Uno degli ambiti principali di ricerca nel settore nucleare è quello della stabilizzazione della reazione di fusione e della ricerca di un processo che produca più energia di quanta viene consumata. Tra le tante realtà che si stanno occupando della questione, elaborando soluzioni all’avanguardia, c’è anche la start-up australiana HB11, uno spin-off dell’Università del New South Wales. “Stiamo aggirando tutte le sfide scientifiche che hanno posto limitazioni all’uso di energia da fusione nucleare per oltre mezzo secolo”, sottolinea il direttore Warren McKenzie a New atlas.

Questa nuova soluzione permetterebbe di superare la necessità di livelli di temperatura e pressione estremamente elevati. La tecnica si basa nello specifico sull’idrogeno e un isotopo B-11 al boro e non più su isotopi radioattivi estremamente rari e costosi come il trizio. Vengono inoltre utilizzati, nei vari procedimenti richiesti, dei laser specifici per consentire che la reazione vada a termine. Naturalmente attualmente il percorso è solo all’inizio e richiederà diversi anni per tradursi in progetti concreti.

Da Rolls Royce mini reattori nucleari

Il colosso automobilistico Rolls-Royce non si limita a operare nel settore del suo core business ma collabora a diversi progetti innovativi negli ambiti più disparati. Tra questi c’è anche la realizzazione in Galles e nel nord dell’Inghilterra di due siti per centrali nucleari di piccole dimensioni, dotati di piccoli reattori modulari, come si legge su Popular mechanics. Ogni impianto dovrebbe riuscire a  fornire 440 megawatt di elettricità, pari al quantitativo generato da un reattore tradizionale.

Nucleare e obiettivi green

Sempre in tema di nucleare, Last energy ha raccolto 3 milioni di dollari per combattere i cambiamenti climatici puntando sulla realizzazione di nuove centrali nucleari. La società è parte dell’Energy impact center, che sta realizzando progetti open source per creare impianti nucleari  che costano molto meno rispetto a quelle tradizionali. L’Energy impact center è stato fondato dall’esperto di tecnologia Bret Kugelmass, che vuole sfruttare il nucleare per decarbonizzare il pianeta entro il 2040.

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