
Irrigazione delle colture alimentari
Le acque reflue urbane recuperate tramite un trattamento specifico in appositi impianti di bonifica potranno essere utilizzate per l’irrigazione di colture alimentari (biologiche o geneticamente modificate) e di colture non alimentari. La Commissione valuterà inoltre se estendere la misura ad altri ambiti. Intanto gli Stati membri potranno decidere se sfruttare le acque recuperate per altri scopi, a patto che sia garantita la tutela della salute umana, degli animali e, in generale, quella dell’ambiente.
“Necessario un approccio circolare anche nell’uso dell’acqua”
“Dobbiamo muoverci verso un’economia circolare, anche nell’uso e nel riutilizzo dell’acqua – commenta in una nota Simona Bonafè, relatrice del provvedimento – potremmo riutilizzare potenzialmente 6,6 miliardi di m3 di acqua entro il 2025, rispetto agli attuali 1,1 miliardi di m3 all’anno. Ciò richiederebbe un investimento inferiore a 700 milioni di euro e ci consentirebbe di riutilizzare più della metà del volume attuale di acqua proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue dell’UE teoricamente disponibili per l’irrigazione, evitando oltre il 5% dell’estrazione diretta dalle falde acquifere sotterranee“.
I prossimi step
Dopo l’approvazione della commissione Ambiente del Parlamento Europeo, il testo sarà sottoposto a votazione da parte dell’Aula del Parlamento durante la sessione plenaria dell’11-14 febbraio a Strasburgo.
Promuovere il riutilizzo delle risorse idriche
In un contesto globale caratterizzato dagli effetti del cambiamento climatico e dei fenomeni correlati a questa problematica, come siccità e modelli meteorologici instabili, l’Unione europea ritiene fondamentale garantire un più ampio riutilizzo delle acque reflue trattate potrebbe consentire di limitare l’estrazione dai corpi idrici e dalle acque sotterranee.
Danno economico da siccità in aumento
Secondo la Commissione europea, la frequenza e l’intensità della siccità e il loro danno ambientale ed economico hanno subito un aumento drastico negli ultimi trenta anni. Un esempio è la siccità verificatisi nell’estate 2017 che consente di avere un’idea dell’entità del danno economico di questi fenomeni. Il solo settore agricolo italiano prevedeva perdite per 2 miliardi di euro.
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