Più sicurezza al cliente. Così si distingue l’Esperto

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Giorgio MauriniIngegneria, efficientamento energetico, consulenza e collaudi dei lavori pubblici e delle  centrali di produzione energetica da fonte rinnovabile. Questi gli attuali ambiti d’occupazione di Giorgio Maurini, ingegnere civile ed EGE certificato UNI CEI 11339 N°3/2015 SC 18. Di seguito l’intervista all’Esperto.

Le aziende con cui collabora hanno promosso interventi di efficientamento?

Opero con due aziende, entrambe hanno messo in atto un progetto strutturato per l’efficienza energetica.

La prima, in qualità di ESCo, ha avanzato proposte come Promotore a 16 comuni,  ai sensi dell’art. 153 c. 19 del cod. dei contratti, per la concessione del servizio di pubblica illuminazione per un totale di circa 50.000 punti luce e circa 25.000.000 euro di investimenti. La seconda, come società d’ingegneria, esegue su commessa diagnosi e progetti di efficientamento, supportando clienti PA e Pmi  per l’accesso ai fondi dei bandi regionali sull’efficienza.

Può farmi un esempio dei vantaggi registrati in seguito all’implementazione di un intervento?

Gli interventi hanno riguardato la riqualificazione energetica degli impianti di pubblica illuminazione con sistemi a LED regolati da controllo automatico con un costo medio a punto luce di 500 euro. Il beneficio medio percentuale sui consumi elettrici annui risulta variabile dal 55% al 70%, a seconda della vetustà del parco impianti.

Nel grafico seguente si riporta la composizione del canone energetico per la fornitura e manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione da 6.490 punti luce di un comune prima e dopo l’intervento di efficientamento del costo di 2.923.000 euro. Viene evidenziato l’utile della ESCo e la partecipazione al risparmio riconosciuta al comune come sconto sul canone. Nel caso specifico non ci sono stati benefici nel canone di manutenzione perché di fatto nell’anno del censimento la manutenzione è stata solo di sopravvivenza. 75.983/6.490 pari a 11,71 euro a punto luce contro un valore tipico di 35 euro/punto luce ante e di 17,5 euro/punto luce post.

Caso 

Quale tipologia di finanziamento è stata scelta per la realizzazione di questa attività?

La tipologia di finanziamento scelta è quella del finanziamento tramite terzi (FTT) con l’individuazione di un adeguato partner bancario. Per l’incentivazione si utilizzano i certificati bianchi. Per le PA e le Pmi ci si ripropone di partecipare ai bendi regionali sul fondo di rotazione.

Avete valutato quale impatto economico hanno avuto sul bilancio?

Il tempo di rientro medio varia a seconda dei casi da 10 a 15 anni. La durata media dei contratti di concessione proposti oscilla tra i 15 e i 20 anni.

Ritiene che queste aziende svilupperanno nuove opportunità di investimento in termini di efficientamento?

Sicuramente! Questo è un settore senza limiti d’intervento perché ha già la risorsa finanziaria per sostenere gli investimenti al suo interno attraverso i risparmi conseguibili in termini di consumi e di manutenzione sulla spesa corrente consolidata. Nella PA per la pubblica illuminazione e la gestione dell’efficientamento del patrimonio edilizio si interviene con Project Financing di iniziativa privata con contratti di durata fino a 20 anni. Con le Pmi per l’efficientamento dei processi, dell’illuminazione, dei motori e per l’autoproduzione con PV e cogenerazione si opera con interventi in ESCo con contratti da 6 a 10 anni e con l’uso dello strumento del leasing operativo.

Il quadro normativo per l’efficienza energetica risulta chiaro?

Il quadro normativo del settore è estremamente complesso, specialmente per quanto attiene i certificati bianchi e il conto termico, tanto da costituire una grave incertezza per le decisioni aziendali. Il cliente ha scarsa fiducia sui possibili ritorni dagli incentivi, non si fida delle Istituzioni e della reale possibilità di accedere agli strumenti incentivanti in tempi definiti. L’EGE deve riuscire a fornire al cliente assolute certezze in proposito. Pare che sui certificati bianchi stiano intervenendo con nuove schede standard, però occorre far presto, anche perché le schede a consuntivo sono troppo complesse e non danno certezze se non alla fine del processo.

L’EGE ha difficoltà a sensibilizzare i propri interlocutori a politiche razionali nell’uso dell’energia?

Innanzitutto occorre dire che l’EGE  non può operare come professionista isolato, perché ha bisogno di notevoli supporti conoscitivi di tipo tecnico-impiantistico propri degli specialisti di settore. Inoltre, deve disporre di notevole capacità di prefinanziamento perché i clienti non sono disposti ad affrontare in proprio le spese per la diagnosi. Quindi è indispensabile che operi all’interno di una struttura organizzata, tipo una ESCo, dove tali competenze e capacità economiche sono facilmente disponibili.

È chiaro che, per la sua connotazione di soggetto terzo garante dei risultati, non è opportuno che sia dipendente della struttura, per cui dovrebbe operare come consulente professionale esterno. In realtà per progetti significativi sarebbe anche giusto che fosse incaricato direttamente del cliente. Il primo e fondamentale problema per l’EGE è, infatti, ottenere la commessa della diagnosi direttamente dal cliente finale per riuscire a mantenere la totale autonomia dalla ESCo e ad indirizzare il cliente sulle migliori soluzioni, senza vincoli verso le tecnologie d’intervento gradite all’azienda.ù

Ottenuta la commessa ed eseguita la diagnosi la strada è in discesa e tutto dipende dalla possibilità/capacità dell’Esperto di far realmente comprendere al decisore aziendale i benefici degli interventi proposti. Questo deve avvenire nella massima trasparenza e condivisione attraverso l’esposizione  degli indici economico-finanziari di fattibilità di ciascun intervento: tempo di ritorno nudo (paybcak), tasso interno di rendimento (TIR), valore attuale netto (VAN) e tempo di ritorno attualizzato (TRA). Occorre anche proporre al cliente la comparazione degli indici di spesa energetica per unità di prodotto (KPI) con quelli della concorrenza e con gli obiettivi individuati dalla diagnosi. In questo quadro, se l’Esperto riesce a convincere il decisore ad adottare la Iso 50001 tutto diventa più facile. Naturalmente questo va fatto prima della diagnosi in modo da poter utilizzare poi tutta la strumentazione di misura per la diagnosi stessa e per la verifica dei risultati.

Studiare da EGE: corsi, master e scuole professionali. Quanto conta la formazione?

La formazione è fondamentale, perché le competenze richieste all’EGE sono di tipo manageriali e trasversali, non acquisibili nei corsi di studio tradizionali.

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Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste