Sostenibilità, la scelta vincente delle aziende

L'incontro di presentazione dell’edizione 2018 del Best Performance Award

998

Puntare su una gestione etica e sostenibile degli investimenti è una scelta vincente per la aziende. La capacità di rispondere in maniera adeguata alle sfide poste da un approccio responsabile, da un punto di vista sociale e ambientale, impatta infatti in maniera rilevante sulle performance delle società, che arrivano, nel lungo periodo, ad ottenere risultati concreti e duraturi in termini di successo competitivo.

E’ uno degli scenari emersi dall’incontro di presentazione della seconda edizione del Best Performance Award, Il riconoscimento, promosso da SDA Bocconi School of Management in partnership con J.P. Morgan Private Bank, PwC, Thomson Reuters e Gruppo 24 Ore, per premiare quelle aziende capaci di creare valore non solo da un punto di vista economico, ma anche umano, ambientale e sociale.

L’idea di questo premio – ha spiegato Maurizio Dallocchio Professore della School of Management della Bocconiè quella di valutare la prestazione aziendale misurandola attraverso il vettore della crescita, ovvero un indicatore più potente del semplice risultato economico- finanziario”. Un approccio in grado di valorizzare la dimensione della sostenibilità, un elemento che si proietta nel lungo periodo e per questo richiede un cambio di paradigma nella valutazione dei risultati, ovvero un metodo in grado di accantonare i tradizionali indicatori finanziari a favore di nuove metodiche altrettanto efficaci. Solo adottando una prospettiva di questo tipo è possibile valutare correttamente i frutti di una scelta etica e green nella gestione aziendale e apprezzarne i vantaggi.

La best practice di Hera

In questo senso la strada da fare per le aziende è enorme, ma se questa strategia viene portata avanti con consapevolezza porta risultati concreti, come ha spiegato l’amministratore delegato di Hera Stefano Venier che, nel corso dell’incontro, ha parlato del percorso intrapreso dall’azienda già da 10 anni. Un percorso che ha fatto della sostenibilità un elemento chiave della gestione aziendale e ha individuato nei 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’Onu “una roadmap” da seguire. 

Ci sono 10 obiettivi su cui lavoriamo – ha sottolineato Venier –  li abbiamo incrociati con i business dell’azienda e con l’agenda globale, ossia gli obiettivi e le policy che a partire dalla Nazioni Unite si sono poi declinate fino a un livello regionale. Ci confrontiamo con quattro tipi di politiche: globale, europea, nazionale e regionale. Nell’incrocio tra la nostra attività e questi obiettivi abbiamo cominciato a ricostruire e tracciare la quota del margine industriale generata che può essere messa in relazione con questi target”. 

Una scelta virtuosa che, ha spiegato Venier, si traduce in numeri concreti.  L’anno scorso la quota parte di margine industriale che potevamo considerare valore condiviso era pari a al 30%. Quest’anno arriveremo al 40% degli investimenti realizzati con la strategia che indirizza i 10 obiettivi e da qui al 2021 raggiungeremo almeno il 50%”.

(Nell’intervista video in alto Venier affronta con Canale Energia il tema della sostenibilità analizzandone i risvolti in chiave consumer)

Novità dell’edizione 2018 del premio

Quello di Hera è solo un esempio di un trend, legato alla crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, in continuo sviluppo. Un’evoluzione che il Best Performance Award vuole intercettare e analizzare in maniera sempre più precisa e capillare. Per questo, come ha spiegato Leonardo Etro, professore della SDA della Bocconi, sono state introdotte una serie di novità per l’edizione 2018 del premio che quest’anno avrà come hot topic la Best Equity Capital Strategy. “Vogliamo andare a premiare quelle aziende che non stanno ferme, che sono pronte a scattare, a innovarsi a continuare a crescere“, ha spiegato Etro.

