Riscaldamento climatico: la partita è sul recupero di calore

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La sfida per la preservazione dell’ambiente trova la sua sintesi nel contrasto all’effetto del riscaldamento. Le accezioni sono diverse e spaziano dall’effetto sul globo terrestre alla gestione del caldo e del freddo domestico. Un’attività che contribuisce sì alla dispersione di una fonte energetica, ma anche e soprattutto ad una forma di inquinamento ambientale data dall’immissione in aria di particelle inquinanti e dalla dispersione non ottimizzata di calore.

Per l’Europa il calore rappresenta il prossimo obbiettivo di politiche di efficientamento energetico, lo ha detto Samuele Furfari Consigliere del Direttore Generale DG ENERGY, Commissione Europea nel corso del Verona Efficiency Summit. E su questo si stanno concentrando le strategie energetiche e di gestione del clima dei maggiori player. Intanto qui in Italia si discute di caldaie a condensazione (obbligatorie per l’Europa da fine settembre), valvole termostatiche e adeguamenti agli impianti condominiali, i veri protagonisti dichiarati come missing dall’alfabetizzazione di efficienza necessaria per agire nel comparto.

Insomma ritrovarsi di fronte all’inverno con gli stessi interrogativi con cui l’abbiamo abbandonato, non lascia molto spazio all’immaginazione. Ma lo sappiamo: finché il freddo non bussa, il caldo si dà per scontato.

Leggi lo speciale sul calore nel mensile di ottobre

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.