Climatizzazione 2025: il mercato italiano accelera verso la transizione

Si è tenuta oggi, nella cornice di Mostra Convegno Expocomfort, la presentazione dei dati statistici 2025 di Assoclima. Il quadro che emerge per il settore dei componenti per la climatizzazione è decisamente positivo: il fatturato Italia ha toccato quota 2.921 milioni di euro, segnando una crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Anche la produzione nazionale gode di ottima salute, raggiungendo i 1.279 milioni di euro con un incremento del 6,4%.

Il boom dell’espansione diretta

Il vero motore della crescita nel 2025 è il comparto dell’espansione diretta. I numeri parlano chiaro: i climatizzatori monosplit crescono del 16% a volume, seguiti dai multisplit (+15%) e dai sistemi VRF (+12%).

Questo successo è alimentato da un mix di fattori:

la maggiore consapevolezza degli utenti che usano lo split anche per il riscaldamento, la necessità di sostituire vecchi impianti e l’aumento delle temperature estive che rende il raffrescamento non più un lussuosi ma una necessità.

Sistemi idronici tra stabilità e grandi potenze

Il settore idronico presenta un volto a due facce: se da un lato il mercato delle pompe di calore aria-acqua per il residenziale (sotto i 10 kW) subisce una lieve flessione del 4,4%, dall’altro volano le macchine di media e grande taglia.

Le pompe di calore tra i 18 e i 50 kW crescono infatti dell’11,6%, trainate dai progetti legati al PNRR e dagli interventi nelle grandi infrastrutture e nel terziario. Ottimi segnali arrivano anche dai sistemi acqua-acqua di piccola taglia, che registrano un balzo del 31% nei volumi.

Performance positive per ventilazione e fancoil

Non solo pompe di calore: il rapporto Assoclima evidenzia segni “più” in quasi tutte le categorie merceologiche:

  • unità di trattamento aria: +23% a valore;

  • rooftop e unità terminali: in crescita costante tra il 3% e il 7%;

  • ventilazione meccanica residenziale: +6% a valore;

  • climatizzatori monoblocco e trasferibili: +13% a volume.

Le sfide per il futuro e lo studio TEHA

Nonostante l’ottimismo, restano dei nodi da sciogliere per favorire la decarbonizzazione. Il presidente di Assoclima, Maurizio Marchesini, “parliamo troppo spesso di elettrificazione ma nei dati c’è poco che la sostenga“. Sottolinea e su questo ha presentato uno studio realizzato con The European House Ambrosetti (TEHA) che punta il dito sul rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas.

Assoclima

Analizzando la bolletta guardando agli oneri fiscali non si riesce “a fare il bilanciamento”. Evidenzia Lorenzo Tavazzi Senior Partner e Consigliere di Amministrazione di TEHA Group. “C’è una penalizzazione nella bolletta elettrica dovuta a un impianto complessivo della stessa che ha un impatto sulla filiera”.

Per rendere le pompe di calore la scelta naturale per famiglie e imprese, lo studio suggerisce alcune direzioni:

  1. ridurre gli oneri di sistema per chi usa tecnologie elettriche,
  2. intervenire sulle tariffe che penalizzano gli aumenti di potenza
  3. creare offerte “Luce&Gas” integrate.

L’obiettivo è portare il rapporto di prezzo elettricità/gas vicino al valore di 2: una soglia critica per rendere la tecnologia non solo sostenibile, ma anche economicamente imbattibile.


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.