Vietare in Italia, già a partire dal primo gennaio 2021, l’uso di oli vegetali, come olio di palma e di soia, nei biocarburanti. E’ questa una delle proposte lanciate da Legambiente nel corso di un web in air dedicato al tema delle rinnovabili nel settore trasporti e in particolare all’iter parlamentare di recepimento della direttiva europea Red II.  Un incontro che ha visto il confronto di rappresentanti del mondo politico e delle associazioni sui temi della mobilitò sostenibile. 

Biocarburanti: Legambiente sostituire oli vegetali con vere rinnovabili

Nello specifico, secondo Legambiente, è fondamentale, promuovere esclusivamente le vere rinnovabili nel settore trasporti. Bisogna puntare su olii alimentari usati, bioetanolo da scarti agricoli cellulosici, biometano da rifiuti organici e scarti agroalimentari. Il tutto senza tralasciare il settore della mobilità elettrica da fonti rinnovabili.

Biocarburanti, oli vegetali e direttiva Red II: una questione di stretta attualità

“La questione e’ di stretta attualità“, ha spiegato Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile di Legambiente, aprendo i lavori del webinarC’è una battaglia in corso contro le false rinnovabili in Italia anche nel sistema dei trasporti. Il problema è arrivato al Parlamento, al Senato che devono indicare al governo come recepire la nuova direttiva europea Red II. Non dobbiamo fare gli errori che abbiamo fatto in passato, ma dobbiamo sfruttare le cose buone che hanno funzionato durante il recepimento della prima direttiva sulle rinnovabili”, ha aggiunto.

Muroni (Leu): “Recepimento direttiva è strategico per il Paese”

Sulla stessa linea anche Rossella Muroni, parlamentare Leu e membro della commissione Ambiente della Camera. “Abbiamo l’occasione di accelerare il processo di transizione energetica del nostro Paese”, ha sottolineato. “Dobbiamo evitare per una volta di continuare a giocare in difesa. Io penso che il recepimento della direttiva Red II sia strategico da questo punto di vista”.

DL Rilancio, critiche all’emendamento di Pd, Leu, Italia Viva

Muroni si è inoltre soffermata sull’emendamento al decreto Rilancio con il quale il Italia viva, PD e lo stesso Leu, partito di cui fa parte Muroni, vorrebbero introdurre incentivi anche per le auto a motore endotermico. Un provvedimento, che coinvolge anche i veicoli euro 6 e che la deputata ha definito “una polpetta avvelenata. “Non condivido quell’emendamento e se rimane tale e quale non posso votare il DL Rilancio”, ha aggiunto. 

Transport & environnement Italia: “Nella prossima finanziaria stop ai sussidi all’olio di palma”

Uno dei temi chiave rimarcati più volte nel corso del dibattito è stata la questione dell’uso dell’olio di palma. “Possiamo interrompere l’uso della palma da olio per la produzione di combustibili nei trasporti prima della data fissata dalla Commissione Ue, che ha detto di eliminarli dal 2023 al 2030”, ha affermato Veronica Aneris, Responsabile per l’Italia di Transport & environment. “Questa svolta è stata già compiuta da Francia e Norvegia. Anche in Italia ci sono tutte le basi per introdurre dalla prossima Finanziaria uno stop ai sussidi pubblici all’olio di palma”, ha aggiunto. 

Anche Aneris ha toccato il tema dell’emendamento al Dl rilancio, già citato da Muroni. Questa misura, ha detto, “spinge ad all’acquisto di auto che poi non potranno più fare parte della mobilità della nostre città”. 

Mobilità elettrica, riduzione delle auto in circolazione e sussidi ambientalmente dannosi

Tanti gli spunti di riflessione emersi nel corso del dibattito. Il presidente della X commissione del Senato Gianni Girotto ha citato il recente decreto approvato in Cdm sulle prestazioni energetiche degli edifici e il superbonus edilizio al 110%. Queste misure, ha detto, rappresentano degli strumenti in più per favorire la diffusione delle infrastrutture per la mobilità elettrica. 

Ridurre il numero delle auto circolanti

Il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera Diego De Lorenzis ha sottolineato come per promuovere la mobilità sostenibile un elemento chiave sia la riduzione del numero delle auto circolanti. “Dal 1985 al 2020 abbiamo raddoppiato il numero di automobili, arrivando a quota a 40 mln. Sono numeri incompatibili con un modello di trasporti che ponga al centro la mobilità sostenibile”, ha detto. 

Sussidi ambientalmente dannosi

Sul tema dei sussidi ambientalmente dannosi si è soffermato, invece, Tullio Berlenghi, capo della Segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente. Tra questi sussidi è importante inserire anche quei biocarburanti dannosi, ha detto. Inoltre un altro tema chiave secondo Berlenghi è  “l’eliminazione della differenza di prezzo tra gasolio e benzina, che ha un valore complessivo di 5 mld di euro”. 

Mobilità elettrica e fonti rinnovabili

La necessità di favorire lo sviluppo della mobilità elettrica è stata invece sottolineata da  Dino Marcozzi, segretario generale di Motus – E. “E’ fondamentale – ha spiegato – che la mobilità elettrica sia legata alle rinnovabili”.

Le potenzialità del bioetanolo

Sulle potenzialità del bioetanolo nel settore carburanti si è invece soffermato Sandro Cobror, direttore di Assodistil. In uno scenario futuro che vedrà un passaggio graduale alle vetture elettriche, per molti anni dovremo comunque utilizzare ancora vetture con motori tradizionali, ha spiegato. In quest’otticauna delle opzioni a disposizione per ridurre l’impatto ambientale è quella di introdurre il bioetanolo sostenibile in miscela con la benzina”. Tuttavia questo scelta non viene adeguatamente valorizzata, ha aggiunto Cobror. “Sul bioetanolo non ci sono incentivi e le accise sono le più alte in assoluto”, ha detto.

Biocarburanti e trasporto pesante

Un elemento centrale, quando di parla di mobilità, è anche la capacità di sfruttare le diverse forme si alimentazione nel modo più efficace. Se, come ha spiegato il presidente di Coordinamento Free G. B. Zorzoli:“la maggior parte dello sforzo va fatto per la mobilità elettrica, i biocarburanti vanno invece utilizzati soprattutto là dove saranno indispensabili. Ad esempio nel trasporto pesante su strada”. Nella selezione dei diversi ambiti della mobilità, ha aggiunto, “dobbiamo ottimizzare complessivamente il sistema”, in un’ottica olistica che valorizzi la soluzione più adatta per ogni singolo settore. 

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