Via libera al nuovo elettrodotto tra Emilia Romagna e Toscana

Terna si occuperà della progettazione esecutiva e di tutte le attività propedeutiche

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sistema elettrico elettrodottoL’infrastruttura fa parte dei progetti per sviluppare la rete elettrica previsti nel Piano industriale 2021/2025 e prevede 84 km di nuove linee, oltre 16 km di cavi interrati e 106 km di vecchi elettrodotti aerei demoliti.

Il nuovo elettrodotto da 380 kV che unirà la zona di Colunga (BO) a quella di Calenzano (FI) è un intervento che assicura un aumento della capacità di scambio tra la porzione settentrionale del Paese e quella centro settentrionale, servirà 9 comuni in provincia di Bologna e 3 in quella di Firenze, contribuendo a risolvere i problemi di congestione della rete in una delle aree più critiche a livello nazionale implementando, al contempo, efficienza e sostenibilità della rete elettrica nazionale come previsto nella strategia di Terna. Il valore dell’elettrodotto è pari a circa 170 milioni di euro.

Percorso e caratteristiche tecniche dell’elettrodotto

La linea a 220 kV che si appresta a essere sostituita risale alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso. Il nuovo progetto, che coinvolgerà 9 comuni in provincia di Bologna (Castenaso, San Lazzaro, Ozzano, Pianoro, Monterenzio, Monghidoro, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli e Loiano) e 3 in provincia di Firenze (Firenzuola, Barberino del Mugello e Calenzano) prevede la realizzazione di una nuova linea lunga 84 km, 39 in Emilia-Romagna e 45 in Toscana, tra la stazione elettrica di Colunga e quella di Calenzano; saranno demoliti circa 106 km di vecchi elettrodotti aerei, 68 in Emilia-Romagna e 38 in Toscana, che consentiranno di liberare complessivamente oltre 200 ettari di territorio; gli oltre 16 km di linee interrate avranno un effetto benefico sia su resilienza e sicurezza dell’opera che sull’ambiente e le comunità locali. Terna valuterà anche la possibilità di ottimizzare l’inserimento della nuova linea nell’ambiente circostante, attraverso uno studio delle cromie del territorio sui sostegni collocati nelle aree di maggior pregio paesaggistico. Infine, il percorso sfrutterà per circa il 50% il vecchio tracciato già esistente e tutelerà edifici e insediamenti abitativi sorti dopo il completamento della vecchia linea.

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Redazione
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