Continuano a crescere in tutto  il mondo le iniziative, dei governi, ma anche di cittadini e associazioni, per combattere l’inquinamento da plastica. Una questione al centro dell’agenda green mondiale ed europea.

Cina accelera sulla lotta alla plastica

In Cina, recentemente è stato stabilito che nei prossimi cinque anni verrà introdotto un divieto nazionale sulla plastica monouso. Il che vuol dire ridurre la produzione, la vendita e l’uso di alcuni specifici prodotti, come sacchetti di plastica, cannucce, imballaggi, nastri e bastoncini di cotone. Per favorire questo percorso si è deciso di procedere per gradi nelle diverse zone del Paese. I sacchetti di plastica, ad esempio, saranno vietati nelle principali città nel giro di un anno e le città più piccole avranno a disposizione più tempo per introdurre queste misure.

Entro la fine del 2020, inoltre, sia la produzione che la vendita di stoviglie in plastica sarà completamente vietata.  Per quanto riguarda i prodotti chimici con microsfere in plastica il divieto di produzione sarà uno dei primi a essere applicato. In seguito si bandirà anche la vendita.

Malesia restituisce rifiuti in plastica ai Paesi ricchi

Sempre in tema di plastica, la Malesia, come riporta la Cnn, ha in questi giorni inviato 150 container pieni di questi rifiuti in 13 paesi ricchi da cui li aveva ricevuti, facendo sapere al mondo che non sarà una discarica mondiale. Tra i paesi che riceveranno indietro i loro rifiuti ci sono Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Canada. La situazione è legato al al fatto che nel 2018 Cina ha vietato l’importazione di rifiuti di plastica e questa immondizia è stata dirottata verso i paesi del sud-est asiatico.

Lotta alla plastica  in tribunale

Tanti poi sono gli esempi di aziende portate in tribunale per l’inquinamento. Tra questi c’è, per il settore della plastica, lo stabilimento di produzione di materie plastiche di Formosa a Point Comfort, Texas, che nel 2017 era stata denunciata dall’attivista Diane Wilson per inquinamento delle acque. Il gruppo aveva poi accettato di non realizzare più nemmeno minuscoli pellet di plastica noti come ostacoli nei corsi d’acqua della regione. In base a un accordo, è previsto che l’azienda Formosa e i querelanti concordino un consulente per le bonifiche, un ingegnere e un fiduciario per il monitoraggio continuo dell’impianto. A metà gennaio Diane Wilson ha dato il via a un incontro sul lato della strada di fronte allo stabilimento per valutare la situazione.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.