Legge di Bilancio, evidente un cambio di passo verso l’Agenda 2030 ma c’è ancora da fare

6 su 17 i goal positivi secondo il rapporto Asvis. “La sostenibilità è la sfida del nostro tempo” ha sottolineato il ministro Gualtieri

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Pieni voti solo a sei Goal. A rischio gli altri undici, soprattutto considerato che alcuni target dell’Agenda 2030 sono al 2020. Questo quanto emerge nei risultati del secondo rapporto Asvis sulla valutazione della legge di bilancio rispetto i 17 Goal europei.

I 6 Goal in cui siamo migliorati: povertà; alimentazione e agricoltura sostenibile; sistema energetico; innovazione; modelli sostenibili di produzione e di consumo; qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide.

nel complesso la legge di Bilancio di quest’anno esce positivamente dal rapporto, in quanto: “ha degli elementi importanti e un percorso di cambiamento del paradigma nel definire una nuova e diversa prospettiva dello sviluppo” come ha evidenziato Pierluigi Stefanini, presidente dell’Asvis in apertura dei lavori. “In particolare, rispetto l’urgenza che sugli investimenti pubblici e privati il Paese cambi passo” richiamando a una “maggiore rapidità di decisione” per “avviare una fase che ci consenta di uscire da una troppo lunga recessione”. Infine, il presidente auspica che “si possa realizzare nel nostro Paese un cambiamento indispensabile”. Un’analisi quella del rispetto dei Goal nelle diverse leggi, che, come spiega il portavoce dell’associazione, Enrico Giovannini sarebbe meglio fare prima” piuttosto che a margine della stesura della legge. Richiamo su cui la politica sta ponendo sempre più attenzione.

Pniec, il Ministro sottolinea come “dovrà essere rivisto alla luce della maggiore ambizione degli obiettivi europei

Il “cambio di passo” è evidente nell’analisi dell’operato dell’attuale Governo. “La sfida della sostenibilità non mette su piani diversi quantità e qualità della vita” rimarca il ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri, alla presentazione del rapporto che esplicita come serva “una visione più amplia della politica economica”.

La sostenibilità è la sfida del nostro tempo” sottolinea Gualtieri, che non esclude un ruolo di “riferimento” del nostro Paese per il Green new deal europeo. L’Italia “ha le capacità e le risorse” ma “occorre che il Governo faccia la sua parte” sviluppando una grande alleanza apolitica e democratica che ci permetta di realizzare il “cambiamento necessario e cogliere le opportunità possibili” conclude Gualtieri

Efficientamento energetico, green bond, mobilità sostenibile, rinnovabili, siderurgia verde a partire dall’Ilva e plastica. Questi i punti evidenziati da Gualtieri come centrali di una visione di sostenibilità nel Governo ma non ancora esaustivi. Rispetto al Pniec, il Ministro sottolinea come “dovrà essere rivisto alla luce della maggiore ambizione degli obiettivi europei” quasi strizzando l’occhio ai messaggi dell’Asvis che partecipa già in modo attivo al tavolo sulla riforma fiscale.

Principi ripresi anche nei saluti inviati dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che invita a intraprendere “una strada per costruire al futuro guardando alla qualità della vita, alla lotta contro le diseguaglianza e al cambiamento climatico” con “rigore e analisi scientifica” proponendo “nuove idee e nuove progettualità”.

Una prospettiva che ha bisogno di “un’Europa leader di un nuovo modello di sviluppo”, come sottolinea David Maria Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, in cui si risponda ad un obiettivo “ambiziosissimo” e “difficilissimo” cioè che “nessuno dei 27 paesi dell’Unione europea resti indietro e nessuna azienda e che nessun lavoratore vada a casa”.

Le chiavi di volta per un futuro sostenibile secondo Asvis

Nel complesso l’associazione ribadisce, come chiavi di volta per la sostenibilità l’inserimento nella Costituzione italiana del “principio di sviluppo sostenibile” la cui discussione ricorda Giovannini è in corso. La necessità di un Atto di indirizzo da parte del Presidente del Consiglio ai ministri che “citi la loro responsabilità per il conseguimento degli Sdgs e relativi target”. L’inserimento “ex ante” di una valutazione delle proposte di Legge secondo i target 2030. La revisione dei contenuti del D. Lgs n 254/2016 sulla rendicontazione non finanziaria, allargando l’obbligo di rendicontazione alle imprese di medie dimensioni. Realizzare una legge annuale sullo sviluppo sostenibile destinato a introdurre “modifiche di carattere ordinamentale con un’ottica sistemica” che, suggerisce l’Asvis, vanno approvate entro giugno. Realizzare un Piano di informazione sullo sviluppo sostenibile rivolto all’intera popolazione.

Oltre alla consapevolezza politica aumenta anche la conoscenza dei cittadini dell’esistenza della Agenda con un aumento di 7 punti nell’indagine svolta dall’Associazione. Dato confermato anche dalla curva di ricerca su Google trends che segna un’evidente impennata.

L’analisi della legge di Bilancio secondo l’agenda 2030: i risultati

L’analisi proposta dall’Asvis analizza l’intera legge di bilancio alla luce dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Nel complesso emerge come “In alcuni casi ci sono dei miglioramenti e in altri dei peggioramenti” sottolinea Giovannini riferendosi soprattutto all’obiettivo 15 “spesso legati proprio al tema della mancata politica”. Nel complesso “rispetto al 2010 l’Italia migliora in 10 obiettivi e peggiora in 7” spiega Giovannini “Tra il 2017 e il 2018 c’è un miglioramento considerevole per 6 obiettivi, leggero per 5, lieve per 2 e peggioramento per 4” nella slide i dettagli.

Rispetto alle azioni politiche in corso, la maggiore novità sottolineata dal rapporto è l’impegno a realizzare il Green new deal. Lo strumento privilegiato è ancora il Pniec, di cui però si evidenziano alcune lacune prima fra tutte le fonti di finanziamento. Manca, infine, secondo l’Asvis un approccio agli incentivi per lo sviluppo delle Fer in ottica di transizione energetica.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.