Ma vediamo in dettaglio le novita dell’edizione 2018. Da quest’anno sono stati introdotti per le aziende partecipanti criteri di valutazione dimensionali, di redditività e di solidità più sfidanti.  Abbiamo alzato l’asticella per avere aziende ancora più eccellenti e abbiamo allargato la forchetta per inglobare le aziende che arrivano a fatturare fino a 1 milione di euro. Questo perché volevamo aumentare la competizione e fornire ulteriori benchmark di successo per le PMI che si troveranno a competere con aziende di grandi dimensioni”.

Per quanto riguarda la redditività, invece, “valuteremo non solo un EBITDA margin superiore alla media del settore, ma anche la crescita del fatturato superiore alla media del settore, il tutto per premiare chi continua a investire e a crescere“.

Per il criterio solidità infine “abbiamo deciso di inserire anche livelli di capex superiori rispetto alla media del settore“.

Premiare l’innovazione

In generale il riconoscimento, come hanno sottolineato i promotori, è uno strumento pensato per premiare le aziende più dinamiche in tema di innovazione, sviluppo responsabilità ambientale ed etica, ovvero quelle realtà capaci di cogliere il forte cambiamento in atto legato alle sfide della sostenibilità. Un cambiamento che, se non affrontato in maniera efficace, può penalizzare in maniera rilevante sul mercato.   

Il Best Performance Award “punta a portare queste questioni essenziali all’attenzione delle aziende”, ha spiegato Riccardo Pironti Head of J.P. Morgan Private Bank in Italy. Sulla stessa linea anche Francesco Ferrrara, partner PwC che ha sottolineato come il premio contribuisca attraverso  “dei panel di assoluto di livello e un’università del calibro della Bocconi a un dibattito importante in termini di contenuto”.

Franco Moscetti, a.d. del gruppo 24 ORE, ha evidenziato, invece, il legame stretto tra l’azienda editoriale e il premio: “Facciamo parte del codice genetico del Best Performance Award”, un riconoscimento “in linea con il target di riferimento del gruppo”.

Luigi Cimaschi ad di Thompson Reuters ha infine spiegato come  “la sostenibilità sia un elemento determinante per attrarre investimenti e clienti, e come per questo non vada assolutamente sottovalutato”, ma anzi accompagnato. 

“Il 79% degli investitori istituzionali valutano infatti gli indicatori ESG per indirizzare i propri investimenti, una percentuale che negli ultimi cinque anni è guidata dai millennials. Questo è un dato interessante se si pensa che proprio i millennials sono i soggetti che hanno più a cuore temi come  giustizia sociale, uguaglianza e ambiente.  Entro il 2020  ammonterà a 24 trilioni di dollari la massa di denaro gestita da questi millennials, si tratta di un dato interessante su cui bisogna riflettere.

Il punto di vista dei vincitori del 2017

Il premio, come hanno sottolineato le aziende vincitrici della scorsa edizione, è stato anche un’occasione per le realtà partecipanti per tracciare un quadro esaustivo e completo delle loro diverse attività interne, un’operazione che ha coinvolto tutti i settori e ha permesso di cooperare in maniera sinergica.

Il best Performance Award — ha sottolineato Roberto Schiavon, direttore Risorse di Umane Vimar  ci ha permesso di misurarci con uno sguardo diverso alternando una prospettiva interna a una esterna, più legata alla conferma di valori nel rapporto con clienti e dipendenti”. 

Sulla stessa linea Luigi Marciano, presidente di Objectway, che ha sottolineato come sia stato richiesto un impegno capillare e globale del gruppo, che è andato oltre i meri aspetti finanziari, una riflessione che ha favorito sinergie e collaborazioni proficue.

Secondo Andra Marcellan, ad di FAAC, invece, la partecipazione al Best Performance Award ha permesso di porre al centro le persone, una scelta che ha portato innumerevoli vantaggi per il gruppo. “Mettere al centro gli uomini e le donne è stato un ottimo affare, si genera più valore se si punta sulle persone che producono questo valore”. 

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.