mobilità a idrogenoImportanti novità per la mobilità a idrogeno. La global energy company Sgh2 sta costruendo il più grande impianto di produzione al mondo nella zona industriale di Lancaster, nel Regno Unito. L’idea è di usare un mix di rifiuti riciclati per produrre un idrogeno “più verde”, in grado di ridurre di due o tre volte le emissioni rispetto alla produzione da elettrolisi e fonti rinnovabili e fino a sette volte più economico.

Mobilità a idrogeno più green

L’azienda ha siglato un memorandum d’intesa con la città di Lancaster, che sarà il co-proprietario dell’impianto. L’obiettivo è produrre fino a 11.000 kg di idrogeno green al giorno e 3,8 milioni di kg l’anno. Tre volte di più di ogni altro impianto al mondo, specifica la Sgh2 in una nota stampa. Per riuscirci sfrutterà 42.000 tonnellate l’anno di materia prima seconda che, in parte, sarà fornita dalla città.

L’idrogeno prodotto rifornito le stazioni a idrogeno della californiana Hrs, che ne sta negoziando l’acquisto per dieci anni. Serviranno per rifornire veicoli leggeri e pesanti a fuel cell.

H2 dai rifiuti

La tecnologia è stata sviluppata dallo scienziato della Nasa Salvador Camacho e dal ceo di Sgh2 Robert T. Do, biofisico e fisico. Permette di gasificare ogni tipo di rifiuto, dalla plastica alla carta al tessile. Produce idrogeno carbon free, garantisce la Sgh2, che ha ricevuto la validazione tecnica e finanziaria dalla US Export-Import bank, dalle banche Barclays e Deutsche e dagli esperti di Shell new energies.

Rifiuti organici

La Sgh2 ha anche brevettato la tecnologia per gassificare i rifiuti organici chiamata Solena plasma enhanced gasification (Speg). Il Berkeley lab ha effettuato uno studio preliminare sul ciclo di vita del prodotto. Ha scoperto che per ogni tonnellata di idrogeno così prodotto si riducono le emissioni da 23 a 31 tonnellate di CO2 equivalente.

Rifiuti plastici

Per il trattamento dei rifiuti plastici questa tecnica consente di raggiungere una temperatura compresa tra i 3.500° e i 4000° C. Favorisce un processo di conversione termica catalitica ottimizzato con gas arricchito di ossigeno. Il risultato è la completa dissociazione molecolare di tutti gli idrocarburi per un idrogeno “puro” senza catrame, fuliggine e metalli pesanti.

Il primo di una lunga serie

L’azienda punta a replicare il progetto anche in Francia, Arabia Saudita, Ucraina, Grecia, Giappone, Corea del Sud, Polonia, Turchia, Russia, Cina, Brasile, Malesia e Australia. Come? Costruendo impianti modulari, rapidamente smontabili, che non richiedono particolari condizioni atmosferiche, di sole e vento, o terreno. Quando entrerà in esercizio l’impianto di Lancaster darà lavoro a 35 persone. 600 i lavoratori previsti per i 18 mesi di costruzione. Un gruppo di aziende note si è già unita al progetto: Fluor, Berkeley lab, UC Berkeley, Thermosolv, Integrity engineers, Millenium, HyetHydrogen and Hexagon.

I treni a idrogeno Alstom completano test con successo

Alla fine di febbraio i due treni a idrogeno pre-serie Coradia iLint di Alstom hanno percorso nella Bassa Sassonia oltre 180.000 km in 530 giorni. I primi esemplari al mondo con celle a combustibile sono in servizio da settembre 2018 e hanno concluso con successo l’anno e mezzo di test.

Nel 2022 Alstom prevede di consegnare 14 treni a idrogeno a Lnvg per sostituire altrettante unità diesel. Una spinta alla mobilità a idrogeno nella Bassa Sassonia. Alstom, inoltre, si occuperà della manutenzione dei veicoli nel sito di Salzgitter. L’impresa di gas e ingegneria Linde assicurerà il rifornimento dei treni nella vicina stazione di Bremervoerde.

treno idrogeno
Cordadia iLint2018
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