Il fotovoltaico produce “troppo” per colpa del clima? Ecco come potremmo rivedere gli incentivi

Come si potrebbe calcolare e perchè l'Evoluzione del Performance Ratio: un coefficiente di decadimento standard per l'equità degli incentivi FV

A fronte di un incremento di insolazione annua registrato,  c’è un modo in cui l’autoproduttore di energia fotovoltaica continuerebbe ad avere una maggiore e insperata autoproduzione, ma che porterebbe i pagamenti del GSE dati dal conto energia a ridursi significativamente. Siamo nell’ordine del >10% dopo i primi 10 anni. Il tutto garantendo un incentivo coerente con la previsione progettuale di decadimento della prestazione dell’impianto, spesso già ammortizzato. Non solo dato che questi costi sono ribaltati in bolletta (ASOS Tariffa A3), si avrebbe un vantaggio indiretto per i consumatori in termini di costo dell’energia.

Vi spiego la proposta  riprendendo un precedente studio sul tema pubblicato su questa testata, svolto su dati reali di monitoraggio a partire da 2012. Qui avevo evidenziato la costanza di autoproduzione annua di impianto FV e l’effetto degli incrementi di radiazione solare registrati negli ultimi anni in mesi intermedi e/o invernali (presumibilmente dovute a cambiamenti climatici). Un effetto che non consente più di valutare, come si fa usualmente, la reale resa annua durante la vita dell’impianto basandosi solo sui dati di PRODUZIONE REALE (che fa apparire più performante l’impianto causa il maggiore soleggiamento naturale in determinati mesi).

Questa nuova condizione genera valutazioni energetiche scorrette in vari contesti, quali contratti EPC (in cui la  produzione FV fa parte del piano economico), erogazione di incentivi (GSE per conto energia e seguenti),  ecc. Ad esempio quando fu definito Conto energia implicitamente si pensava che la riduzione progressiva della prestazione energetica del FV (dopo 20 anni resa circa 75-80% di quella iniziale) avrebbe parallelamente fatto diminuire l’incentivo annuo.

Utilizzando come dall’esempio che segue un coefficente di decadimento medio standard della “produzione annua” si potrebbero risolvere diverse problematiche legate al calcolo e all’effettivo bonus da conferire, sempre interessante ma più proporzionato al progetto iniziale.

Correzione con coefficiente di decadimento STANDARD

Per una valutazione attendibile della prestazione del FV abbiamo visto che occorre riferirsi a l’indicatore:

RESA di produzione FV = Produzione (kWh/mq FV*mese)/ Radiazione solare totale cumulata (kWh/mq*mese) (rapporto espresso come %)

Ma la mancanza sul territorio nazionale di diffuse e capillari fonti di dati reali della radiazione solare richiede un approccio più sintetico ed efficace.

Ecco perchè servirebbe un coefficente di decadimento medio standard della “produzione annua”  che consentirebbe di valutare meglio (anche se non puntualmente) la autoproduzione standard, conseguentemente dalla produzione reale si potrebbe decurtare eventualmente la quota di produzione superiore, causa cambiamenti climatici, al previsto andamento di prestazione della tecnologia. 

Ecco una esemplificazione su caso di studio

Stazione metereologica fisica dell'atmosfera Univ. Torino
Stazione metereologica fisica dell’atmosfera Univ. Torino

Variazione 2

NB L’impianto FV in esame ha un decadimento maggiore del previsto, a fronte di una produzione stabile negli anni, a conferma inaffidabilità dell’indicatore usuale “produzione annua”, sempre elevato grazie a cambiamenti climatici.

In allegato A è riportata analisi del PR (Performance Ratio) dell’impianto FV che evidenzia andamento analogo a quello della “Variaz Produz/insolazione vs 2012” cioè della RESA di produzione FV.

Nel caso specifico, si evidenzia come in contesto Conto Energia solo in alcuni anni (per lo più quelli iniziali dei 14 trascorsi) verrebbe riconosciuto l’incentivo basato su produzione reale, negli altri anni l’incentivo sarebbe basato sul valore corretto dal coeff di decadimento standard. Ovviamente una semplice analisi statistica del genere su tutti gli impianti gestiti da GSE per Conto Energia potrebbe portare a un coefficente più accurato (magari variabile per taglia impianto, zona climatica, ecc.). 

I pagamenti GSE per conto energia si ridurrebbero significativamente (dopo i primi 10 anni >10%) e, dato che questi costi sono ribaltati in bolletta (ASOS Tariffa A3), si avrebbe un vantaggio indiretto per i consumatori.

L’autoproduttore continuerebbe ad avere una maggiore e insperata autoproduzione e un incentivo coerente con la previsione progettuale di decadimento della prestazione dell’impianto, spesso già ammortizzato.

ALLEGATO A: ecco il calcolo della Performance Ratio 

Per l’impianto FV reale (PNI=2,5 kWp) già oggetto di studio si è calcolato:

PR= rapporto tra rendimento energetico effettivo e rendimento teorico parametro che non dipende dall’orientamento dell’impianto e dall’irraggiamento a cui è soggetto l’impianto, esso indica la percentuale di energia solare che si trasforma effettivamente in elettricità, al netto di perdite come calore, inefficienze dell’inverter, cavi e ombreggiamenti. Il PR si calcola infatti in funzione di altri fattori: per questo motivo è utilizzato per paragonare il rendimento degli impianti ovunque essi siano ubicati. Ricordato che Gsrc=1(kW/mq):

PR = (Energia prodotta dall’impianto/PNI) * (Gsrc/Irradiazione sul piano dei moduli)

In questo caso risulta, con irraggiamento cumulato (valore maggiore di Irraggiamento che incide su pannelli solari), un andamento allineato a variazione dell’indicatore RESA di produzione FV.

Gerbo 3slides

Con irraggiamento specifico sui pannello, i valori di riferimento di PR sono:

    • > 80-85%: Ottima qualità.
    • 75% – 80%: Buon rendimento.
    • < 70%: Possibili malfunzionamenti o perdite eccessive

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Energy manager, Ege ed ex Dirigente presso Intesa Sanpaolo