della vita. Le piscine e i centri benessere rientrano in questa categoria?

I centri benessere potrebbero entrare perfettamente in questa categoria: grazie alla tecnologia attuale, già impiegata negli edifici di nuova costruzione, è possibile integrare sistemi intelligenti in grado di regolare e adattarsi a tutte le esigenze degli utenti.

Le nuove piscine possono essere considerate strutture green della smart city?

Per la nostra azienda, la costruzione di piscine e altri edifici pubblici comporta necessariamente   l’applicazione dei più alti standard di sostenibilità ed efficienza energetica. Questo per noi non è un obiettivo ma è già un obbligo. Il prossimo passo prevede di raggiungere l’eco-efficienza e di costruire edifici salubri. Affinché le nuove strutture abbiano emissioni zero di C02 e un bilancio energetico nullo è necessario utilizzare materiali riciclabili, smontabili e di costruzione a secco. Questo, in molti casi, comporta un modo particolare di affrontare il progetto sin dall’inizio e implica essere molto coerenti nella scelta di tutti i materiali, tanto da esigerne le certificazioni pertinenti.

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