artigiano
Foto di Free-Photos da Pixabay

Sono gli artigiani 4.0, che hanno investito in digitalizzazione e processi produttivi a ridotto impatto ambientale, i più speranzosi quando si parla di recupero di fatturato dopo la pandemia di Covid-19.

Artigiani e crescita: la foto degli ultimi dieci anni

Un’indagine del Centro Studi Tagliacarne diffuso oggi ha rilevato che la pandemia di Covid-19 ha determinato una perdita di fatturato del 63% per il 70% delle aziende. E che solo un artigiano su due prevede di rientrare nel fatturato entro il 2022. Percezione diversa, come detto, per gli artigiani 4.0 che hanno investito in digitalizzazione, il 63% e green, 58%, che grazie alla crescita sostenibile contano di recuperare entro il 2022.

Il 43% delle imprese punta esclusivamente sulla qualità dei prodotti per battere la concorrenza. Il mestiere resta a forte prevalenza maschile, anche se ogni 100 donne oggi si contano 447 uomini contro i 535 di dieci anni fa.

Uno studio Unioncamere e InfoCamere, che riprende l’analisi statistica del Registro delle imprese delle Camere di commercio, aggiunge alcuni dettagli all’evoluzione delle imprese individuali artigiane. Nell’ultimo decennio è cresciuta la titolarità per gli over 70, +47% con punte del 50% nel Mezzogiorno, ed è diminuita quella degli under 30, – 42% pari a 28mila imprese.

Da marzo 2011 a marzo 2021 le imprese perse sono state 170mila e le ditte individuali, pari all’80% del comparto, sono quelle che hanno registrato le perdite maggiori (-12,1%). Sono collocate soprattutto tra Abruzzo (-21%), Sardegna (-18%), Basilicata e Sicilia (che registrano entrambe -17%).

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