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Il fotovoltaico diventa social: alternative per chi non può concedersi un impianto privato

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Il fotovoltaico diventa social: alternative per chi non può concedersi un impianto privato

Per tutti coloro che non possono installare un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione esiste il “solar sharing”, la condivisione di energia a distanza

I costi che periodicamente i consumatori si trovano a dover corrispondere, a seguito della ricezione delle diverse bollette, stanno diventando una problematica sempre più tangibile che si ripercuote sulla popolazione, costretta a compiere sacrifici e rinunce per riuscire a giostrarsi nella gestione dell’economia familiare.

Un numero crescente di persone necessita di un drastico cambiamento su questo fronte e sono sempre maggiori le mobilitazioni individuali per comprendere come tagliare i consumi dell’elettricità e delle altre utenze domestiche allo scopo di ottenere una significativa riduzione dei costi.

Una soluzione individuata da molti è quella di rivolgersi alle fonti rinnovabili, quindi di installare un impianto fotovoltaico presso la propria abitazione. Per quanto questo costituisca un’alternativa estremamente allettante, poiché si produce energia pulita, riducendo le spese e divenendo parzialmente autonomi, non sempre l’installazione di questo tipo di impianti avviente in modo così semplice.

Può accadere, ad esempio, che i privati cittadini non riescano a permettersi i costi dell’impianto, anche se per ovviare a questo problema possono rivolgersi ai  che consentono un risparmio decisivo, ma sono soprattutto problematiche di tipo organizzativo a porre un freno a questo tipo di iniziative.

Nel contesto di un condominio può risultare complesso raggiungere un accordo in merito al da farsi e alla suddivisione dei costi, o ancora un edificio potrebbe essere sottoposto a vincoli paesaggistici oppure rivelarsi non idoneo all’installazione.

In tutti questi casi, operare in autonomia potrebbe rivelarsi difficoltoso e una buona soluzione per non rinunciare al proprio obiettivo è quella di rivolgersi alle cooperative energetiche, gruppi di cittadini che si uniscono per acquistare un impianto fotovoltaico con cui autoprodurre energia e coprire il fabbisogno di energia collettivo.

Accanto alle cooperative storiche, sorte tempo fa a sostegno delle zone marginali, sono nate numerosissime nuove realtà che operano in ambito locale legate agli acquisti solidali e al settore delle energie rinnovabili.

Una proposta decisamente innovativa in questo ambito è WeForGreen, il primo progetto italiano di cooperativa aperta a tutti a prescindere dalla localizzazione geografica. Questo si fonda sull’acquisto di un impianto fotovoltaico già esistente, la Masseria del Sole, parco vicino a Lecce realizzato bonificando una precedente discarica dismessa.

Stando a quanto spiegato dal responsabile del progetto, un accordo per l’acquisto è già stato sancito e il costo di 1 milione di euro è già stato ripartito su 500 quote, di cui un terzo già coperte. Una volta individuate le famiglie interessate a coprire i posti vacanti, l’energia prodotta dall’impianto verrà venduta a un grossista, operatore sul mercato dell’energia, e con i ricavi (inclusi gli incentivi del conto energia) verranno pagate le bollette dei soci, a prezzi di borsa.

Ciascuno dei soci può acquistare da una a sei quote, in base al proprio consumo, e ha diritto a un quantitativo di energia proporzionale al numero di quote detenute.

Il fatto che non sussistano vincoli territoriali implica che possono prendere parte al progetto non solo i proprietari di una casa, ma anche chi vive in affitto ed è intestatario di un contatore.

Per regolarsi sul numero di quote in grado di soddisfare le esigenze di una famiglia basta considerare che un fabbisogno medio annuo di 2.700 kWh, corrispondente a circa 500 euro, è coperto da 3 quote, per un investimento pari a seimila euro che rientra quindi dopo il decimo anno.

La fornitura di energia da parte dell’impianto sarà garantita per 17 anni, durante i quali potrà godere del sostegno del conto energia. Al termine di questo periodo, se la cooperativa non sarà in grado di sorreggersi perché privata del sistema incentivante, l’impianto verrà ceduto e i soldi investiti saranno resi ai soci.

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