Da un lato quantificare il livello di biodiversità delle foreste del Cansiglio e di Ampezzo, vicino Udine, e di quelle del Tirolo (Austria). Dall’altro sviluppare modelli operativi di pagamento dei servizi ambientali delle foreste (Pes) per migliorare l’attrattività turistica di questi territori. Sono queste le due linee d’azione principali attuate dal progetto Interreg Italia-Austria “BioΔ4’, che ha come capofila Veneto agricoltura e come partner l’università di Padova e la Camera dell’agricoltura del Tirolo austriaco.

Progetto BIOΔ4: valorizzare le foreste come  “mete turistiche e laboratori di innovazione”

A tracciare un bilancio delle diverse attività svolte nell’ambito dell’iniziativa, conclusasi in questi giorni, sono stati, ieri mattina, 25 novembre, i protagonisti del progetto, nel corso di un dibattito online da cui emersa con forza la centralità di una gestione mirata delle foreste. “Il progetto BioΔ4’ – ha spiegato Giustino Mezzalira di Veneto agricoltura  – mi ha dato grandissima soddisfazione. Perché, ancora una volta, è stato dimostrato il ruolo chiave delle foreste demaniali, sia come meta turistica sia come grande laboratorio per l’innovazione”.

Progetto BioΔ4: alcuni risultati raggiunti

Tanti e variegati i risultati concreti raggiunti dall’iniziativa. Da un lato l’individuazione di 12 indici biotici sintetici e di una certificazione ad hoc per valutare quantitativamente il livello di biodiversità delle foreste del territorio. Dall’altro le azioni concrete messe in campo per valorizzare questo importante patrimonio naturale. Tra queste la realizzazione di una nuova sala musicale presso il Muc, il museo dell’Uomo in Cansiglio interamente dedicata alla biodiversità forestale. E la tabellazione di due sentieri nella foresta con approfondimenti sui temi dei grandi alberi e della biodiversità del bosco.

Valutare la biodiversità

Per quanto riguarda, in particolare, la l’elaborazione degli indicatori, l’obiettivo “è stato arrivare ad avere set di strumenti semplici sintetici e ripetibili” per valutare il grado di biodiversità delle foreste del territorio, ha spiegato Emanuele Lingua del dipartimento Territorio sistemi agro-forestali Tesaf dell’università di Padova.  In questo modo, “si è cercato di produrre un metodo che il personale qualificato potesse applicare e gestire agevolmente”, ha aggiunto Michele Cassol, dello studio associato Cassol e Scariot. 

Dal progetto BioΔ4 una guida pratica per valutare la biodiversità

Cassol ha inoltre spiegato come Veneto agricoltura abbia voluto realizzare un passo in più mettendo a punto una guida pratica per la valutazione della biodiversità forestale. Ovvero un “compendio molto sintetico che vi porta per mano nel momento in cui bisogna applicare il metodo di valutazione BioD4″. Tutti questi strumenti, ovvero gli indicatori la guida e la certificazione, sono stati i protagonisti della fase preliminare di analisi delle foreste. E hanno poi avuto un ruolo chiave nelle azioni del progetto legate all’erogazione di servizi ecosistemici, in primis quelli turistici.

Biodiversità degli ecosistemi forestali, servizi ecosistemici e Pes

I servizi ecosistemici che una foresta può offrire, e in particolare le modalità di implementazione di meccanismi Pes (Pagamento di servizi ambientali), sono stati invece i temi al centro dell’intervento della professoressa Paola Gatto, del  dipartimento. territorio e sistemi agro-forestali Tesaf dell’Università di Padova. “La biodiversità  – ha detto – si può misurare grazie ad alcuni indicatori. Noi sulla base degli studi effettuati nella prima fase del progetto abbiamo messo a punto dei sistemi di valorizzazione della biodiversità. Si tratta di strumenti capaci di dare valore aggiunto alle foreste e di far ottenere una remunerazione economica”.

Le regole d’oro per implementare meccanismi di Pes

Da questo punto di vista, tra le iniziative messe a punto nell’ambito del progetto c’è stata, ad esempio, la realizzazione di una mappa con le regole d’oro per progettare un Pes. Il primo step consiste in particolare nel mappare e misurare i servizi ecosistemici. Poi si passa a valutare la fattibilità del Pes. E a definire il valore di prezzo del servizio. Infine si individuano contratti e ruoli per le diverse responsabilità e si indica una modalità di monitoraggio efficace.

Un marchio unificatore

Un’altra carta vincente individuata dal progetto per proporre servizi a pagamento legati alle foreste, ottenendo risorse da destinare poi alla loro tutela, è stata l’identificazione di un preciso marchio da applicare a più attività. Si tratta di una sorta di brand che rappresenta una macrocasella di marketing in cui inserire, a livello trasversale, “un ampio spettro di servizi”: dai prodotti caseari fino al turismo.

Esperienze di turismo slow della biodiversità nelle foreste di Ampezzo

A dare infine un esempio concreto del connubio tra tutela ambientale e erogazioni di servizi turistici nell’ambito del progetto, è stato Marco Pascolino,  guida turistica ForEst Studio naturalistico. Tramite percorsi guidati nella natura abbiamo fatto vivere al visitatore un esperienza di biodiversità, e non una semplice gita al bosco”, ha spiegato. Tutto ciò è stato reso possibile dal background scientifico e rigoroso del progetto. Che ha previsto un’ attività preliminare di analisi e campionamento sul territorio. Queste informazioni, frutto dell’osservazione sul campo “sono state poi tradotte e rese accessibili al pubblico in modo semplice e chiaro”. Punti di forza di questa forma di turismo – ha aggiunto Pascolino – “sono il fatto che la natura può essere toccata con mano. E che si promuove un’interazione equilibrata tra uomo e ambiente”.

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