E’ fissata al 2035 l’ora x, che vedrà l’introduzione in Gran Bretagna del divieto di vendere nuove auto diesel e benzina anche ibride. In questo modo il governo inglese vuole dare un’accelerata al percorso di transizione verso una mobilità a basso impatto ambientale, anticipando la deadline precedentemente fissata al 2040. La decisione di Londra si inserisce nel solco che ha visto anche altre città e Paesi adottare misure analoghe. Parigi, Madrid Città del Messico e Atene, ad esempio, vogliono vietare i veicoli diesel entro il 2025 e la Francia vuole eliminare auto alimentate a fonti fossili entro il 3204.

Le reazioni dell’industria automobilistica inglese

Le aziende del settore automobilistico, però, non hanno accolto in modo positivo la decisione del governo. A essere criticato, come si legge sul Guardian, è in particolare il fatto che non sia stato indicato un piano dettagliato per strutturare questo percorso, fissando solo una generica data per lo stop alle vetture inquinanti. Secondo le imprese del settore, inoltre, il Paese non sarebbe preparato a un passaggio all’elettrico entro il 2035.

Il post Brexit

Il settore dei trasporti sarà solo uno dei tanti ambiti su cui inciderà la Brexit, appena varata, che farà passare il Regno unito da paese membro a Paese terzo. Dopo quasi tre anni di lavoro tra i negoziatori, infatti la ratifica da parte del Regno Unito e l’approvazione da parte del Parlamento europeo, il 30 gennaio 2020 il Consiglio europeo ha adottato, mediante procedura scritta, la decisione relativa alla conclusione dell’accordo di recesso a nome dell’Ue e una dichiarazione politica sul quadro delle future relazioni. Si tratta di un accordo di recesso che consente di gestire l’uscita del Regno Unito dall’UE in maniera ordinata, a tutela di cittadini e imprese

“E’ previsto un periodo transitorio che terminerà il 31 dicembre del 2020 – si legge sul sito del Governo nella sezione dedicata alla Brexit –  in questo arco di tempo un gran numero di regole Ue (incluse le regole sulla libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci nei termini previsti dall’accordo di recesso) continuerà ad applicarsi al Regno Unito. Nello specifico il diritto UE continuerà ad applicarsi al Regno Unito e al suo interno e l’Ue tratterà il Regno Unito alla stregua di uno Stato membro, salvo per la partecipazione alle istituzioni e alle strutture di governance dell’UE“. 

In particolare sul sito del Ministero dei Trasporti è disponibile una sezione in cui seguire tutti gli aggiornamenti normativi legati alla Brexit.

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