Integrare molecole di ferro nel processo di realizzazione dei pannelli fotovoltaici per ridurre i costi. E’ il focus di uno studio a cui sta lavorando un team di ricercatori dell’Università di Lund (Svezia), secondo cui questa scelta permetterebbe di rendere l’energia solare più economica, facendo in futuro a meno dei materiali normalmente utilizzati finora come rutenio, osmio e iridio.

Complessi metallici e funzionamento pannelli fv

Alcune tipologie di panelli fotovoltaici sfruttano complessi metallici per il loro funzionamento. Nello specifico il riferimento è alle strutture composte da un catione metallico e da altre molecole o ioni. La maggiore criticità è però rappresentata dal fatto che questi metalli sono in gran parte metalli rari.

La scoperta dei ricercatori

Gli scienziati dell’università di Lund sono riusciti a ottenere una molecola di ferro in grado di catturare la luce e di generarla. In una prima fase la fotoluminescenza era di poco superiore al pico secondo, oggi però i tempi sono più lunghi e la luce è visibile a occhio nudo a temperatura ambiente. Ciò aprirebbe la strada all’impiego di questa molecola di ferro nella produzione di pannelli fotovoltaici.

Uno scenario futuro 

Naturalmente siamo ancora distanti da una possibile sostituzione dei materiali rari con il ferro nella produzione dei pannelli, ma il team ha aperto un percorso di ricerca che sfrutta una risorsa abbondante sulla terra, in grado, se perfezionata, di ridurre i costi.

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