L’adesione al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, rappresenta per gli Enti locali firmatari la volontà di accelerare la decarbonizzazione dei propri territori, di rafforzare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e di garantire ai cittadini l’accesso a un’energia sicura, sostenibile e alla portata di tutti. A confronto con l’obiettivo al 2020, pari alla riduzione almeno del 20%, quello previsto al 2030 prevede la riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 40% e l’aumento della resilienza agli effetti dei cambiamenti climatici.

Gli impegni per i firmatari del Patto sono individuati nel quadro della politica comunitaria per il clima e l’energia e, in particolare, del pacchetto per il clima e l’energia 2030 nonché della Strategia UE per l’Adattamento al Cambiamento Climatico.

Il Dipartimento dell’Energia della Regione Sicilia, con D.D.G. n. 908 del 26.10.2018, ha approvato il “programma di ripartizione delle risorse ai Comuni della Sicilia per la redazione del PAESC, ”consentendo agli stessi di beneficiare di risorse predeterminate, previste dal Piano d’Azione e Coesione.

In Sicilia difficoltà di attuazione del Patto

Il raggiungimento dell’obiettivo è, tuttavia, il frutto della conduzione e del buon esito di tutte le azioni misurabili, energeticamente sostenibili in favore del patrimonio comunale e di tutte le aree del territorio. L’esperienza pregressa degli enti del territorio siciliano aderenti al Patto, che fu avviato in Europa nel 2008, e l’analisi delle pianificazioni ivi iniziate nell’ambito della prima adesione hanno manifestato, invece, difficoltà di attuazione: prima fra tutte, la quasi totale assenza di opportune strutture amministrative capaci di dare concreto avvio e continuità nella conduzione delle misure previste.

Si aggiunga che il documento di pianificazione già presente in molte realtà locali, il Piano d’azione per l’energia sostenibile, che ingloba in sé sia l’inventario base di emissioni che il novero delle azioni ritenute idonee al raggiungimento degli obiettivi, è, talvolta, stato redatto con superficialità. Ciò si evince dalla inapplicabilità di alcune azioni individuate nel Piano. Nella globalità ciò contribuisce alla inefficacia dei Piani che, più che rappresentare linee guida di attuazione della strategia comunale, diventa un coacervo di sterili misure di attuazione, che, – come il tempo sta dimostrando, – con estrema difficoltà possono essere attuate.

C’è necessità, quindi, di uno sforzo in più adesso, proprio nel momento in cui è stata alzata l’asticella e gli obiettivi comuni ai quali si è deciso di protendere sono maggiori e non consentono distrazioni e superficialità.

Le soluzioni: una struttura di gestione

In risposta alle necessità individuate, il primo passo è quello che vede l’istituzione di una struttura di gestione in grado di instaurare il giusto legame fra amministrazione e stakeholder nell’arco dell’intero processo di pianificazione. Alcune esperienze ove l’entità di governo possegga competenze con carattere multidisciplinare rivelano che è facilitata la comprensione delle tematiche, ma rimane l’incapacità di portare a compimento le azioni per le quali evidentemente è necessario un più diretto potere decisionale.

L’anello di congiunzione

È preferibile un modello di governance che, nell’ottica di individuare e portare a compimento le azioni nei tempi utili, istituisca un gruppo di lavoro al quale partecipino gli stessi attori, già dotati di potere decisionale e di attuazione, come per esempio il responsabile dell’area tecnica insieme all’energy manager o altri. Il gruppo, che potrebbe essere definito di attuazione, rappresenta l’anello di congiunzione fra gli stakeholders, il soggetto redattore del Piano e l’Amministrazione.

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Guido Donato Mozer
Libero professionista in possesso di plurime certificazioni delle competenze in ambito italiano (Ege) ed europeo (Energy auditor, Training provider), riveste il ruolo di Energy manager per alcune PA, imprese a forte consumo energetico e società di servizi energetici in tutta Italia. Componente di tavoli tecnici permanenti e membro del Comitato tecnico di Certificazione presso Organismo internazionale di certificazione di Ege ed Ae.